Le regole sulla gestione dell’ordine pubblico non sono cambiate, anche stavolta non ci si sottrarrà ad una valutazione di ciò che è accaduto. Lo assicura il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi che spiega di condividere le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul caso delle manganellate ai ragazzi a Pisa. "Come le condividono tutti i poliziotti - aggiunge il ministro – Tutti noi auspichiamo sempre che le manifestazioni pubbliche si svolgano pacificamente e senza incidenti". Dice di non voler commentare le parole del capo dello Stato, Salvini. “Si leggono solo”, precisa dalla scuola politica della Lega. Ma prende posizione in difesa degli agenti che “non si toccano e non sono dei robot” e chi “li attacca è un delinquente” perché, continua il vice premier, "quello che non posso accettare è la messa all'indice della polizia italiana come un corpo di biechi torturatori”. Sulla stessa linea Fratelli d’Italia, come spiega Tommaso Foti, capogruppo alla Camera: “Ciò che non si può in alcun modo mettere in discussione è che chi rappresenta lo Stato e vigila per la sicurezza di tutti, debba essere additato come nemico di chi manifesta e, in quanto tale, divenirne bersaglio”.
Oggi alle ore 18,30 davanti al teatro dell'Opera, a pochi passi dal Viminale, sede del ministero dell'Interno, è in programma una nuova mobilitazione dopo i fatti di Pisa, Firenze e Catania promossa dalla Rete degli studenti medi del Lazio alla quale hanno aderito l'Unione degli universitari, il Pd, esponenti di Avs e M5S, l' Anpi Roma, Arci Roma e Cgil Roma e Lazio, collettivi vari, dall'Università La Sapienza ad alcuni licei, gli studenti di Osa, Opposizione studentesca d'alternativa "Contro le vostre manganellate, scendiamo in piazza!", il grido degli studenti.
Piantedosi
Spiega Piantedosi che è fondamentale anche la collaborazione degli stessi manifestanti. Da più di un anno le manifestazioni pubbliche gestite dalle forze dell’ordine sono state oltre 13mila. "E di queste solo una minima parte ha fatto registrare incidenti - osserva il ministro - peraltro con una prevalenza di feriti tra le forze dell’ordine rispetto ai manifestanti". Vedere le immagini di Pisa "ha contrariato e amareggiato anche me. Quando si giunge al contatto fisico con ragazzi minorenni è in ogni caso doveroso svolgere ogni esame obiettivo su come siano andati i fatti. Ho chiesto di avere una dettagliata relazione", annuncia Piantedosi.
Comunque, aggiunge, "le nostre forze dell’ordine sono tra le migliori al mondo anche proprio dal punto di vista della gestione democratica delle manifestazioni di libero dissenso". Nelle ultime ore a Milano "hanno gestito l’ennesima, impegnativa manifestazione cui hanno preso parte 15mila persone e durante la quale si è assistito purtroppo ancora una volta a comportamenti offensivi e violenti. Eppure nonostante le prescrizioni imposte dalle autorità, molte delle quali disattese, i manifestanti hanno espresso liberamente il loro pensiero senza alcuna criticità".
Piantedosi spiega anche che il governo "non ha alcun interesse che si verifichino disordini, al contrario vuole assicurare la massima espressione delle libertà dei cittadini in forma ordinata e pacifica". Come ricostruito da Repubblica, il ministro ha ricevuto una telefonata dalla premier che, con i sottosegretari Fazzolari e Mantovano, ha deciso la linea. Che non è quella del presidente della Repubblica, condivisa con il Viminale. Meloni "segue o coordina tutte le questioni e le tematiche rilevanti per la complessiva azione di governo. Ma la responsabilità del mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza è mia - dice Piantedosi in una intervista al Corriere della Sera – e ne sono responsabile anche nei suoi confronti".
Andrà in Parlamento a riferire, come chiesto dall’opposizione? Il ministro risponde di averlo sempre fatto per le tematiche che gli competono, e di essere anche stavolta disponibile a discussioni, dice, "che auspico serene e costruttive, e non pregiudizialmente orientate a screditare l’azione del governo o delle forze di polizia".
Salvini
Per l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini “è giusto analizzare se si è fatto tutto quello che si doveva" o "se qualcuno ha ecceduto, sono donne e uomini non sono robot, ma è inaccettabile che" tutti coloro "che garantiscono sicurezza e democrazia" vengano "tirati in ballo nella contesa politica. Giù le mani dalle nostre forze dell'ordine", dice il vice premier scuola politica della Lega. Che non commenta le parole di Mattarella."Certo che è sempre meglio che non ci siano scontri. Poliziotti e carabinieri sono quotidianamente vittime di violenza fisica e verbale, anche in quella piazza Io se mio figlio andasse in piazza a urlare 'sbirro coglione' poi se la dovrebbe vedere con me. Chi mette le mani addosso a un poliziotto o un carabiniere è un delinquente – aggiunge Salvini – Quello che non accetto è la messa all'indice della polizia italiana come un corpo di biechi torturatori. Anche perché, se si va in piazza con tutti i permessi, senza insultare, senza sputare senza spintonare, non si ha nessun tipo di problema. Bene ha fatto Piantedosi a dire 'faremo tutti gli approfondimenti del caso'".
Reazioni
A qualche giorno dalle manganellate agli studenti, dalla premier ancora non sono arrivate dichiarazioni e “sta dimostrando di non avere alcun senso delle istituzioni – attacca la segretaria del Pd, Elly Schlein – La smetta di nascondersi dietro i suoi ministri e venga a riferire su quanto è accaduto direttamente in Parlamento”. Quelle di Salvini, per il dem Francesco Boccia, sono “parole irresponsabili. Già ieri sera ho espresso il mio stupore per le parole dei due capigruppo della Lega. Pronunciate dopo le parole nette e chiare, che non si possono prestare a fraintendimenti, del capo dello Stato. Questa mattina il leader della Lega e vice premier Salvini, esibendosi alla scuola di partito della Lega, quindi davanti ad una platea di giovani, afferma che chi mette le mani addosso ad un poliziotto è un delinquente. Trovo l'atteggiamento e le parole del leader e dei dirigenti della Lega al limite del l'irresponsabilità – replica il presidente dei senatori del Pd a una nota dei capigruppo della Lega – Le immagini che sono arrivate da Pisa sono inequivocabili: non sono stati certo i manifestanti a manganellare le forze dell'ordine. Il ministro dell'Interno si è detto amareggiato e ha ammesso che verranno verificati e valutati gli eccessi compiuti dalle forze dell'ordine. Io credo che la ricerca pretestuosa dello scontro politico rischia di aprire conflitti poi difficilmente sanabili. Trovo l'atteggiamento e le parole del leader e dei dirigenti della Lega al limite del l'irresponsabilità", conclude.
"Perchè se il ministro Piantedosi condivide le parole d Mattarella interviene solo oggi sui fatti di Pisa, dopo l'intervento appunto del presidente?”, chiede il deputato Pd Andrea Orlando. E ancora. “È vero che una sua prima uscita è stata bloccata da Palazzo Chigi? Questo ritardo è di per sè un fatto politico. E sono molti i ritardi, le omissioni, i segnali che nei mesi hanno creato questo clima. Piantedosi adotta la linea di difesa adottata da Totò nel celeberrimo sketch 'E che so' Pasquale?': fa finta che la critica sia rivolta alle forze dell'ordine e finge di prenderne le difese. No signor ministro, le critiche sono rivolte in primo luogo a lei come autorità politica”, attacca Orlando.
"Le parole di Mattarella vanno lette, commentate e soprattutto messe in pratica – commenta su il senatore del Pd Dario Parrini – E tu devi farlo più di altri perché Piantedosi al Viminale, con i risultati che tutti vediamo, è il frutto di un tuo diktat".
Per Benedetto Della Vedova, deputato di +Europa, "il punto non è se questi ragazzi avessero ragione o torto nella loro manifestazione, il punto è che un corteo di ragazzi del liceo, a volto scoperto, venga affrontato con quella violenza e con quei manganelli, totalmente non necessari – dice ospite di Sky Start – Bisogna usare la forza in modo proporzionato, e in quell'occasione non è stata usata in modo proporzionato. Purtroppo non è il primo episodio, ultimamente. I casi sono due: o hanno delle indicazioni dall'alto sbagliate, oppure ritengono che siamo in un clima diverso in cui si può picchiare", sottolinea il deputato di Più Europa per poi definire "impeccabile" il messaggio rivolto dal presidente Mattarella al ministro Piantedosi. E il segretario di +Europa Riccardo Magi ritiene necessaria “una legge che introduca bodycam e numero identificativo per gli agenti, come previsto da una nostra proposta di legge già depositata. Non solo per la tutela dei privati cittadini rispetto ad eventuali abusi della forza pubblica ma anche nell'interesse delle stesse forze dell'ordine".
Insiste sul silenzio della premier, il co-portavoce di Europa Verde e deputato di Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, che ”si esprime attraverso le parole del coordinatore di FdI Donzelli, che attacca i manifestanti anziché ascoltare chi chiede più saggezza e dialogo in alternativa all'uso dei manganelli, come suggerito dall'appello del presidente della Repubblica". Così in una nota il Angelo Bonelli, che aggiunge: "Siamo di fronte a una strategia politica della destra che non risparmia neanche il presidente della Repubblica Mattarella, dal quale il partito di Giorgia Meloni prende le distanze. Questo è un passaggio politico-istituzionale preoccupante che dovrebbe far riflettere seriamente sull'urgenza di unire l'opposizione in difesa delle istituzioni. La riforma del premierato rappresenta un tassello fondamentale nella strategia della premier, volta alla demolizione dell'istituzione della presidenza della Repubblica”.