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Europee, Moretti (Pd), “Schlein decida presto se candidarsi. Basta con il tiro al bersaglio contro di lei”

Per l’eurodeputata uscente la segretaria, presentandosi, “si assume una grande responsabilità. Potrebbe candidare dopo di lei le donne così da non penalizzarle”
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“Sono convinta che in nessun modo Elly Schlein penalizzerà le donne. Nei prossimi giorni però dovrà decidere se candidarsi o no perché adesso dobbiamo parlare di temi. Di certo, se si presenterà si caricherà di una grande responsabilità”. Alessandra Moretti, eurodeputata Pd uscente, chiede al suo partito di “iniziare la campagna elettorale con spirito di servizio” evitando “il tiro al bersaglio” che spesso nel Pd si è fatto “al segretario di turno. Perché l’unica truffa è candidare persone inadeguate come fanno M5S e FdI”.

Onorevole Moretti, la premier Giorgia Meloni punta a candidarsi alle Europee, la segretaria Elly Schlein non ha ancora sciolto la riserva. Se entrambe saranno capolista, la campagna elettorale non rischia di trasformarsi nello scontro tra le due leader?

“La scelta di candidarsi in tutti, in alcuni o in nessun collegio spetta alla segretaria insieme agli organismi del partito. A me il tiro al segretario di turno non è mai piaciuto. Iniziamo la campagna elettorale con…

“Sono convinta che in nessun modo Elly Schlein penalizzerà le donne. Nei prossimi giorni però dovrà decidere se candidarsi o no perché adesso dobbiamo parlare di temi. Di certo, se si presenterà si caricherà di una grande responsabilità”. Alessandra Moretti, eurodeputata Pd uscente, chiede al suo partito di “iniziare la campagna elettorale con spirito di servizio” evitando “il tiro al bersaglio” che spesso nel Pd si è fatto “al segretario di turno. Perché l’unica truffa è candidare persone inadeguate come fanno M5S e FdI”.

Onorevole Moretti, la premier Giorgia Meloni punta a candidarsi alle Europee, la segretaria Elly Schlein non ha ancora sciolto la riserva. Se entrambe saranno capolista, la campagna elettorale non rischia di trasformarsi nello scontro tra le due leader?

“La scelta di candidarsi in tutti, in alcuni o in nessun collegio spetta alla segretaria insieme agli organismi del partito. A me il tiro al segretario di turno non è mai piaciuto. Iniziamo la campagna elettorale con spirito di servizio perché il Pd ha le carte in regola per fare un buon lavoro. A differenza del Movimento 5 Stelle e di Fratelli d’Italia, abbiamo classe dirigente, persone preparate con esperienza da mandare in Europa. L’unica vera truffa agli elettori è quella di candidare gente inadeguata”.

Se però Schlein si candida e poi non va in Europa a ricoprire il seggio, non è comunque una truffa? O un “vulnus democratico” per utilizzare le parole di Romano Prodi?

“È una valutazione che deve fare lei. Tra gli elementi rischiosi di una candidatura in prima persona della segretaria è quella di caricare su di sé la responsabilità di un risultato quando invece è tutta la comunità del Pd che va coinvolta in una sfida così rilevante”.

Che ne pensa della possibilità di una candidatura della Schlein in tutti i collegi come capolista, penalizzerebbe le donne perché il secondo posto, per l’alternanza di genere, spetterebbe a un uomo?

“La qualità della nostra democrazia si misura anche dal numero di donne presenti nelle assemblee legislative, soprattutto quando in gioco c’è quell’Europa sociale vicina ai cittadini e capace di rimettere la persona al centro dell’agenda europeista. Le liste devono essere formate per il 50% da donne e per il 50% da uomini. La segretaria potrebbe mettere le donne dopo di lei, proprio per valorizzarle in termini di visibilità”.

Ma nella scheda elettorale è obbligatoria l’alternanza di genere.

“È vero, ma si possono esprimere fino a tre preferenze. Senz’altro, con la candidatura della segretaria come capolista, sarebbe per l’elettore quasi automatico esprimere la prima preferenza per Elly e poi fare accoppiata con un uomo. In pochi esprimono anche la terza preferenza. Lei lo sa, conosce bene questi meccanismi e sono convinta che in nessun modo penalizzerà le candidature femminili. Noi dobbiamo mettere il 50% di donne in posizione visibile”.

In termini di voti, una candidatura della segretaria aiuterebbe il partito?

“Una candidatura diretta delle leader determinerebbe una polarizzazione tra i due maggiori partiti e quindi questo aumenterebbe il livello di confronto e di scontro. Probabilmente il Pd potrebbe anche recuperare dei punti così come Fratelli d’Italia. Dall’altro lato si carica di grande responsabilità”.

Sta dicendo che, se andrà male, si potrebbe arrivare anche alle dimissioni da segretaria?

“Il Pd andrà bene alle Europee, ne sono convinta, daremo tutti il massimo. Non lo faremo solo per noi, ma perché in gioco c’è molto di più: la democrazia, il destino dei popoli europei. Possiamo continuare a pensare che se il risultato è buono il merito è di tutti e se va male diamo la croce al leader? Non ci porta da nessuna parte”.

Però il rischio c’è, non crede?

"Penso che una donna che ha coraggio sia sempre da apprezzare, lo dico da donna che non si è mai tirata indietro: ho vinto le primarie in Veneto, ho fatto le regionali, due volte le Europee, mi sono sfidata sempre e questo mi ha dato tanto. Credo che la segretaria dovrà sciogliere la riserva nel giro di pochi giorni. Lei sa che noi, come delegazione del Pd in Europa, abbiamo svolto un ruolo importante. Deve decidere perché abbiamo tanti temi di cui parlare”.

Lei si candiderà?

“Sì, per portare avanti il lavoro fatto finora: dalle norme per la tutela dell’ambiente al rafforzamento della sanità pubblica per un accesso ai equo servizi sanitari, alle norme sulla difesa dello stato di diritto contro il totalitarismo e i rigurgiti neo fascisti, alla difesa della parità di genere e dell’autodeterminazione delle donne. Fino ad arrivare ai provvedimenti contro la Russia per la pace e la difesa della libertà dei popoli. Quindi adesso dobbiamo concentrarci sulla proposta politica e sull’idea di Europa che vogliamo”.

Dalle elezioni Europee verrà fuori una nuova mappa dei partiti italiani?

“Io credo di sì. Vedo una grande difficoltà nel centrodestra. Meloni da un lato è attratta dal diventare più moderata e guarda verso il Partito popolare europeo ma dall’altro rischia di ascoltare un po’ troppo le sirene di Marine Le Pen. Mentre lo scivolamento di Matteo Salvini verso l’estrema destra ormai è dichiarato. Tutto questo mette in pericolo la tenuta democratica e i valori stessi per i quali l’Europa è nata. Noi dobbiamo difenderli, dobbiamo farlo anche per quello che David Sassoli ci ha lasciato in eredità: la difesa dello stato di diritto”.

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