Toghe | Per salvare la poltrona Nordio va alle elezioni a colpi di test
di Liana MilellaPerché il governo Meloni, in pompa magna, vara i test psicoattitudinali proprio adesso? Test che però entreranno in vigore “solo” nel 2026? La sola ragione plausibile è raccattare qualche votarello in più alle prossime elezioni. Dando frecce agli archi degli esponenti più scatenati della maggioranza contro la magistratura. Uno per tutti? Sicuramente Maurizio Gasparri. Che, certo non a caso, dal 15 marzo è entrato a far parte sia della commissione Antimafia, sia della commissione Giustizia del Senato. In vista del voto servono voci capaci di fare propaganda senza badare troppo alla verità dei fatti.
E qual è la verità sui test? Mettiamo in fila i fatti.
1. Nordio, un paio di mesi fa, era contrario. E lo disse in consiglio dei ministri. Li voleva il sottosegretario alla presidenza Mantovano. Lui no.
2. Al Senato si è creato un asse Bongiorno (Lega)-Zanettin (Forza Italia)-Mantovano (FdI). Due righe piazzate in un decreto legislativo. Ed è fatta.
3. Le opposizioni non hanno “gridato”, né…
Perché il governo Meloni, in pompa magna, vara i test psicoattitudinali proprio adesso? Test che però entreranno in vigore “solo” nel 2026? La sola ragione plausibile è raccattare qualche votarello in più alle prossime elezioni. Dando frecce agli archi degli esponenti più scatenati della maggioranza contro la magistratura. Uno per tutti? Sicuramente Maurizio Gasparri. Che, certo non a caso, dal 15 marzo è entrato a far parte sia della commissione Antimafia, sia della commissione Giustizia del Senato. In vista del voto servono voci capaci di fare propaganda senza badare troppo alla verità dei fatti.
E qual è la verità sui test? Mettiamo in fila i fatti.
1. Nordio, un paio di mesi fa, era contrario. E lo disse in consiglio dei ministri. Li voleva il sottosegretario alla presidenza Mantovano. Lui no.
2. Al Senato si è creato un asse Bongiorno (Lega)-Zanettin (Forza Italia)-Mantovano (FdI). Due righe piazzate in un decreto legislativo. Ed è fatta.
3. Le opposizioni non hanno “gridato”, né hanno creato un caso. Su altre misure - vedi intercettazioni o “bavaglio alla stampa” - la reazione è stata dura. In questo caso no. Perché? Elettoralmente, andare contro i test che altre categorie di lavoratori fanno, è del tutto impopolare.
4. Nordio, da contrario, a quel punto è diventato favorevole.
5. Forza Italia conquista un vessillo da spendere in campagna elettorale.
6. I magistrati attendono che la mannaia dei test cada sulla loro testa e tacciono fino al consiglio dei ministri che li vara definitivamente.
7. A oggi, come ha detto più volte Enrico Costa di Azione, non esiste ancora un testo dei test. “Lo scriverà il Csm” dice Nordio. Ed è singolare che proprio mentre da via Arenula vengono chiesti sempre meno pareri al Csm sulle leggi e il vice presidente leghista del Csm Pinelli cerca di tenere a freno i togati “vogliosi” di pareri, stavolta invece ecco la “manica larga”. Il Csm diventerà co-protagonista di una norma non solo in palese contrasto con la Costituzione che parla solo di “concorsi” per l’accesso in magistratura. Ma per di più una norma scorretta dal punto di vista costituzionale sotto il profilo del cammino parlamentare. La legge Cartabia infatti non contiene alcun cenno ai test. Siamo di fronte a un palese eccesso di delega.
8. Al Csm la faccenda è del tutto ingestibile. Anche se proprio Mattarella, che ne è il presidente, considera una “conquista” che sia il Csm a gestire la partita e non il ministero della Giustizia. Sono contro i venti togati. Sono contro i due membri di diritto, prima presidente della Cassazione Cassano e Procuratore generale Salvato. Sono contro i due laici di M5S e Pd. È contro il laico di Iv. Sono a favore solo i sette (il vicepresidente Pinelli compreso) laici mandati a palazzo dei Marescialli da FdI, Lega, Fi.
9. Sui test grava il passato. Li propose Gelli. Li voleva Berlusconi.
10. Lo scontro con la magistratura è assicurato. Tra una settimana l’Anm annuncerà lo stato di agitazione dell’intera categoria, visto che tutti i gruppi sono contro i test, e lo sono anche le toghe indipendenti. Si andrà allo sciopero? A discuterne sarà il congresso dell’Anm in programma a Palermo tra il 10 e il 12 maggio. Il primo giorno ci sarà Mattarella. In realtà per lo sciopero ci sarebbe anche tempo, visto che il 2026 è lontano. Ma gli scioperi si fanno quando la legge scorretta viene varata.
11. Tutti i partiti del governo, in campagna elettorale, avranno un altro argomento per parlare male della magistratura, che non si vuole sottomettere ai test che invece fanno altri lavoratori perché si ritiene “superiore”.
12. Perché Meloni, leader di un partito che, da destra, era per la legalità, adesso sfida i giudici? Perché sul piatto della giustizia non ha nulla da spendere in campagna elettorale. Nordio non ha fatto nulla in 18 mesi. Solo molte chiacchiere. Anche a sproposito. Politicamente è un improvvido. Ha solo soppresso l’abuso d’ufficio con un disegno di legge. Che, guarda caso, passerà prima del voto. E prima dello stesso voto Nordio presenterà, in chiave elettorale, anche la separazione delle carriere. Misure che fanno bene alla giustizia? No, misure per acchiappare i voti di chi odia i giudici ed è contro la legalità. Sicuramente misure che faranno guadagnare voti a Forza Italia.