✕

Papa Francesco al G7 per la sessione sull’intelligenza artificiale, l’annuncio di Meloni. È la prima volta per un pontefice

Bergoglio parteciperà in Puglia a giugno a una sessione aperta ai Paesi invitati. La premier: “Darà un contributo decisivo alla definizione di un quadro regolatorio, etico e culturale”. Padre Benanti: “Oggi c’è consapevolezza che l’etica è fondamentale nella gestione dell’AI”
2 minuti di lettura

Per lei è l’opportunità di dare peso e autorevolezza al suo ruolo internazionale, per lui l’occasione di consegnare il proprio allarme ai grandi della terra e sfuggire al rischio di predicare nel deserto. Giorgia Meloni e papa Francesco tornano a unire le forze: erano intervenuti insieme a maggio dell’anno scorso agli stati generali della natalità, un incontro tutto italiano per condannare il fenomeno delle culle vuote, qui è uno scenario completamente diverso. La presidente del Consiglio ha annunciato ieri che il Pontefice argentino parteciperà al G7 che si svolgerà in Puglia dal 13 al 15 giugno per pronunciare un discorso sull’intelligenza artificiale.

Un Papa anzi due

«Sono convinta», ha annunciato Meloni in un video, «che la presenza del Papa darà un contributo decisivo alla definizione di un quadro regolatorio, etico e culturale all’intelligenza artificiale, perché su questo terreno, sul presente e sul futuro di questa tecnologia si misurerà ancora una volta la nostra capacità, l…

Per lei è l’opportunità di dare peso e autorevolezza al suo ruolo internazionale, per lui l’occasione di consegnare il proprio allarme ai grandi della terra e sfuggire al rischio di predicare nel deserto. Giorgia Meloni e papa Francesco tornano a unire le forze: erano intervenuti insieme a maggio dell’anno scorso agli stati generali della natalità, un incontro tutto italiano per condannare il fenomeno delle culle vuote, qui è uno scenario completamente diverso. La presidente del Consiglio ha annunciato ieri che il Pontefice argentino parteciperà al G7 che si svolgerà in Puglia dal 13 al 15 giugno per pronunciare un discorso sull’intelligenza artificiale.

Un Papa anzi due

«Sono convinta», ha annunciato Meloni in un video, «che la presenza del Papa darà un contributo decisivo alla definizione di un quadro regolatorio, etico e culturale all’intelligenza artificiale, perché su questo terreno, sul presente e sul futuro di questa tecnologia si misurerà ancora una volta la nostra capacità, la capacità della comunità internazionale di fare quello che il 2 ottobre 1979 un altro Papa, San Giovanni Paolo II, ricordava nel suo celebre discorso alle Nazioni Unite: l’attività politica, nazionale e internazionale viene dall’uomo, si esercita mediante l’uomo ed è per l’uomo».

I consessi internazionali

È la prima volta di un Papa al Gruppo dei Sette. Con alcuni leader, come Joe Biden e Emmanuel Macron, ha grande famigliarità, ma Francesco parlerà «nella sessione outreach», ha precisato la premier, «aperta cioè anche ai Paesi invitati e non solo ai membri del G7». Bergoglio è consapevole di essere un player globale, ma conosce i limiti della sua influenza. Gli appelli per la pace in Ucraina e in Medio Oriente non hanno inciso sull’andamento della guerra, e senz’altro approfitterà del vertice pugliese per qualche bilaterale. Ma Francesco è altresì convinto che su alcuni problemi sovranazionali la Santa Sede, honest broker con lo sguardo lungo della storia e quello largo della geografia, può fare la differenza. E i consessi internazionali sono il luogo giusto in cui far pesare la propria parola: solo una bronchite gli ha impedito di partecipare al vertice sul clima di Dubai, alla fine dell’anno scorso, e secondo il quotidiano francese La Croix potrebbe tornare a New York a settembre prossimo per intervenire davanti all’Assemblea generale dell’Onu. A giugno, intanto, andrà in Puglia ospite della presidenza italiana del G7.

Quel neologismo vaticano

Il feeling personale tra Bergoglio e Giorgia Meloni ha pesato nel fissare l’appuntamento, nei giorni scorsi, ma la sintonia viene da lontano. A settembre dell’anno scorso proprio all’Assemblea dell’Onu la premier italiana chiese di «dare applicazione pratica al concetto di algoretica, ovvero dare un’etica agli algoritmi». Algoretica è neologismo nato in Vaticano e più volte usato in questi mesi dal Papa. Francesco è allarmato da tempo dalle possibili derive etiche dell’intelligenza artificiale, dalle discriminazioni etniche alle ricadute sul mondo del lavoro, dalla mancanza di misericordia degli algoritmi alle fake news. Teme che a farne le spese siano i più deboli, ha fatto appello per una regolamentazione internazionale. «La contiguità territoriale tra Italia e Santa Sede in questo momento e su questi temi è anche vicinanza di intenti nella tutela della persona umana», spiega a Repubblica padre Paolo Benanti, francescano esperto della materia, professore alla Gregoriana, nominato nei mesi scorsi prima nel gruppo di esperti Onu sull’intelligenza artificiale e poi nella «commissione algoritmi» di Palazzo Chigi.

La carta di Roma

Sul tema dell’intelligenza artificiale, del resto, la Santa Sede si è mossa prima degli altri: già a inizio 2020 la Pontificia accademia per la vita di monsignor Vincenzo Paglia lanciò la Rome call for Ai ethics, una carta etica alla quale aderirono subito oltre al governo dell’epoca, guidato da Giuseppe Conte, Microsoft e Ibm. Solo pochi giorni fa ha aggiunto la sua firma Cisco Systems, gigante del networking, nel frattempo hanno aderito esponenti di altre fedi: ebrei, musulmani, a fine mese arriverà a Roma l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby, a luglio Paglia volerà a Hiroshima per incontrare le religioni orientali. Ci sono le aziende, ci sono le religioni: mancava la politica, e il G7 in Puglia sarà l’occasione per coinvolgerla. «È il frutto della consapevolezza che l’etica sia fondamentale per gestire l’intelligenza artificiale», spiega padre Benanti, «il cui impatto oggi è chiaro a tutti».

Leggi i commenti