Voto ai fuorisede, solo l’Italia non lo prevede. Tempi stretti per le Europee, oggi al via il presidio-staffetta davanti al Senato
di Gabriele BartoloniL’opposizione chiede di accelerare, ma anche fuori dal Palazzo il pressing è alto. E può contare sul sostegno di 4,9 milioni di elettori che il prossimo 9 giugno, come ad ogni tornata elettorale, vedranno il proprio diritto di voto leso da un anacronistico vuoto normativo che assegna all’Italia un triste primato: quello di unico grande Paese europeo (fanno eccezione solo Malta e Cipro) a non permettere una qualche forma di voto a distanza per chi vive lontano dal comune di residenza.
È il disagio dei fuorisede italiani, molto spesso giovani e provenienti dal Mezzogiorno. Studenti e lavoratori, costretti, elezione dopo elezione, a compiere la consueta e costosa traversata dello Stivale per raggiungere il seggio. Varrà anche per le prossime Europee. Anche se, si augurano i comitati promotori che stanno accompagnando l’iter della legge in Senato, sarebbe importante che il parlamento desse un segnale prima della tornata di giugno.
“Una volontà politica forte permetterebbe alla legge deleg…
L’opposizione chiede di accelerare, ma anche fuori dal Palazzo il pressing è alto. E può contare sul sostegno di 4,9 milioni di elettori che il prossimo 9 giugno, come ad ogni tornata elettorale, vedranno il proprio diritto di voto leso da un anacronistico vuoto normativo che assegna all’Italia un triste primato: quello di unico grande Paese europeo (fanno eccezione solo Malta e Cipro) a non permettere una qualche forma di voto a distanza per chi vive lontano dal comune di residenza.
È il disagio dei fuorisede italiani, molto spesso giovani e provenienti dal Mezzogiorno. Studenti e lavoratori, costretti, elezione dopo elezione, a compiere la consueta e costosa traversata dello Stivale per raggiungere il seggio. Varrà anche per le prossime Europee. Anche se, si augurano i comitati promotori che stanno accompagnando l’iter della legge in Senato, sarebbe importante che il parlamento desse un segnale prima della tornata di giugno.
“Una volontà politica forte permetterebbe alla legge delega di approdare in Aula e di essere approvata all’unanimità in pochi giorni”, sostiene Fabio Rotondo di The Good Lobby, associazione parte della rete VotoSanoDaLontano e che insieme a Will Media Fantasanremo hanno organizzato una staffetta davanti a Palazzo Madama per fare pressione affinché la politica concluda velocemente l’iter della legge delega, già approvata alla Camera nel giugno scorso.
Un provvedimento certamente utile, ma che accoglie solo in parte le richieste dei promotori. Il via libera a Montecitorio infatti era stato accompagnato da numerose polemiche rivolte contro la maggioranza, accusata dall'opposizione di aver trasformato la legge in un una “delega in bianco” all'esecutivo, eccessivamente vaga e limitata solo alle Europee e ai referendum, escludendo tutte le altre tipologie di elezioni.
Niente politiche e niente comunali, dunque. Una decisione che rischia di vanificare gli sforzi al primo Election day, come quello di giugno. Perché anche se la legge dovesse ottenere l’ok in tempi rapidissimi e il governo (opzione remota) decidesse di approvare i decreti legislativi in un lampo, la concomitanza di diverse elezioni - regionali, comunali e, appunto, Europee - finirebbe per compromettere l'efficacia della riforma. Magari facendo resuscitare i vecchi disagi, con i fuorisede costretti a lunghe e costose traversate o, peggio, ad optare solo per il voto europeo e astenendosi per le tornate non previste dalla legge delega.
"Abbiamo fatto la richiesta d'urgenza in capigruppo sul ddl sul voto dei fuorisede: bene che il testo sia incardinato in commissione, ora ci auguriamo una risposta positiva e che la proposta venga approvata all'unanimità e che venga fatta entrare in vigore prima delle europee", esorta Francesco Boccia del Pd. L'obiettivo per il capogruppo dem è far votare i “milioni di studenti e lavoratori che si trovano a centinaia se non migliaia di chilometri dal luogo di residenza.”
Tempi a parte, la proposta non dovrebbe incontrare particolari problemi, visto che può contare su un sostegno politico trasversale: alla staffetta di oggi parteciperanno anche Marco Meloni del Pd, il leader di Azione Carlo Calenda, Barbara Floridia del M5s e Alberto Balboni di Fratelli d'Italia. Il problema, casomai, sono le difficoltà frutto di una legge incompleta, che anche i tecnici del Servizio studi di Montecitorio avevano bollato come eccessivamente vaga. Attraverso la delega, infatti, il Parlamento assegna al governo la responsabilità dell’intera riforma concedendogli tempi biblici (massimo 18 mesi) per la sua approvazione.
Difficile dunque che la legge vedrà la luce in tempo per l’inizio di giugno. Più probabile, invece, che il tutto slitti alle prossime europee (tra altri cinque anni) o alla prossima tornata referendaria. Il tutto mentre per i cittadini residenti all’estero è già partita la sperimentazione del voto online, con il paradosso che continuerà ad essere più facile votare dall’altra parte del mondo che a pochi chilometri dal seggio.