Stragi nazifasciste, Magi attacca il governo: “Aumentare il fondi per i risarcimenti, l'Avvocatura non si metta di traverso”
di Gabriele BartoloniSecondo Giorgia Meloni l’Avvocatura dello Stato “fa il suo lavoro”, ma il sospetto di una parte dell’opposizione è che il governo non stia facendo abbastanza per indirizzarne l'operato. Insomma, dietro i mancati indennizzi alle famiglie delle vittime italiane del nazismo - caso sollevato da Repubblica - ci sarebbe una certa reticenza, da parte dell’esecutivo, nel dare un preciso indirizzo a chi, per conto di Palazzo Chigi e del ministero dell’Economia, da mesi sta bloccando per via giudiziaria l’erogazione dei risarcimenti alle famiglie che hanno chiesto di accedere all'apposito fondo, istituito nel 2022 dal governo Draghi, per il ristoro delle vittime del nazifascismo in Italia.
La storia è questa: molti parenti delle vittime hanno già ottenuto il risarcimento, altri ancora no. E il motivo sta nel fatto che l’Avvocatura sta bloccando l’erogazione dei ristori appellandosi alle sentenze di primo grado. Secondo la legge, lo Stato infatti è tenuto a riconoscere l’indennizzo solo in prese…
Secondo Giorgia Meloni l’Avvocatura dello Stato “fa il suo lavoro”, ma il sospetto di una parte dell’opposizione è che il governo non stia facendo abbastanza per indirizzarne l'operato. Insomma, dietro i mancati indennizzi alle famiglie delle vittime italiane del nazismo - caso sollevato da Repubblica - ci sarebbe una certa reticenza, da parte dell’esecutivo, nel dare un preciso indirizzo a chi, per conto di Palazzo Chigi e del ministero dell’Economia, da mesi sta bloccando per via giudiziaria l’erogazione dei risarcimenti alle famiglie che hanno chiesto di accedere all'apposito fondo, istituito nel 2022 dal governo Draghi, per il ristoro delle vittime del nazifascismo in Italia.
La storia è questa: molti parenti delle vittime hanno già ottenuto il risarcimento, altri ancora no. E il motivo sta nel fatto che l’Avvocatura sta bloccando l’erogazione dei ristori appellandosi alle sentenze di primo grado. Secondo la legge, lo Stato infatti è tenuto a riconoscere l’indennizzo solo in presenza di una sentenza definitiva. Ieri la premier, rispondendo a Riccardo Magi durante il question time alla Camera, ha scagionato l’Avvocatura e difeso l’indirizzo politico dell’esecutivo sulla vicenda. “Da parte del governo - ha detto Meloni - non può esserci intento dilatorio o ostruzionistico, perché non avrebbe senso decidere di stanziare risorse e poi impedire che vengano spese”.
La premier assicura dunque che l'operato dell'Avvocatura "è un lavoro necessario". Al contrario, secondo il segretario di +Europa "qui non stiamo nell’ambito delle verifiche opportune e che giustamente si fanno quando si parla di soldi pubblici”. La dinamica, sostiene Magi, è un'altra: "È possibile che l'Avvocatura si stia muovendo su un ratio puramente economica per mancanza dei fondi necessari”. Il motivo: dopo l’istituzione del fondo nel 2022, la Corte costituzionale, ribadendo la legittimità della legge, ha stabilito che le somme con cui risarcire i parenti non andrebbero intese come semplici indennizzi, ma come veri e propri risarcimenti. “A fronte di questa sentenza - continua Magi - mi pare evidente che all’interno del fondo non ci siano le risorse necessarie". Il tutto nonostante l’aumento del 2023.
L’Avvocatura - è la tesi, dunque - stringe la cinghia per mancanza di soldi. Un atteggiamento che, come lo stesso Magi ha fatto notare in Aula, sarebbe dimostrato del fatto lo Stato abbia deciso di costituirsi in giudizio anche nell’ambito delle stragi più efferate, come nel caso di Sant’Anna di Stazzema. E che lo abbia fatto, come ricostruito da Repubblica, avanzando contestazioni spesso capziose e surreali. Da qui il pressing dell'opposizione affinché Palazzo Chigi rimpingui il fondo e, soprattutto, dia un'indicazione chiara all'Avvocatura dello Stato”. Il governo, dal canto suo, si scagiona con l’aumento del budget nel 2023. Un alibi per nulla soddisfacente, secondo Magi. “Nei ricorsi si portano avanti argomentazioni vergognose, come quando si sostiene che per la troppa tenera età dei parenti della vittima non ci sarebbe un danno concreto”. D'accordo anche il Pd. Secondo Dario Parrini, la premier “non sta affatto vagliando con rigore l'esistenza dei presupposti per i risarcimenti, ma sta mettendo in campo contro i ricorrenti un ostruzionismo avvilente e fattualmente infondato, cercando pervicacemente di delegittimare le loro richieste risarcitorie con contestazioni pretestuose, surreali e non di rado offensive e immorali”.