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Elezioni, Braga (Pd): “La collaborazione con i 5Stelle si rafforzerà. Serve fiducia reciproca”

Chiara Braga, la capogruppo del Pd alla Camera
Chiara Braga, la capogruppo del Pd alla Camera (ansa)

La capogruppo dem alla Camera: “In Basilicata al lavoro per chiudere con un nome unitario. In Piemonte possiamo superare gli scontri del passato. Avanti su salari e sanità”

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Roma - Chiara Braga, capogruppo del Pd a Montecitorio, alla vigilia del voto in Abruzzo, un bilancio sulla tenuta del centrosinistra? La vittoria in Sardegna e ora il voto abruzzese segnano una svolta?

«In queste due partite elettorali il centrosinistra ha dato prova di sapere lavorare su progetti che mettono al centro i territori e, soprattutto, fidandosi reciprocamente sono stati scelti candidati forti e competitivi. Penso che serva farne tesoro».

Quindi l’eterno “giorno della Marmotta” rosso-giallo, quello in cui si torna sempre alle tensioni tra Pd e 5Stelle, è alle spalle?

«Per il Pd l’unità è un valore, convinzione che non abbiamo mai fatto venire meno. E la collaborazione dei progressisti può rafforzarsi e cementarsi anche grazie al lavoro che possiamo fare in Parlamento dall’opposizione».

Voto in Basilicata: è questo il prossimo banco di prova dell’unità?

«Si sta lavorando per chiudere. Anche qui il Pd ha come bussola l’unità del centrosinistra».

In Piemonte partita più complicata viste le ruggini tra la grillina Chiara Appendino e il Pd?

«Il passato e gli scontri pesano, ma si possono superare guardando agli interessi del Piemonte che merita una nuova stagione di governo archiviando quella di Cirio».

Poi ci sono le scadenze parlamentari.

«Si. La battaglia per il salario minimo la stiamo rilanciando tutti con una legge di iniziativa popolare. Insieme ci batteremo contro l’autonomia e il premierato. E continueremo la lotta sulla sanità pubblica con una proposta di legge promossa da Schlein e su cui abbiamo già lavorato con le altre opposizioni in legge di bilancio».

È uno stillicidio di elezioni quest’anno: tanti test politici?

«Direi che è una anomalia avere quasi una elezione al mese. Innanzitutto perché piega gran parte della discussione politica alle scadenze elettorali. Per noi dem l’obiettivo è costruire la migliore alternativa possibile sui territori e non perdere di vista il lavoro di opposizione al governo della destra, fermo e concentrato a fare scelte più a fini elettoralistici che per guidare il Paese in un momento tanto complesso».

Il fronte unito consente la “remuntada”?

«Guardi, l’unità delle forze alternative alla destra viene sempre apprezzata e spesso premiata dagli elettori. I cittadini più penalizzati dalle scelte di questa maggioranza non si spiegano perché non debba essere unità nell’alternativa».

Ma una rimonta la vede?

«Il vento è cambiato perché tanti cittadini si rendono conto che le promesse di Meloni si scontrano con una realtà più dura. E poi vedono che la destra continua a usare i toni dell’opposizione e non sa governare».

Il rapporto con i 5Stelle è consolidato? Conte riconosce che il Pd è protagonista del campo progressista. Lei cosa gli riconosce?

«In questi mesi sono di più le occasioni in cui abbiamo remato nella stessa direzione di quelle in cui ci siamo divisi. Servono altri passi in avanti, però abbiamo tempo per le politiche. Il riconoscimento non è mai mancato da parte nostra né al M5S, né alle altre forze di opposizione. Noi siamo consapevoli di essere il principale partito del centrosinistra, ma la stagione dell’autosufficienza per il Pd è superata da un pezzo».

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