Sedi dimezzate, militanti in fuga. La grande crisi di CasaPound che ora punta sulle braccia tese
di Paolo Berizzi“Effetto Acca Larentia”. Tre parole per riassumere un concetto semplice. Nelle chat dell’ultradestra il tam tam va avanti da 48 ore. L’eco e le reazioni alla versione 2024 dell’adunata nera organizzata da CasaPound – con i saluti romani e il “presente” militare sopra la gigantesca croce celtica, come ogni anno da anni – rischia di ridisegnare equilibri e assetti nella galassia neofascista italiana.
Un mondo complesso e frammentato, in continua evoluzione e soggetto a scossoni e contrazioni da quando, a ottobre 2022, si è insediato il governo Meloni. Il più a destra nella storia repubblicana, è vero. Ma di conseguenza anche, per paradosso, un problema “tattico” per i camerati extraparlamentari. Una moneta a due facce.
“Questa botta li ha rilanciati quando erano quasi spariti”, commenta uno dei tanti fuoriusciti di CasaPound Italia. Già, perché è questo che potrebbe succedere. Che dopo due anni a dir poco difficili, i “fascisti del terzo millennio” – devoti ai gerarchi nazisti Himmler…
“Effetto Acca Larentia”. Tre parole per riassumere un concetto semplice. Nelle chat dell’ultradestra il tam tam va avanti da 48 ore. L’eco e le reazioni alla versione 2024 dell’adunata nera organizzata da CasaPound – con i saluti romani e il “presente” militare sopra la gigantesca croce celtica, come ogni anno da anni – rischia di ridisegnare equilibri e assetti nella galassia neofascista italiana.
Un mondo complesso e frammentato, in continua evoluzione e soggetto a scossoni e contrazioni da quando, a ottobre 2022, si è insediato il governo Meloni. Il più a destra nella storia repubblicana, è vero. Ma di conseguenza anche, per paradosso, un problema “tattico” per i camerati extraparlamentari. Una moneta a due facce.
“Questa botta li ha rilanciati quando erano quasi spariti”, commenta uno dei tanti fuoriusciti di CasaPound Italia. Già, perché è questo che potrebbe succedere. Che dopo due anni a dir poco difficili, i “fascisti del terzo millennio” – devoti ai gerarchi nazisti Himmler e Priebke – hanno ora la possibilità di uscire dalla sacca di irrilevanza nella quale si erano ficcati. Era quello l’obiettivo di Acca Larentia. Perché il 7 gennaio, con tutto il suo lugubre e indegno cerimoniale fascista, rappresenta l’unica vera ipoteca politica rimasta a CasaPound. E quella si sono giocati.
Ai camerati di Gianluca Iannone l’effetto volano non pare quasi vero. “Noi c’eravamo e ci saremo sempre”, hanno detto capi e capetti. A partire dal portavoce Luca Marsella il cui astro appare da tempo offuscato. “Un soldatino a servizio di Iannone”, lo descrivono sprezzanti alcune ex tartarughe. Sarà. L’obiettivo adesso, ribadito nel quartier generale di via Napoleone III, è riprendersi la scena nera di cui, da protagonisti che erano – basti pensare ai tempi dell’alleanza con la Lega di Salvini – i poundisti erano diventati semplici attori: quasi alla pari di altri gruppi.
Secondo una voce diffusa negli ambienti dell’estrema destra romana “Acca Larentia è stato un paracadute, un colpo de c…”. Il riferimento è proprio allo stato di salute in cui gli organizzatori della manifestazione in memoria dei “camerati caduti” versavano da tempo. Dopo giugno 2019, quando smette di essere un partito e torna movimento metapolitico, CasaPound non ne azzecca una. Impalpabili persino nella stagione delle proteste contro i vaccini e i Green Pass, che vede al centro Forza Nuova. Fiaccati dalle fuoriuscite di nomi di presunto peso: prima l’ex segretario nazionale Simone Di Stefano con alcuni fedelissimi, e, più recentemente, la pasionaria Carlotta Chiaraluce. Il primo se ne è andato in polemica con Gianluca Iannone e il resto del gruppo dirigente, la seconda con modalità più soft.
L’effetto della spaccatura si è sentito nelle sezioni: da oltre cento che erano, in tutta Italia, ne sono rimaste meno della metà. Con epicentro dell’emorragia al Nord. Processi, inchieste giudiziarie, le grane legate allo stabile occupato a Roma dal 2003 (dove ancora hanno sede e dove abitano tuttora delle famiglie). CasaPound si era svuotata come era successo al competitor Forza Nuova. Aspirata ideologicamente da FdI e prima dalla Lega. “Ormai sono un movimento personale di Iannone, una specie di manipolo del gran capo e fondatore – racconta un camerata romano della vecchia guardia -. Iannone che, tra pub, trattorie, concerti, negozi, si sta dedicando più al commercio che alla politica”.
A lanciare il “presente” ad Acca Larentia – un premio e un onore per i neofascisti – c’erano i fedelissimi del capo, “Pelo” e “Atti”. Di fronte, schierati per file, i 500-600 (lontani i tempi dei 6mila sfilati in corteo nel 2018). Molti dei quali non appartenenti a CPI, ma venuti da fuori. Nostalgici, ultrà del calcio, militanti del Nord. Se c’è un punto politico da annotare, è questo. Acca Larentia “salva”, almeno per ora, chi la allestisce. E dà all’estrema destra l’idea (illusione?) di ricompattarsi. A destra della “moderata” Meloni, certo. A destra di Piantedosi. E con un “alleato esterno”: il presidente del Senato e avvocato Ignazio Benito Maria La Russa. Lui ha fatto il suo, lanciando un’ancora ai saluti romani (“per alcune sentenze non sono un reato”). Musica per le orecchie dei fascisti del terzo millennio.