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Spataro: “I test ai giudici un premio ai conformisti. Realizzano l’idea di Gelli, contro toghe e Carta”

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Intervista all’ex procuratore di Torino: “Gli esami psicoattitudinali sono inutili per i magistrati. Alla Anm consiglio di scioperare a difesa della Costituzione”
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"Scusatemi se vi sono sembrato poco equilibrato, ma nel 1975 quando entrai in magistratura non fui sottoposto ai test psicoattitudinali…". Con questa battuta, giusto due giorni fa alla Camera, lei ha chiuso la sua audizione sul ddl Nordio che cancella l’abuso d’ufficio. Mi dica un po’, dottor Spataro, ma dietro le sue parole cosa si nasconde?

“Una sola verità: l’ironia può servire spesso a vincere rabbia e sconforto, gli stati d’animo che vivo da quando ho appreso che il consiglio dei ministri ha varato l’obbligo di superare anche i test psicoattitudinali per diventare magistrati”.

Una domanda preventiva. I test sono incostituzionali perché la Carta parla solo di “concorso”?

“Molti costituzionalisti si sono già pronunciati così. Ma basta dire che la previsione è totalmente fuori dai contenuti della legge delega da cui il decreto legislativo trae origine. Siamo di fronte a una violazione palese di principi basilari del nostro sistema legislativo, che ignora le competenze del Parlamento…

"Scusatemi se vi sono sembrato poco equilibrato, ma nel 1975 quando entrai in magistratura non fui sottoposto ai test psicoattitudinali…". Con questa battuta, giusto due giorni fa alla Camera, lei ha chiuso la sua audizione sul ddl Nordio che cancella l’abuso d’ufficio. Mi dica un po’, dottor Spataro, ma dietro le sue parole cosa si nasconde?

“Una sola verità: l’ironia può servire spesso a vincere rabbia e sconforto, gli stati d’animo che vivo da quando ho appreso che il consiglio dei ministri ha varato l’obbligo di superare anche i test psicoattitudinali per diventare magistrati”.

Una domanda preventiva. I test sono incostituzionali perché la Carta parla solo di “concorso”?

“Molti costituzionalisti si sono già pronunciati così. Ma basta dire che la previsione è totalmente fuori dai contenuti della legge delega da cui il decreto legislativo trae origine. Siamo di fronte a una violazione palese di principi basilari del nostro sistema legislativo, che ignora le competenze del Parlamento”.

Ha letto cosa dice a Repubblica Giulia Bongiorno, la “madrina” dei test? Non sono contro i giudici, non c’è discrimine politico, servono per evitare toghe troppo inclini allo stress, che non sanno lavorare in gruppo o mancano di autocritica.

“Affermazioni prive di qualsiasi fondamento tecnico-scientifico. E non voglio citare qui le convincenti affermazioni dell’Anm e di colleghi esperti come Edmondo Bruti Liberati, ma quelle della massima autorità italiana in materia, la Società psicoanalitica italiana che già nel 2004, a seguito del fallito ddl dell’ex ministro Castelli di contenuto analogo, in un documento firmato da circa 180 professionisti, scriveva che nessun tecnico competente potrebbe avallare la possibilità di valutare con dei test equilibrio, ideali, motivazioni e altro, non esistendo per tutto ciò la possibilità di un’analisi preventiva”.

Ma sono passati vent’anni…

“Lo ha confermato due giorni fa, in una ricca intervista, Sarantis Thanopulos, presidente della Spi, denunciando il rischio che i test di cui si discute finiscano con il premiare non i migliori, ma i più conformisti. E come dimenticare poi che, anche prima dell’epoca berlusconiana, fu Licio Gelli a proporre tali test nel suo piano di rinascita nazionale?”.

Bongiorno nega che il governo voglia “colpire la politicizzazione”, ma dice basta alle correnti.

“Il discorso sulle correnti sarebbe lungo ed è ormai stantio. L’ostracismo in quella direzione nasce sia dalla scarsa conoscenza della nobile storia dell’Anm che scelse di autosciogliersi durante il fascismo, sia dall’ingiusta generalizzazione di criticità e “peccati” che i magistrati devono essere capaci di superare autorigenerandosi culturalmente. Comunque si può essere d’accordo con la Bongiorno: non è una scelta contro la sua presunta politicizzazione, ma un messaggio contro tutta la magistratura “a prescindere””.

Ma ai test come strumento per capire chi ci sta di fronte ci crede?

“Assolutamente no, è anche una scelta del tutto inutile rispetto ai fini dichiarati, riguardanti i magistrati. Trascura che la disciplina vigente già prevede la valutazione del loro equilibrio sia dopo i 18 mesi di tirocinio per chi ha superato il concorso, sia per le successive valutazioni quadriennali di professionalità. E poi che c’entrano i test psicoattitudinali con le sentenze e i provvedimenti cautelari ritenuti ingiusti? Si è certi che dal 2026, data di entrata in vigore del decreto legislativo, tutti i provvedimenti di tutti i nuovi magistrati saranno da tutti condivisi?”.

Chi li sostiene dice che all’estero si fanno anche ai giudici.

“Si continua a evocare superficialmente la realtà internazionale, senza conoscerla, senza considerare le democrazie ove sono stati aboliti e ignorando che l’Europa chiede ai paesi che fanno parte dell’Unione di adottare il modello ordinamentale italiano, anche a proposito della possibilità di “passerelle” tra il ruolo giudicante e quello inquirente, a maggior garanzia dei diritti dei cittadini. Ma vaglielo a dire ai sostenitori della separazione delle carriere, l’altra impostura in arrivo, e al ministro Nordio che auspica il sistema inglese in cui il pubblico ministero è nominato dalla polizia!”.

Il test Minnesota, 600 domande, Nordio racconta di averlo fatto all’inizio della carriera. Con quello si scopre se un laureato che affronta il concorso sarà anche un giudice o un pm equilibrato?

“Preferisco l’Illinois e giudico Chicago la città più bella del mondo, patria del contrasto di ogni possibile lesione dei diritti fondamentali. Del Minnesota preferisco non parlarne, salvo che della città di Duluth, ma solo perché vi è nato Bob Dylan. Passiamo a un’altra domanda”.

Parlare di “equilibrio” non le ricorda i famosi calzini blu del giudice Mesiano che aveva condannato Berlusconi? Fu fotografato sulla panchina mentre aspettava di andare dal barbiere e per giorni si parlò solo dei suoi calzini…

“No, per nulla. Anche perché uso spesso anche io i calzini blu. Comunque neppure in Minnesota credo vi sia una domanda-test sul colore dei calzini”.

Gelli li ha proposti, Berlusconi li voleva fare, adesso li vara questo governo. Esiste un filo nero nella richiesta dei test?

“Filo nero o fil rouge, nulla cambia. Queste proposte – e varie altre ancora – traggono origine dalla convinzione di una parte consistente del ceto politico, talvolta di variegato colore, secondo cui, ammesso che sia un potere, la magistratura deve essere sottoposta agli altri due poteri. La legittimazione di chi la compone, derivante dall’aver superato un pubblico concorso previsto dalla Costituzione, non la porrebbe affatto sullo stesso piano di chi è legittimato a governare e legiferare in quanto eletto. Quindi meglio modificare le modalità concorsuali”.

Mattarella firma i test e li mette nelle mani del Csm a trazione Pinelli. Con i laici di centrodestra che scalpitano contro i togati. Lei al Csm c’è stato. Può affrontare questo compito?

“Ignoro e ovviamente rispetto la scelta che farà il capo dello Stato, a maggior ragione considerando il suo ruolo di presidente del Csm e ignorando il testo del decreto legislativo che invano ho tentato di reperire. Quanto al Csm, vari componenti si sono già pronunciati criticamente sulla scelta dei test quale parte del concorso, lamentando che non sia stato richiesto al Csm il previsto parere preventivo. Vedremo ciò che accadrà”.

Tra una settimana l’Anm deciderà il da farsi. Consiglierebbe lo sciopero?

“Posso dirle che – se fossi ancora magistrato – aderirei convintamente allo sciopero eventualmente deliberato, come in occasione di vari altri “assalti” alla Costituzione, una Carta da difendere con le unghie e con i denti. Consiglierei al direttivo dell’Anm, piuttosto, di porre in testa al documento di proclamazione il doveroso quesito da test, ipotizzato da Giacomo Ebner: “Solo uno che non è sano di mente trova tutto questo lavoro il più bello del mondo (vero o falso?)”.

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