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Dossier, destra divisa sulla commissione: sì della Lega, FdI e Forza Italia frenano

Il Guardasigilli, Carlo Nordio (ansa)
La proposta Nordio di un’inchiesta ad hoc piace a Crosetto ma nel partito di Meloni suscita timori. Gasparri: “C’è già l’Antimafia”
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La Lega dice sì, primo partito del centrodestra a esporsi senza mezzi termini: «Serve subito una commissione d’inchiesta, gli italiani meritano di sapere chi spiava, chi pagava, chi ordinava. E chi ci guadagnava». Sugli ingressi informatici alle banche dati della Procura nazionale antimafia e al presunto lavoro di dossieraggio, temi sui quali sta indagando la procura di Perugia e al contempo sta facendo delle audizioni la commissione Antimafia, un pezzo di maggioranza vorrebbe investire politicamente con l’arma, per l’appunto, della commissione d’inchiesta. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio l’aveva proposta per primo, il ministro della Difesa Guido Crosetto concorda. E adesso, per l’appunto, si aggrega il Carroccio.

In realtà però ci sono due spinte contrapposte in questo senso. Intanto perché l’uscita iniziale di Nordio non era stata concordata con il resto del governo, mentre Crosetto nella vicenda è direttamente coinvolto nel ruolo di presunta vittima. La mediatizzazion…

La Lega dice sì, primo partito del centrodestra a esporsi senza mezzi termini: «Serve subito una commissione d’inchiesta, gli italiani meritano di sapere chi spiava, chi pagava, chi ordinava. E chi ci guadagnava». Sugli ingressi informatici alle banche dati della Procura nazionale antimafia e al presunto lavoro di dossieraggio, temi sui quali sta indagando la procura di Perugia e al contempo sta facendo delle audizioni la commissione Antimafia, un pezzo di maggioranza vorrebbe investire politicamente con l’arma, per l’appunto, della commissione d’inchiesta. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio l’aveva proposta per primo, il ministro della Difesa Guido Crosetto concorda. E adesso, per l’appunto, si aggrega il Carroccio.

In realtà però ci sono due spinte contrapposte in questo senso. Intanto perché l’uscita iniziale di Nordio non era stata concordata con il resto del governo, mentre Crosetto nella vicenda è direttamente coinvolto nel ruolo di presunta vittima. La mediatizzazione della questione, con magari le dirette streaming delle audizioni di reali o presunti manovratori e nemici politici, rischia di disturbare e inquinare le indagini. Si racconta quindi dello sconcerto di Chiara Colosimo, la presidente della commissione Antimafia, una dei maggiorenti di FdI, di fronte a una proposta del genere. Tra i contrari anche Maurizio Gasparri di Forza Italia («l’Antimafia ha funzioni più che adeguate»). Di sicuro comunque non manca l’intenzione, a prescindere, di cavalcare la vicenda: «Di fronte a questa preoccupante attività di spionaggio, che interessa prevalentemente il periodo compreso tra l’1 novembre 2019 e il 24 novembre 2022, la posizione defilata della sinistra, e in particolare modo del Pd, lascia perplessi», la butta lì il capogruppo alla Camera di FdI Tommaso Foti.

I rumors di palazzo fanno notare però che tra le posizioni poco chiare alcune sono direttamente riconducili a destra, come Claudio Lotito, presidente della Lazio e senatore forzista, che intanto ha chiesto di poter essere ascoltato dai pm; oppure il magistrato Giovanni Russo, coordinatore della struttura dove sarebbero avvenuti gli accessi abusivi alle banche dati segrete, promosso capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria dall’attuale governo.

E se Italia viva prova a far leva sulle diversità di vedute nella maggioranza annunciandosi totalmente favorevole a istituire una commissione, da Alleanza Verdi Sinistra si mette in guardia: «Un altro organismo parlamentare d’inchiesta sarebbe, con tutta evidenza, inopportuno, se non dannoso. Bisogna difendere la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo», spiega Angelo Bonelli. Mentre Walter Verini (Pd), intervistato da Huffington Post, invita l’esecutivo al senso delle istituzioni: «Qui ne va della sicurezza del Paese, dei cittadini italiani, della loro privacy. E chi ha senso dello Stato, davanti a questa situazione non fa propaganda elettorale di basso livello. La presidente del Consiglio non può dismettere i panni da premier. Siamo di fronte a 35 mila file estratti e spariti. E non sappiamo in che mani siano finiti. Io le faccio notare che la delega ai Servizi è in capo a lei, che l’ha delegata ad un sottosegretario». Intanto Crosetto, dalla cui denuncia è partito il procedimento penale, potrebbe essere convocato in Antimafia e Copasir dopo aver espresso la propria disponibilità.

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