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Bongiorno: “Inadeguato il concorso per le toghe. Test utili a evitare danni”

Intervista alla presidente della commissione Giustizia della Camera
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Presidente Bongiorno, lo sa che lei è la star del centrodestra per la vittoria sui test psicoattitudinali? Nordio non voleva, l’ha convinto. Una grande responsabilità, sa?

«Non c’è nessuna vittoria e, viste le polemiche di queste ore, vorrei chiarire che al momento non c’è ancora nemmeno alcuna norma che regoli i test. Le commissioni Giustizia di Senato e Camera hanno formulato alcune osservazioni che prevedono l’introduzione dei test psicoattitudinali al momento dell’accesso alla magistratura».

E proprio tutta la magistratura li rifiuta.

«Molte critiche non tengono conto del fatto che, nonostante l’ottimo lavoro del relatore Zanettin (capogruppo di FI, ndr.), in realtà le regole che disciplineranno i test ancora non ci sono. Le scriverà il Csm, non il Parlamento o il ministro. Per questo invito ad attendere perché ci sono spazi per un lavoro condiviso».

Berlusconi li voleva ma non ce l’ha fatta. Meloni e Nordio, sì. Perché li ritiene necessari per le toghe?

«Intanto non riguardano le…

Presidente Bongiorno, lo sa che lei è la star del centrodestra per la vittoria sui test psicoattitudinali? Nordio non voleva, l’ha convinto. Una grande responsabilità, sa?

«Non c’è nessuna vittoria e, viste le polemiche di queste ore, vorrei chiarire che al momento non c’è ancora nemmeno alcuna norma che regoli i test. Le commissioni Giustizia di Senato e Camera hanno formulato alcune osservazioni che prevedono l’introduzione dei test psicoattitudinali al momento dell’accesso alla magistratura».

E proprio tutta la magistratura li rifiuta.

«Molte critiche non tengono conto del fatto che, nonostante l’ottimo lavoro del relatore Zanettin (capogruppo di FI, ndr.), in realtà le regole che disciplineranno i test ancora non ci sono. Le scriverà il Csm, non il Parlamento o il ministro. Per questo invito ad attendere perché ci sono spazi per un lavoro condiviso».

Berlusconi li voleva ma non ce l’ha fatta. Meloni e Nordio, sì. Perché li ritiene necessari per le toghe?

«Intanto non riguardano le toghe, ma le future toghe. Io ne ho sempre parlato all’interno di un discorso più ampio, sostenendo l’inadeguatezza del concorso per l’accesso alla magistratura. Non ha senso che diventi giudice chi è più bravo a imparare a memoria i codici o la giurisprudenza. Così come non ha senso un tirocinio dopo il concorso».

E allora perché servono i test?

«L’esercizio delle funzioni di magistrato incide profondamente, talvolta irreversibilmente, sui diritti e sulla vita di chi viene giudicato. È essenziale che i magistrati siano all’altezza del loro compito. E tengo a ribadire che secondo me la grande maggioranza lo è già. Ma ciò non toglie che servirebbe un reclutamento diverso».

La premier dice che i giudici sono politicizzati. Ha fatto i test per escludere quelli di sinistra?

«Non è così, nessuno ha affermato genericamente che “tutti” i magistrati sono politicizzati e poi la politicizzazione non ha nulla a che vedere con i test. Di certo però esiste un tema che riguarda la degenerazione delle correnti. Non siamo contrari alle correnti per principio, ma bisogna distinguere tra un associazionismo sano e uno patologico».

Vede? Con i test volete colpire le correnti.

«L’articolo 104 della Costituzione stabilisce che la Magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere, dove “potere” va inteso nel senso di “forza”. La Magistratura dev’essere autonoma e indipendente da qualsiasi potere, ossia da qualunque forza capace di condizionarla, dunque anche dal correntismo non sano. Ma sulla questione della degenerazione delle correnti si lavorerà in altri contesti».

Il procuratore Gratteri dice che anche i politici dovranno fare i test, anche alcol e narcotest. Giusto o no?

«I politici vengono scelti, i giudici no, superano un concorso e hanno una posizione di grande potere. Oggi il concorso è su base mnemonica, credo sia giusto che i giudici siano valutati anche sotto il profilo della capacità di autocritica, dell’attitudine a lavorare in gruppo e della disposizione a reggere lo stress. Ma questo non significa affatto che qualcuno vuole delegittimare la magistratura».

Psicologia e psicoterapia non sono scienze matematicamente esatte, proprio il contrario del diritto.

«Quando ero ministro della PA ho lavorato sui test psicoattitudinali per i pubblici dipendenti. Alcuni sono molto utili. In altri Paesi, come Belgio e Austria, sono utilizzati nel reclutamento dei giudici. In questi giorni molti sovrappongono diversi tipi di test. Quelli attitudinali valutano la capacità di applicare la logica induttiva o deduttiva, di rispondere adeguatamente a certi stimoli».

Ha visto la reazione dei magistrati? Si sentono offesi perché sono convinti che sia una manovra per discriminarli politicamente...

«Sostengono che ci sono tanti rimedi per accorgersi se un giudice non ha le attitudini per giudicare. E allora, se non ha le attitudini, non è meglio evitare che entri in magistratura? Non è meglio impedire che faccia danni? Non comprendo perché, di fronte alla delicatezza delle funzioni dei magistrati, debba suscitare scandalo aggiungere al sistema di reclutamento un passaggio che garantisce i cittadini».

Il Csm è già spaccato sui test. I togati contro e i laici di destra a favore.

«Il Csm sarà centrale, avrà un compito essenziale. Sono certa che quando si entrerà nel merito, il dibattito sarà più pacato e si potrà arrivare a linee guida condivise».

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