Tensione nella Lega alla vigilia del voto in Abruzzo: “Salvini non può permettersi un’altra figuraccia”
di Emanuele Lauria“Matteo ha messo le tende in Abruzzo perché sa che non può permettersi un’altra figuraccia come quella sarda”. Le voci di dentro, dalla caserma leghista, raccontano la tensione con cui un Salvini alle prese con le turbolenze interne si accosta all’appuntamento elettorale di domenica. Un voto preceduto da alcuni strappi non indolori, come l’espulsione dell’eurodeputato e storico militante del Carroccio Gianantonio Da Re (che aveva dato del “cretino” al segretario) e con il corroborarsi di una fronda soprattutto al Nord. E con le rinnovate critiche di Umberto Bossi.
Attorno a Da Re, nel granaio veneto, c’è un nocciolo duro di dissenso da parte di chi chiede con sempre maggiore forza il ritorno alle origini: a tentare di organizzare le truppe dei delusi è l’assessore regionale Roberto Marcato, che lavora nella giunta di un Luca Zaia che come sempre parla poco ma quando lo fa non accade casualmente: “Preferivo la Lega Nord”, ha detto il governatore veneto qualche giorno fa a Treviso.…
“Matteo ha messo le tende in Abruzzo perché sa che non può permettersi un’altra figuraccia come quella sarda”. Le voci di dentro, dalla caserma leghista, raccontano la tensione con cui un Salvini alle prese con le turbolenze interne si accosta all’appuntamento elettorale di domenica. Un voto preceduto da alcuni strappi non indolori, come l’espulsione dell’eurodeputato e storico militante del Carroccio Gianantonio Da Re (che aveva dato del “cretino” al segretario) e con il corroborarsi di una fronda soprattutto al Nord. E con le rinnovate critiche di Umberto Bossi.
Attorno a Da Re, nel granaio veneto, c’è un nocciolo duro di dissenso da parte di chi chiede con sempre maggiore forza il ritorno alle origini: a tentare di organizzare le truppe dei delusi è l’assessore regionale Roberto Marcato, che lavora nella giunta di un Luca Zaia che come sempre parla poco ma quando lo fa non accade casualmente: “Preferivo la Lega Nord”, ha detto il governatore veneto qualche giorno fa a Treviso. In Lombardia, nel frattempo, l’ex ministro Roberto Castelli, uscito dalla Lega e fondatore del “partito popolare del Nord” ha stretto un accordo elettorale con il siciliano Cateno De Luca, leader di un altro movimento autonomista (“Sud chiama Nord”), con l’obiettivo dichiarato di erodere il bacino di consensi del Carroccio. Castelli, peraltro, lavora a una confederazione di associazioni e movimenti che si richiamano proprio alla Lega degli albori. In stretto contatto con l’ex deputato, ed ex segretario della Lega lombarda Paolo Grimoldi, che oggi è uno dei coordinatori del Comitato Nord di Umberto Bossi. “Il Senatur? Lo sento spesso, è il mio capo spirituale. Come ho parlato, in queste ore con Da Re e i dissidenti veneti”, dice Castelli, indicando un filo che unisce l’opposizione, interna ed esterna, all’ex Capitano.
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Lo stesso Castelli si candiderà alle Europee come capolista del Nord-Ovest ed è a caccia di altri nomi di leghisti, o ex, da spendere nella competizione elettorale: “Cerco gente che abbia un legame sul territorio ed è evidente – dice Castelli – che i primi che mi vengono in mente sono lumbard”.
Cosa accadrà è difficile dirlo, in un partito che dopo il boom delle precedenti Europee ha avuto un crollo di consensi ma non ha mai messo in discussione Salvini. Di certo, dopo il voto di giugno si annuncia l’ennesima resa dei conti. Ma alle elezioni per l’europarlamento, stavolta, il leader leghista ci arriva in affannosa rincorsa: il voto della Sardegna consegna un drammatico 3,8 per cento l Carroccio, che deve assolutamente rimontare in Abruzzo.
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Irraggiungibile il 27,5 per cento del 2019 ma in ambienti vicini al Capo si stima come “realistico” un risultato a due cifre. Sotto il 10 per cento le frange del dissenso leghista diverrebbero ancora più ampie. Ecco perché Salvini “ha piantato le tende” nella terra di D’Annunzio. Con la ruvida inquietudine di Umberto Bossi consegnata a Malpensa 24: “Non si può sottovalutare il risultato sardo. E per l’Abruzzo sono preoccupato. Salvini? Ha le sue idee. Pi bisogna vedere se sono quelle giuste…”.