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Senato “sequestrato”: Meloni sceglie Palazzo Madama per il summit Italia-Africa, accesso interdetto ai parlamentari

L'Aula del Senato

 
Tredici capi di Stato e sei di governo all’incontro sul Piano Mattei: l’insolita decisione della premier e di La Russa suscita malumori
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Il duo Meloni-La Russa colpisce ancora. Il summit Italia-Africa lunedì si terrà a palazzo Madama. Una quarantina di autorità politiche attese a Roma per due giorni nell’ambito del piano Mattei col presidente del Senato in veste di padrone di casa e la premier nei panni di gran visir. Regia in capo a palazzo Chigi. “Farnesina, e quindi Tajani, esclusi” fa notare una fonte con malizia. Ma fuori da tutto sono anche i senatori, che non potranno accedere all’aula, dove si terranno i lavori. È attività governativa. “Una cosa che non si può sentire né vedere” protesta il renziano Enrico Borghi. “Almeno i capigruppo devono poter partecipare”.

Domanda: ma con tutte le residenze di cui dispone il governo perché occupare proprio il Senato, situato peraltro nel cuore della città, facendo sloggiare così, seppur per ventiquattro ore, i suoi inquilini naturali? “Ma tanto è lunedì, i senatori quel giorno non ci sono mai”, liquida la questione un’altra fonte.

Sarà. Ma intanto ieri a Montecitorio non s…

Il duo Meloni-La Russa colpisce ancora. Il summit Italia-Africa lunedì si terrà a palazzo Madama. Una quarantina di autorità politiche attese a Roma per due giorni nell’ambito del piano Mattei col presidente del Senato in veste di padrone di casa e la premier nei panni di gran visir. Regia in capo a palazzo Chigi. “Farnesina, e quindi Tajani, esclusi” fa notare una fonte con malizia. Ma fuori da tutto sono anche i senatori, che non potranno accedere all’aula, dove si terranno i lavori. È attività governativa. “Una cosa che non si può sentire né vedere” protesta il renziano Enrico Borghi. “Almeno i capigruppo devono poter partecipare”.

Domanda: ma con tutte le residenze di cui dispone il governo perché occupare proprio il Senato, situato peraltro nel cuore della città, facendo sloggiare così, seppur per ventiquattro ore, i suoi inquilini naturali? “Ma tanto è lunedì, i senatori quel giorno non ci sono mai”, liquida la questione un’altra fonte.

Sarà. Ma intanto ieri a Montecitorio non si parlava d’altro. È forte la suggestione di Meloni che “occupa” il Parlamento, impedendo l’accesso ai parlamentari. La politica vive di simboli e di fantasie emotive. E siamo in piena occupazione del potere, televisivo, culturale, e di smantellamento della Costituzione, con l’Autonomia differenziata e il premierato alle viste. “Prove generali di futuro”, era il tenore dei commenti più ricorrenti.

Dall’entourage di La Russa minimizzano, e sottolineano che erano tutti d’accordo, e che nessuno delle opposizioni ha sollevato obiezioni. Del resto era difficile dire no a tredici capi di Stato, sei capi di governo, tre ministri degli Esteri, quindici rappresentanti di organizzazioni internazionali, vari personalità Ue. E tutti domenica sera saranno a cena al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella.

Il summit è stato battezzato così: “Italia-Africa. Un ponte per crescere insieme”. Nella conferenza dei capigruppo il 9 gennaio (Malan per Fratelli d’Italia, Boccia Pd, Romeo Lega, Patuanelli M5s, Fregolent Italia viva in sostituzione di Borghi, Gasparri Forza Italia, Unterberger Autonomie, Biancofiore Civici, De Cristofaro Verdi Sinistra) La Russa aveva illustrato l’intendimento del governo. I lavori si terranno in aula, e nelle sale Garibaldi e Pannini. Qualcuno ha chiesto se c’erano costi a carico dell’istituzione. “No, tutto a carico di Chigi”. “Possiamo raggiungere nostri uffici?” “Quello sì”.

Ieri gli umori erano diversi. Borghi ha protestato. A De Cristofaro è venuto qualche dubbio. “Confesso che in quei giorni ero molto occupato dall’Autonomia, non vi ho badato”, ammette con franchezza il capogruppo delle sinistre. “Ci sono argomenti migliori per contestare Meloni” è invece la posizione laica di Patuanelli. Boccia se l’è cavata con simpatia: “Speriamo che siano Capi di Stato reali e non quelli della telefonata burla”

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