Autonomia, Meloni frena Salvini: “Non metteremo fretta al Parlamento”. Pronti oltre duemila emendamenti. Le opposizioni: subito ostruzionismo
di Giovanna CasadioUna valanga di emendamenti per smantellare l’autonomia differenziata della Lega. Sono oltre duemila quelli presentati dalle opposizioni: mille e 300 solo da Avs, 300 dal Pd, 260 dal Movimento 5Stelle. In federalismo à la carte leghista, dopo l’approvazione in Senato, è in discussione a Montecitorio. Tempi ristretti, nessuna intenzione di concederne altri, benché un accordo nella maggioranza, divisa sul provvedimento, punti all’ok definitivo dopo le europee. I leghisti si sono rassegnati, anche se volevano sventolare la bandiera dell'autonomia l’8 e il 9 giugno. Ma oggi Igor Iezzi, capogruppo della Lega in commissione Affari costituzionali, dice che “settimana più, settimana meno non cambia nulla”.
Basta però che il 29 aprile l’autonomia differenziata arrivi all’esame dell’aula di Montecitorio, quindi parta la discussione generale e le prime votazioni. La premier Giorgia Meloni vuole tirarsi fuori dalla contesa e, a margine di Vinitaly, risponde alla domanda se è corsa contro il tempo …
Una valanga di emendamenti per smantellare l’autonomia differenziata della Lega. Sono oltre duemila quelli presentati dalle opposizioni: mille e 300 solo da Avs, 300 dal Pd, 260 dal Movimento 5Stelle. In federalismo à la carte leghista, dopo l’approvazione in Senato, è in discussione a Montecitorio. Tempi ristretti, nessuna intenzione di concederne altri, benché un accordo nella maggioranza, divisa sul provvedimento, punti all’ok definitivo dopo le europee. I leghisti si sono rassegnati, anche se volevano sventolare la bandiera dell'autonomia l’8 e il 9 giugno. Ma oggi Igor Iezzi, capogruppo della Lega in commissione Affari costituzionali, dice che “settimana più, settimana meno non cambia nulla”.
Basta però che il 29 aprile l’autonomia differenziata arrivi all’esame dell’aula di Montecitorio, quindi parta la discussione generale e le prime votazioni. La premier Giorgia Meloni vuole tirarsi fuori dalla contesa e, a margine di Vinitaly, risponde alla domanda se è corsa contro il tempo sul federalismo leghista oppure no: “'Non dipende da me, lungi dal governo mettere pressione al Parlamento. So che i gruppi parlamentari della maggioranza hanno fatto del loro meglio per arrivare a terminare i lavori della commissione e perché fosse mantenuta la data che dovrebbe portare in aula l’autonomia il 29 aprile. Poi chiaramente dipende dall'andamento dei lavori parlamentari, dipende da quanta opposizione verrà fatta al provvedimento, dipende da una situazione che complessivamente facilissima non è”. Quindi una rassicurazione a Matteo Salvini: “Io sono fiduciosa, non è questione di un giorno in più o in meno. La questione è che abbiamo dimostrato che su questo provvedimento stiamo andando avanti”.
Un altro messaggio è invece rivolto al Pd. E riguarda il caso Bari: “Non capisco se il Partito democratico si lamenta perché ritiene che la legge sullo scioglimento dei Comuni non sia adeguata, e possiamo parlarne; ma se quello che ci chiedono è che la amministrazioni governate dal centrosinistra debbano avere un occhio di riguardo rispetto a tutte le altre, non è l'Italia che io voglio costruire”.
L’ira delle opposizioni
Ma le opposizioni sulla compressioni dei tempi proprio non ci stanno. Il M5Stelle annuncia ostruzionismo già da domani nell’aula dove si discute di Pnrr. Filibustering quindi a cui aderiranno probabilmente tutte le opposizioni. “Neppure i decreti vengono esaminati in modo così veloce”, attacca Simona Bonafè, la capogruppo del Pd in Affari costituzionali.
Domani scade il termine in commissione per la presentazione degli emendamenti, poi cernita e quindi il 22, 23, 24 aprile voto per inviare il provvedimento in aula rispettando i tempi. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana in conferenza dei capigruppo, ha fatto notare che semplicemente da parte della maggioranza non c’era la disponibilità a concedere altro tempo. Per le opposizioni si lede così la dignità del Parlamento.
Vivaci le proteste del grillino Francesco Silvestri, della dem Chiara Braga, di Luana Zanella di Avs. “Noi abbiamo denunciato che non si sta rendendo dignitoso il percorso parlamentare, oltre a quello nel merito, delle Autonomie differenziate”, afferma Silvestri. Una maggioranza soprattutto silente, che evita di perdere tempo in dibattiti.
“Tutte le opposizioni di nuovo hanno chiesto conto dell'impegno che si era preso anche il presidente della Camera" di concedere altro tempo per il dibattito parlamentare – ha incalzato Braga - Invece c'è stato il silenzio totale da parte dei gruppi della maggioranza. Non capiamo le ragioni di un'urgenza visto che siamo in presenza di un provvedimento che non scade. Sono tanti i temi e i profili emersi nella discussione generale”. Da domani si passa all’ostruzionismo. Forza Italia, che sembrava pronta a presentare emendamenti di fatto sabotando l'autonomia leghista, finora non ne ha indicato nessuno.