“Sindaci-satrapi se salta il limite del terzo mandato”. Sul futuro dei primi cittadini è lite nel Pd
di Giovanna CasadioROMA — «Incredibile». «Siamo noi sindaci a portare consensi, non ci si può liquidare così!». «Satrapo a chi?». «Noi sindaci siamo come la ragazza dalle belle ciglia: tutti la vogliono e nessuno se la piglia». Tra proteste, ironie e rabbia i sindaci del Pd nella loro chat chiedono a Elly Schlein chiarezza sul terzo mandato. E fanno pressing per appoggiare la proposta leghista.
Sono d’accordo tutti sul tris, Antonio Decaro in testa, che da presidente Anci aveva inviato una lettera a tutti i parlamentari per «estendere» la possibilità di candidarsi per tre volte consecutive ai primi cittadini di città piccole e grandi. Adesso che dalle parole si è passati ai fatti con l’emendamento della Lega al decreto Elezioni, che sta mandando in tilt il centrodestra…
ROMA — «Incredibile». «Siamo noi sindaci a portare consensi, non ci si può liquidare così!». «Satrapo a chi?». «Noi sindaci siamo come la ragazza dalle belle ciglia: tutti la vogliono e nessuno se la piglia». Tra proteste, ironie e rabbia i sindaci del Pd nella loro chat chiedono a Elly Schlein chiarezza sul terzo mandato. E fanno pressing per appoggiare la proposta leghista.
Sono d’accordo tutti sul tris, Antonio Decaro in testa, che da presidente Anci aveva inviato una lettera a tutti i parlamentari per «estendere» la possibilità di candidarsi per tre volte consecutive ai primi cittadini di città piccole e grandi. Adesso che dalle parole si è passati ai fatti con l’emendamento della Lega al decreto Elezioni, che sta mandando in tilt il centrodestra, “zac”, la mannaia del Pd. Forse per il timore di ritrovarsi un terzo mandato anche per i governatori, dando a Vincenzo De Luca il via libera a correre ancora? Sia come sia, riferendosi solo ai sindaci, il capogruppo dem, Francesco Boccia su Sky Tg24 dichiara: «Noi siamo totalmente in disaccordo sull’eliminazione del limite dei mandati perché il sindaco ha un potere da figura apicale quasi assoluta. Eliminare il limite dei mandati significa soprattutto nei piccoli comuni creare dei satrapi». Parte il tam tam delle contestazioni, la richiesta di Decaro a Boccia di spiegare, telefonate alla spicciolata dei sindaci al capogruppo che infatti corregge: «La destra è divisa, il Pd aperto alla discussione».
Ma Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e presidente delle Autonomie locali (Ali), è perentorio: «La linea espressa da Boccia non può essere quella ufficiale del Pd. Invece avere parlamentari in carica per 4 o 5 legislature senza avere mai preso un voto direttamente che cosa crea? I parlamentari a vita?». Ricci invita a trovare una sede dove i Dem possano discutere. Ce ne sarà più di una: al Nazareno l’incontro di Decaro e Ricci con Schlein; nei gruppi parlamentari; in direzione lunedì. Matteo Biffoni, sindaco di Prato, ricorda che i tre mandati sono un limite che esiste solo in Italia, che Martine Aubry la sindaca di Lille, per dire, è lì dal 2001. Dice: «Non è che a Palazzo comunale un sindaco entra di notte. È sottoposto al voto». Dario Nardella, sindaco di Firenze: «Sarebbe sacrosanto, potrebbe garantire stabilità». Il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi: «Sono satrapi tutti i sindaci di 25 su 27 Paesi Ue che non hanno limiti di mandati?». E Nicola Zingaretti a Metropolis: «Non c’è bisogno del terzo mandato, già due sono un tempo ragionevole».