Sei testi, cinque delle minoranze (Pd, M5S, Avs, Azione e Iv), una sola del centrodestra, firmata da componenti di tutti i partiti della maggioranza. Domani mattina alla Camera è prevista la discussione delle mozioni sulle iniziative in merito alla crisi in Medio Oriente, che verranno votate in aula e alle quali il governo dovrà dare un parere.
La maggioranza
I documenti sono un po' delle cartine di tornasole rispetto agli orientamenti delle varie forze politiche rispetto a ciò che sta avvenendo in Palestina. La mozione del centrodestra ad esempio cita timidamente l'orizzonte dei "due popoli e due Stati" (si "riavvii un processo di pace credibile fondato sulla coesistenza di due Stati sovrani e democratici che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza") e ha una posizione 'garantista' rispetto all'accusa di filo-terrorismo fatta da Israele all'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite: il testo infatti impegna il governo "a rivalutare la sospensione dei finanziamenti all'Unrwa solo in seguito all'esito di un'indagine seria e approfondita promossa dall'Onu". Si chiede, inoltre, di “promuovere, assieme all'Unione europea, al G7 e agli altri attori regionali, ogni sforzo diplomatico volto a trovare una soluzione politica del conflitto, assicurando che tutti gli ostaggi siano rilasciati immediatamente e incondizionatamente e che l'organizzazione terroristica Hamas non costituisca più una minaccia esistenziale per Israele”. Poi si invita l’esecutivo "proseguire la collaborazione con i principali Paesi dell'area per assicurare cure adeguate ai minori palestinesi feriti e creare le condizioni per poter inviare un ospedale da campo dell'Esercito per aiutare la popolazione civile palestinese, che è vittima incolpevole dei terroristi di Hamas", e anche quel 'vittima incolpevole' esprime una visione un po' diversa rispetto a quanto dice un pezzo di governo israeliano.
I centristi e le possibili convergenze con la maggioranza
Azione e Italia viva hanno elaborato due mozioni diverse, abbastanza integrabili con la mozione del centrodestra. Pieno sostegno ad Israele e al suo diritto alla difesa, incoraggiare le trattative di pace, aiuti umanitari per Gaza. Iv sembra comunque avere, in tutto l'arco parlamentare, le posizioni più filo-israeliane di tutti: infatti chiede di "garantire che il ripristino dei fondi da destinare all'Unrwa così come per i fondi destinati ai Territori palestinesi dall'Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo avvenga quando siano state fornite dalle organizzazioni internazionali e dalle Ong le fondamentali garanzie circa l'effettivo controllo sul loro utilizzo a fini umanitari e sulla terzietà delle posizioni delle Ong" e aggiunge la richiesta di "adoperarsi affinché il femminicidio del 7 ottobre 2023 sia dichiarato femminicidio di massa e gli autori siano condannati per tale reato".
Il riconoscimento della Palestina, le tre mozioni del fronte progressista
Poi ci sono le mozioni separate di Pd, M5S e Alleanza verdi sinistra. Al di là dei diversi toni, alcuni più duri verso Tel Aviv, altri meno, la sostanza è simile: cessate il fuoco, riconoscimento dello Stato palestinese, un pacchetto di sanzioni contro i coloni "colpevoli di crimini verso la popolazione palestinese in Cisgiordania" (si legge nella mozione dem, prima firmataria Elly Schlein, ma il riferimento c’è anche in quella 5 Stelle), i rossoverdi aggiungono la proposta di "supportare le richieste del Sudafrica alla Corte internazionale di giustizia e lo svolgimento di indagini sulle violazioni e sui crimini di guerra in corso". Il Movimento si rifà ai confini del 1967 per designare i due Stati e chiede una missione di interposizione a Gaza sotto l'egida dell'Onu.
Tutte e tre non mancano di citare ovviamente la condanna degli atti di terrorismo di Hamas dello scorso 7 ottobre.