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Duello tv Schlein-Meloni, in campo gli staff per decidere le regole

(ansa)
Oggi la riunione per decidere a chi affidare il confronto, intanto la segretaria dem convoca la Direzione nazionale “per fare chiarezza” e mettere i nodi sul tavolo, dal fine vita alle armi a Israele
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Cerca consenso fuori dal partito ma nel farlo sta perdendo, o almeno allontanando, pezzi di Pd. Per la segretaria Elly Schlein è arrivato il momento di convocare la riunione della Direzione nazionale, che sarà fissata entro la fine di questa settimana, massimo all’inizio della prossima. “Serve fare chiarezza”, dicono le persone a lei più vicine.

Il cortocircuito sul fine vita e i malumori dei cattolici, il voto con la maggioranza sulla mozione Ucraina da parte di nove parlamentari, molti dei quali della corrente dei Riformisti, il no della numero uno del Nazareno all’invio di armi in Israele qualora ce ne fosse bisogno, il nodo non ancora sciolto del terzo mandato e la mancanza di una linea riguardo la riforma del premierato sono temi che fanno stare il Pd sulle sabbie mobili proprio quando si è entrati in campagna elettorale per le Regionali e incombono le Europee.

La segretaria fatica a tenere unito il partito, ha preso di petto alcuni temi cari a lei e alla sinistra ma una parte de…

Cerca consenso fuori dal partito ma nel farlo sta perdendo, o almeno allontanando, pezzi di Pd. Per la segretaria Elly Schlein è arrivato il momento di convocare la riunione della Direzione nazionale, che sarà fissata entro la fine di questa settimana, massimo all’inizio della prossima. “Serve fare chiarezza”, dicono le persone a lei più vicine.

Il cortocircuito sul fine vita e i malumori dei cattolici, il voto con la maggioranza sulla mozione Ucraina da parte di nove parlamentari, molti dei quali della corrente dei Riformisti, il no della numero uno del Nazareno all’invio di armi in Israele qualora ce ne fosse bisogno, il nodo non ancora sciolto del terzo mandato e la mancanza di una linea riguardo la riforma del premierato sono temi che fanno stare il Pd sulle sabbie mobili proprio quando si è entrati in campagna elettorale per le Regionali e incombono le Europee.

La segretaria fatica a tenere unito il partito, ha preso di petto alcuni temi cari a lei e alla sinistra ma una parte del variegato mondo Pd, fatto di correnti e anche di radici profonde, non tiene il passo e non la asseconda. A complicare le cose ci pensa il quizzone che ormai da settimane tormenta gli animi dem: “Si candida alle Europee o non si candida?”.

C’è chi vorrebbe saperlo per “iniziare a parlare di altro” e chi invece per interessi personali. Ad esempio il governatore Stefano Bonaccini, che punta ad essere capolista della circoscrizione Nord-Est, afferma lapidario: “Candidarsi in tutte e cinque le circoscrizioni non attiene a un partito plurale, che non è il partito con un solo uomo o una sola donna sola al comando”. Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che aspira a un posto e non ha mai sostenuto la segretaria, chiede che liste siano “ampie perché non esistono solo i capolista”. Mentre il deputato ed ex ministro Andrea Orlando sostiene che, “prima di parlare di candidature”, sia necessario “chiarire che profilo abbia il Pd”, anche alla luce delle ultime divergenze interne.

Per adesso Schlein sta valutando l’ipotesi di candidarsi solo in alcune circoscrizioni come capolista e nelle restanti come seconda. Qualcuno ipotizza che possa dare l’annuncio in diretta tv nel faccia a faccia con la premier Giorgia Meloni. Oggi è in programma un incontro tra i due staff per discutere in profondità di alcuni dettagli, quali regole, tempi di risposta e di replica. Dopo i primi contatti della settimana scorsa, questa volta le delegazioni si incontrano e, se non sarà possibile per motivi di agenda, certamente ci sarà una telefonata. Ma l’appuntamento è in agenda di entrambe le parti.

Se le leader decidessero davvero di ufficializzare le loro candidature, ormai sempre più probabili, nel salotto di Bruno Vespa (è Rai1 l’emittente più accreditata), allora il confronto televisivo sarà non oltre le prime settimane di febbraio. E ciò spiegherebbe il perché dell’interlocuzione così fitta tra gli staff. Altrimenti il dibattito sarà ad aprile, quando la campagna elettorale delle Europee entrerà davvero nel vivo.

Nei prossimi giorni Schlein dovrà risolvere alcune grane, certamente prima di andare in tv. Fra tutte, la frattura che ha causato il voto riguardo la legge sul Fine vita, che ha discusso il consiglio regionale del Veneto e che ha visto l’astensione della consigliera Anna Maria Bigon, mentre il resto del gruppo ha votato a favore. La segretaria ha parlato di “ferita”. E di conseguenza chi come Graziano Delrio fa parte dell’area cattolica del partito si è detto pronto ad autosospendersi. Anche un ex Pd, Beppe Fioroni, che ha lasciato il partito proprio dopo l’elezione di Schlein segretaria per la “marginalizzazione dell'esperienza popolare e cattolico democratica” è intervenuto perché “aderire a un partito non significa consegnarsi alla sua signoria su grandi temi afferenti alla coscienza personale”. La segretaria vorrebbe evitare nuove fuoriuscite: è questo l’obiettivo della riunione della Direzione.

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