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Calenda attacca Salvini su Navalny e chiama in piazza. Adesioni bipartisan: la Lega resta isolata e alla fine si aggrega

Calenda attacca Salvini su Navalny e chiama in piazza. Adesioni bipartisan: la Lega resta isolata e alla fine si aggrega
(ansa)

Il leader di Azione: “I putiniani d'Italia fanno finta di non vedere che abbiamo un confronto con la Russia”. La replica del Carroccio: “Mente o non sa di cosa parla, lo quereliamo”. Per la manifestazione arriva subito il sì del Pd, poi si aggiungono Avs, Noi Moderati, M5S

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ROMA — Ci saranno tutti. Perfino la Lega. L’idea nasce da una telefonata, in mattinata, tra Elly Schlein e Carlo Calenda: «Organizziamo una fiaccolata per Navalny». Lunedì, ore 18.30, in Campidoglio. Lo svolgimento è su Twitter. Il leader di Azione nel primo pomeriggio lancia via social la manifestazione, perché «in tutta Europa si sono radunate grandi piazze spontanee e in Italia ancora no». La segretaria dei democratici, come d’accordo, rilancia e assicura il sostegno del Pd, anche se al Nazareno lunedì sarà una giornata complessa: di mattina c’è la direzione, si parlerà di Europee e di terzo mandato. Ma i dem non hanno certo intenzione sfilarsi dalla piazza, anzi. Anche perché alcuni parlamentari, come Filippo Sensi, da ore suggerivano di imbastire «una grande manifestazione nazionale per dire: fermare Putin».

Dopo il tweet, l’ex ministro dello Sviluppo compulsa il telefonino. Scrive ad Antonio Tajani, che manderà una delegazione di Forza Italia, capeggiata dal portavoce Raffaele Nevi (il ministro degli Esteri di persona però non ci sarà). Un sms di Calenda raggiunge anche la premier, Giorgia Meloni, che tramite il fidato Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione di via della Scrofa, assicura nel tardo pomeriggio: «Fratelli d’Italia ci sarà». Idem Noi Moderati di Maurizio Lupi.

Alle sette di sera all’appello, nella maggioranza di governo, manca solo un partito. La Lega. Che all’ultimo cambia linea e annuncia: manderemo una delegazione. Dallo staff di Matteo Salvini sulle prime trapelava l’intenzione di non esserci. Del resto ieri il vicesegretario Andrea Crippa si era fatto garantista con Putin: «La morte di Navalny? Additare colpevoli mi sembra prematuro». Dichiarazione che aveva sollevato un vespaio di polemiche, tanto che il Carroccio aveva ammorbidito un po’ i toni, diffondendo una nota in cui la morte del dissidente russo veniva definita «sconcertante», con la richiesta di «fare piena luce». Senza nominare Putin. Su questo tasto batteva proprio Calenda, prima di annunciare la manifestazione. «Salvini — l’accusa del capo di Azione — non ha ritenuto di dire una parola sull’assassinio di Navalny. Il legame con Putin resta forte». La Lega ha replicato promettendo una querela: «Calenda mente o non sa di cosa parla». Ma alla fine, visto che alla fiaccolata hanno aderito tutti, ma proprio tutti — compresi i sindacati, Cgil, Cisl e Uil — anche il Carroccio si accoda.

C’è anche un dato politico. Per una volta l’opposizione si compatta e riesce a far convergere su una propria iniziativa tutta la maggioranza di governo. Alla fiaccolata le minoranze ci saranno in versione campo largo. Anzi, formato maxi. Dai rossoverdi Fratoianni e Bonelli a +Europa di Riccardo Magi. Anche il Movimento 5 Stelle, ultimo ad aderire a sinistra, parteciperà. «Ci sarà una delegazione», informano da Campo Marzio. Non è ancora chiaro se sfilerà il leader dei 5S, Giuseppe Conte, o se il ruolo di capofila dei pentastellati in piazza lo giocherà (probabile) uno dei due capogruppo, Francesco Silvestri o Stefano Patuanelli. In piazza si vedrà pure una pattuglia di Italia viva, anche se dal partito di Matteo Renzi rivendicano una sorta di primogenitura dell’idea: «Calenda si sveglia tardi, noi già l’altro ieri eravamo sotto l’ambasciata russa per commemorare Navalny, comunque ci saremo». Solita guerriglia fra ex soci del Terzo Polo, ma messa da parte, almeno un po’, di fronte alla guerra vera.

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