"Io un antifascista? Non mi piacciono le cose 'anti', non sono nemmeno anticomunista". Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari, è il candidato di centrodestra per la presidenza della Regione Sardegna. È l’uomo attorno al quale si è arroccata Fratelli d’Italia opponendosi alla candidatura dell’uscente Christian Solinas, sostenuto dalla Lega e poi definitivamente accantonato anche proprio mentre affiorava un’inchiesta a suo carico per corruzione.
Nell’isola si vota domenica 25. E Truzzu si è raccontato a Klaus Davi nel web talk Klauscondicio. “Credo che la politica si faccia per altri e non contro qualcuno”, ha dichiarato per spiegare la propria mancata presa di posizione. Non ha esitazioni invece a schierarsi quando si parla di Michela Murgia, la scrittrice sarda morta il 10 agosto scorso, che, tra l’altro, alle regionali della Sardegna si candidò presidente 10 anni fa: "Non intitolerei mai una via o le dedicherei un monumento”, ha affermato, perché “mi sembra un personaggio più negativo che positivo, nel senso che era una di quelle che voleva insegnare agli altri cosa dovevano pensare e imporgli in ogni caso il suo pensiero”. In un’espressione: “Era una totalitaria, per certi punti di vista". E in questo si avvertono forse le scorie delle divergenze passate, per esempio quando la scrittrice contestò le affissioni di manifesti no vax e il sindaco liquidò il caso come un “ridicolo tentativo di attaccarmi”.
Da Truzzu arriva poi un pollice verso anche nei confronti di Chiara Ferragni: “Sinceramente non l’assumerei, penso che si possa trovare di meglio, non mi sta particolarmente simpatica per tutte le vicende di questo periodo, ma non mi stava simpatica nemmeno prima”.