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Il party per i 60 anni di Gian Marco Chiocci diventa il red carpet del melonismo con ministri, volti tv e Lotito con l’aquila

Gian Marco Chiocci 
La festa di compleanno del direttore del Tg1 nella villa romana sull’Appia in cui è stato girato “Compagni di scuola”.Sangiuliano, Piantedosi e Salvini con fidanzata. Spunta Giuseppe Conte
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Mezzo governo, molto centrodestra, la crème della Tv pubblica a trazione sovranista, il tutto innaffiato da una robusta dose di grillismo: prova di quanto la casacca giallobruna si porti bene tra Viale Mazzini e Saxa Rubra. Abbinata a un contorno di boiardi di Stato, direttori di musei e vertici delle Forze dell’ordine a mo’ di indispensabile ornamento mondan-istituzionale. C’era er mejo della nouvelle vague meloniana, sabato scorso, alla festa per i 60 anni di Gian Marco Chiocci a Villa Quintili sull’Appia antica, dove Carlo Verdone ambientò Compagni di scuola. Solo che stavolta nella bella dimora spagnoleggiante non è stata ambientata una melanconica rimpatriata fra ex liceali, sconfitti dalla vita, bensì il suo contrario: la celebrazione dei nuovi potenti al tempo di Giorgia. Di cui il direttore del Tg1 è uno dei campioni nazionali.

Nel suggestivo parco punteggiato di pini secolari, fra calici di rosso e carne alla griglia, il “padrone di casa” ha ospitato — con tanto di invito dis…

Mezzo governo, molto centrodestra, la crème della Tv pubblica a trazione sovranista, il tutto innaffiato da una robusta dose di grillismo: prova di quanto la casacca giallobruna si porti bene tra Viale Mazzini e Saxa Rubra. Abbinata a un contorno di boiardi di Stato, direttori di musei e vertici delle Forze dell’ordine a mo’ di indispensabile ornamento mondan-istituzionale. C’era er mejo della nouvelle vague meloniana, sabato scorso, alla festa per i 60 anni di Gian Marco Chiocci a Villa Quintili sull’Appia antica, dove Carlo Verdone ambientò Compagni di scuola. Solo che stavolta nella bella dimora spagnoleggiante non è stata ambientata una melanconica rimpatriata fra ex liceali, sconfitti dalla vita, bensì il suo contrario: la celebrazione dei nuovi potenti al tempo di Giorgia. Di cui il direttore del Tg1 è uno dei campioni nazionali.

Nel suggestivo parco punteggiato di pini secolari, fra calici di rosso e carne alla griglia, il “padrone di casa” ha ospitato — con tanto di invito disegnato da Osho — più di duecento “influencer” della politica, dell’imprenditoria e dell’informazione tricolore. In rappresentanza del governo il vicepremier Matteo Salvini con fidanzata Francesca Verdini al seguito, il ministro Gennaro Sangiuliano, la collega forzista Anna Maria Bernini, l’inquilino del Viminale Matteo Piantedosi, avvistato in fitta conversazione con il capo della Polizia Vittorio Pisani e il comandante generale dei Carabinieri Teo Luzzi. Un summit insolitamente ridanciano, come i capannelli subito formati intorno a Roberto D’Agostino, anima del sito di gossip più ambito e temuto dall’Italia che conta, scortato dal fotografo Umberto Pizzi.

La festa di Gian Marco Chiocci pubblicate da Dagospia 

In quota maggioranza, ecco il parlamentare leghista Antonio Angelucci, ras delle cliniche e dei giornali di destra, in procinto di comprare dall’Eni la seconda agenzia di stampa italiana; i “fratelli” deputati Giovanni Donzelli e Federico Mollicone, più qualche altro “camerata” in trepida attesa della premier che doveva arrivare, ma poi ha preferito dar forfait. In compenso suscita gran scalpore l’apparizione di Giuseppe Conte, fresco di ultimatum al Pd, insieme con la compagna Olivia Palladino. Non ci sono i massimi vertici Rai, né l’ad Roberto Sergio né il dg e successore in pectore Giampaolo Rossi, ma hanno risposto all’appello tutti i dirigenti più alti in grado: i meloniani Corsini e Mellone, Stefano Coletta in rappresentanza di quel che resta della sinistra, i direttori del Tg2, del Tg3 e di RaiNews, una pletora di giornalisti — selezionati in base all’iscrizione al sindacato di destra Unirai — e pure una spruzzata di Iene, la trasmissione Mediaset che con la moglie del festeggiato Alessandra Frigo lavorano da tempo. Tanti i conduttori, da Eleonora Daniele a Salvo Sottile fino al neo-acquisto Massimo Giletti. E sul tardi fa capolino pure Nunzia De Girolamo, che però ha lasciato a casa il marito capogruppo dem al Senato Francesco Boccia: era la sera dei servizi a catena montati dal Tg1 contro il Pd per le note vicende baresi, «valanghe di fango contro il principale partito di opposizione, di cui Chiocci sarà chiamato a rispondere in Vigilanza», l’attacco del Nazareno. Partecipare, per Boccia, non sarebbe stato opportuno.

Si chiude con mega torta, balli scatenati e mini fuochi d’artificio. E lui, Chiocci, al centro della scena che accarezza Olimpia, l’aquila della Lazio portata in processione dal presidente della squadra, Claudio Lotito, anche lui eletto nel centrodestra. È lei, la pennuta, l’ospite più coccolata. Nonostante la batosta appena subita nel derby. Ma quella era una partita, si può anche perdere, questa no: questa serata è il tripudio di chi ha già vinto e ha preso tutto. Il governo, la Rai, i giornali, le aziende di Stato, le maggiori leve dell’economia. La simbologia cara al fascismo, ancora una volta, non scelta a caso.

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