A Pescara arriva Giorgia Meloni. È il giorno in cui la premier annuncia la sua candidatura alle elezioni europee dell’8 e 9 giugno. Ma prima di lei, sul palco della convention programmatica di FdI parla Ignazio La Russa. Il capo dello Stato Sergio Mattarella questa mattina gli ha telefonato dopo il caso della foto postata a testa in giù. “Ho detto: presidente non sono questi i problemi ma grazie del tuo meraviglioso pensiero, della tua solidarietà", ha riferito La Russa. Assente Matteo Salvini, che ha disertato l’invito inviando solo un videomessaggio: “Grazie a Matteo, anche se ci ha preferito il ponte”, ha ironizzato la premier.
FdI, l'arrivo di Giorgia Meloni alla kermesse: gli applausi dei 2200 delegati
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[[(Video) Standing ovation della platea di FdI per Enrico Berlinguer]]Standing ovation della platea di FdI per Enrico Berlinguer
Telefonata Meloni-Salvini dopo la kermesse di Pescara
Dopo l’imbarazzo per il forfait e l’ironia della premier (che dal palco di Pescara ha ringraziato il leader leghista “anche se ha preferito il ponte a noi”), Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sono sentiti al telefono. Lo fanno sapere i rispettivi staff, sottolineando che la conversazione è stata l'occasione per fare il punto dopo la kermesse di Pescara, per salutarsi e per darsi appuntamento a Roma. I due leader, secondo quanto dichiarato dai loro collaboratori, Matteo Salvini e Giorgia Meloni avrebbero “ironizzato su alcune ricostruzioni polemiche” dell’assenza del leghista.
Alleanza Verdi Sinistra contesta la diretta Rai della convention FdI
"Mentre a noi sono riservati pochi secondi, quando capita, alla presidente del consiglio Giorgia Meloni sono consentite dirette TV anche quando parla da leader di Fratelli d'Italia come oggi, e come già successe alla festa di Atreju: alla faccia della Par Condicio, questa é TeleMeloni. A questo punto reclamiamo un intervento dell'Osce durante tutta la campagna elettorale, affinché si verifichino le condizioni di profonda disparità nell'accesso ai mezzi d'informazione che censurano le opposizioni e favoriscono i partiti di governo". Così il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli.
La replica di Schlein alle parole di Meloni: “Un’ora di retorica per seppellire i problemi dell’Italia”
“Un’ora di discorso senza nemmeno nominare la sanità pubblica e le infinite liste d’attesa che si allungano per i suoi tagli. Senza nemmeno citare i salari bassi, la precarietà, la sicurezza sul lavoro di fronte a 1041 morti nel 2023”. È la replica della segretaria del Pd Elly Schlein alle parole di Giorgia Meloni a Pescara. “È nel paese delle meraviglie – dice Schlein della premier - seppellisce i problemi sotto un fiume di retorica. L’Italia è cambiata, dice lei. Purtroppo sì, ma in peggio, basta chiederlo alle persone, basta stare in mezzo alla gente. Il problema è che la Presidente del Consiglio si divide tra palazzo Chigi e la propaganda di TeleMeloni, ha perso il contatto con la realtà”.
L’invito della premier: “Votatemi scrivendo solo il mio nome: Giorgia”
"Votatemi scrivendo il mio nome, Giorgia, come mi chiamano tutti quelli che mi avvicinano", dice Meloni nel suo intervento a conclusione della Conferenza FdI a proposito della sua corsa alle Europee come capolista del partito in tutte le Circoscrizioni. Chiedo agli italiani di scrivere il mio nome, ma il mio nome di battesimo" alle europee. "Sono fiera che la maggior parte dei cittadini che si rivolge a me mi chiami Giorgia. Io sono stata derisa per anni per le mie radici popolari, mi hanno chiamata pesciarola, borgatara...perché loro sono colti....Ma io sono fiera di essere una persona del popolo".
La critica al Ppe: “Troppe volte ha assecondato l’agenda progressista”
"Se l'8 e il 9 giugno dovessimo riuscire nell'impresa di costruire anche al Parlamento europeo una maggioranza di centrodestra, immaginate cosa potremmo fare. Non più maggioranze innaturali tra il centro e la sinistra, nelle quali il Ppe è finito troppe volte ad assecondare scelte ideologiche che venivano dettate dall'agenda progressista”. È la critica che Meloni rivolge ai Popolari europei. “Noi possiamo portare anche in Europa il modello italiano, e sarebbe una vera e propria rivoluzione, per la quale il ruolo dei Conservatori europei è strategico. Vogliamo fare in Europa esattamente quello che abbiamo fatto in Italia il 25 settembre del 2022: creare una maggioranza che metta insieme le forze di centrodestra e mandare finalmente all'opposizione la sinistra anche in Europa".
L’annuncio di Meloni: “Sarò capolista in tutti i collegi. Non sono segretaria Pd, il mio partito mi aiuterà”
“Mi sono sempre considerata un soldato e i soldati quando devono non esitano a schierarsi in prima linea”. Così Giorgia Meloni annuncia la propria candidatura come capolista in tutti i collegi per le Europee. “Non toglierò un solo minuto dell’attività del governo per fare campagna elettorale sul mio nome”, assicura”. Ma poi ironizza: “Siccome non sono la segretaria del Pd penso di poter confidare che il mio partito farà di tutto per darmi una mano”
L’affondo contro la cancel culture: “No ad abiure sul nostro passato”
“Chi come noi sogna di cambiare l’Europa però ha anche un altro dovere: risvegliare questo continente dormiente, ricordargli da dove proviene le nostre radici, le nostre tradizioni, la nostra identità per mostrare che siamo la culla della civiltà occidentale”. Dal palco, Giorgia Meloni contesta la cancel culture: “Non intendiamo piegarci ai deliri del politicamente corretto tanto di moda in alcuni salotti chic, non possiamo tollerare che piazze e monumenti siano presi d’assalto e che libri, film e canzoni siano messi all’indice nel nome di una cultura della cancellazione che volesse che facessimo abiura del nostro passato e di ciò che siamo. Non possiamo rimanere in silenzio davanti a chi nelle nostre scuole e università insegna l’odio per la nostra storia e civiltà. Non possiamo accettare lezioni da chi vuole l’Europa laica ma vuole la chiusura delle scuole per il ramadam mentre con la stessa coerenza chiedeva di togliere il crocifisso dalle aule.
Meloni: “Surreale parlare della commissione Ue prima del voto. Mai alleanze con la sinistra”
Nessuna indicazione sul sostegno a un candidato per la presidenza della commissione Ue. Giorgia Meloni, che è anche leader dei Conservatori europei si è spesso mostrata insieme a Ursula von der Leyen nei mesi scorsi ma ora sta valutando l’opportunità di spendersi per l’ipotesi di portare il nome di Mario Draghi. Per il momento, dal palco di Pescara definisce “surreale” la discussione: “Aspettiamo il vito e decidiamo in base alle indicazioni dei cittadini”. Ma scandisce: "Vogliamo creare una maggioranza che metta insieme le forze di centrodestra e mandare all'opposizione la sinistra anche in Ue è una impresa difficile ma possibile e dobbiamo tentare" perché "non ci interessa stare con tutti, staremo solo dove le nostre idee si possono realizzare". E rivendica che "possiamo portare anche in Europa il modello italiano, sarebbe una rivoluzione in cui il partito dei conservatori è strategico e fondamentale".
Meloni dura sul superbonus: “La più grande patrimoniale al contrario mai fatta in Italia”
"Il superbonus è la più grossa patrimoniale al contrario mai fatta in Italia”, perché “ha tolto ai poveri in favore delle fasce più alte”. È il duro attacco che Giorgia Meloni fa dal palco. “Poi ci si chiede perché la sinistra va così forte nei quartieri chic pieni di ricchi", aggiunge sarcastica la premier. E contestando il M5S ha affermato: “Da chi doveva portare 'onestà' è arrivata una legge regalo a ladri e truffatori”
Meloni e i suoi otoliti: “Mi sento sull’ottovolante, se vedete che sbando non vi preoccupate”
"Ragazzi vi confesso che sto facendo del mio meglio ma diciamo che è come se stessi dentro all'ottovolante... Voi sapete di questa cosa che ogni tanto mi viene nelle orecchie e mi fa venire delle vertigini tremende. Quindi sto qui e cerco di stare ferma ma se mi vedete che sbando non vi preoccupate, ce la faccio". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento alla conferenza programmatica di Fratelli d'Italia a Pescara ricordando il problema di otoliti con cui deve fare i conti da qualche mese. Poi, dopo essersi infervorata: “No, non posso alzare la voce”
L’attacco a Report: “Avete presente Telemeloni? Hanno linciato Rama perché ha aiutato l’Italia”
Dal palco Giorgia Meloni ha attaccato Report per il suo servizio sull’Albania dopo l’accordo sui migranti. "Aiutatemi a mandare a Edi Rama la nostra solidarietà per venire linciati solo per avere tentato di aiutare la nostra nazione", ha detto la premier, aggiungendo: "Addirittura Telemeloni, ce l'avete presente no, Telemeloni? Ha confezionato un servizio sull'Albania in cui si dipingeva come un narcostato".
Meloni chiama in causa Schlein sui migranti: “Noi siamo per combattere schiavisti, da lei serve parola chiara”
"La sinistra non ha alcuna soluzione da proporre sul tema delle migrazioni, o più semplicemente non hanno il coraggio di dire qual è la soluzione per loro, l'accoglienza indiscriminata di chiunque voglia arrivare in Italia, in Europa, con grande soddisfazione di schiavisti e criminali che lucrano sui disperati”. Giorgia Meloni attacca sul tema dei migranti. E si rivolge alla sinistra e a Elly Schlein: “Ci dicano, in Italia e in Europa, dove vogliono stare: ci dicano se vogliono stare con noi dalla parte della legalità e dalla parte di chi combatte i nuovi schiavisti, o se vogliono stare dalla parte dell'immigrazione illegale di massa che fa la fortuna di quelle reti criminali. Lo chiedo in particolare alla segretaria del Pd, Elly Schlein, serve su questo una parola chiara". E contesta: “Gli rimane fondamentalmente solo di tentare di smontare ogni soluzione strutturale che tentiamo di mettere in campo su questo tema. Lo hanno fatto i loro parlamentari in Europa con l'accordo con la Tunisia e l'Egitto, lo fanno i loro giornalisti in Albania contro i centri che stiamo aprendo, lo fanno alcuni giudici militanti in Italia contro le norme per rimpatriare più velocemente chi non ha diritto a stare in Italia e in Europa”.
Meloni: “Il partito comunista esiste ancora, ecco dove sono i nostalgici”
Nel suo intervento dal palco Giorgia Meloni attacca: "Ho visto che il partito comunista, ebbene esiste ancora, lo dico per fare vedere dove stanno i nostalgici dei totalitarismi in Italia, ha presentato un esposto per le autorizzazioni per questa manifestazione. Ma noi le chiediamo sempre e tendenzialmente non carichiamo le forze dell'ordine e non disturbiamo le manifestazioni degli altri".
Ironia di Meloni sull’assenza di Salvini: “Grazie anche se ci ha preferito il ponte”
Dal palco di Pescara Giorgia Meloni ironizza sull’assenza di Matteo Salvini: “Ci ha preferito il ponte”. La premier, aprendo il suo intervento dopo il videomessaggio inviato dal segretario leghista, ha detto: "Grazie a tutti i leader di centrodestra di essere qui, grazie ad Antonio e grazie a Matteo" Salvini, "anche se ci ha preferito il ponte... Scherzo ovviamente, so quanto è importante trovare tempo e dedicarsi alla famiglia".
FdI, Salvini si collega con la figlia e Meloni ironizza: "Grazie anche se hai preferito il ponte a noi"
Tajani dal palco: “Forza Italia sarà leale con gli alleati”
Alla conferenza programmatica di FdI "porto il saluto di tutta Forza Italia, il saluto di una forza politica che è e sarà sempre leale con propri alleati perchè lealtà è valore che contraddistingue questa coalizione". Lo dice dal palco di Pescara il leader di FI, Antonio Tajani. "Io sono abituato che quando prendiamo un impegno lo mantieniamo fino alla fine - aggiunge, rivolgendosi alla premier Giorgia Meloni - non è un caso che noi siamo gli unici partiti in Italia che hanno la parola Italia nel loro simbolo. Non dobbiamo dimenticare quanto dobbiamo alla nostra patria e storia. E' un dovere che abbiamo quello di tutelare l'interesse dell'Italia nel mondo e in Europa". E conclude: "Vogliamo contare di più in Europa, crediamo che l'Europa senza l'Italia non è una Europa equilibrata. Vogliamo che le nostre proposte siano rispettate da tutti, e l'accordo non può essere l'imposizione di uno sull'altro".
il videomessaggio di Salvini dopo il forfait: “Compatti sulle riforme”
Ha dato forfait, negando a Giorgia Meloni la foto sul palco con gli alleati nel giorno del lancio della candidatura della premier per le Europee. Per Matteo Salvini solo un collegamento video. Con un passaggio dedicato al tema delle riforme, che sta creando tensioni anche nella maggioranza dopo l’accelerata reclamata dalla Lega sull’autonomia. "È chiaro che ognuno ha la sua storia, la sua provenienza politica, storie di militanza, di passione, di differenze" ma "penso che le riforme che stiamo portando avanti in maniera compatta alla faccia dei gufi", il premierato e l'autonomia, "quindi un governo centrale più forte, e i territori che possono competere nel nome del merito e del futuro siano assolutamente positive, siano la rappresentazione di un'Italia più seria, più moderna, più concreta, più forte", ha detto il vicepremier e leader della Lega.
La Russa: “Spegnere i focolai nelle università”
"Mettiamo una parola di pacificazione su tanti giovani che persero la vita", a destra e a sinistra negli anni Settanta, ha affermato il presidente del Senato. E parlando degli scontri attuali negli atenei ha auspicato: "Spero che la tragedia si ripeta solo in farsa" ma, ha rimarcato La Russa, c'è "qualche segnale nelle università, un piccolo focolaio che potrebbe diventare un incendio, fermiamolo subito . Vedo che c'è chi ci prova a farla ritornare, mettiamo subito un alt, vedo che arriva un alt dalle forze politiche e soprattutto dal Presidente della Repubblica, non fu così negli anni Settanta". E ha concluso: "Tutte le manifestazioni sono un diritto ma nessuno può arrogarsi il diritto di non far esercitare il diritto di parola".
La Russa: “Io antifascista se si intende che dico no alle dittature”
Dal palco di Pescara Ignazio La Russa parla del fascismo: “I valori in positivo della Resistenza e dell'antifascismo sono nella prima parte della Costituzione. Anche se la parola antifascista non c'è”. E aggiunge che se con la parola antifascista "si intende un no deciso alla dittatura e un no deciso al nostalgismo, certamente mi potete definire antifascista”. Ma aggiunge un distinguo: “Poi c'è l'antifascismo militante degli anni '70 che è un'altra cosa".
[[(Video) Standing ovation della platea di FdI per Enrico Berlinguer]]Standing ovation della platea di FdI per Enrico Berlinguer
A intervistare Ignazio La Russa, sul palco, c’è Bianca Berlinguer. E i due sono protagonisti di uno scambio culminato con una standing ovation della platea di FdI per lo storico leader del Pci. "Qui parlo solo io, Bianca Berlinguer, e non tiriamolo in ballo, parliamo di quello che mio padre ha fatto ma non di quello che avrebbe detto oggi", dice Bianca Berlinguer. Ma La Russa ribatte che "i cognomi non si cancellano, qualcuno vorrebbe che non esistesse la tradizione familiare, che la famiglia non contasse, ma per noi conta e in te noi onoriamo anche la figura di tuo padre". "Essere la figlia di Enrico Berlinguer - dice la giornalista tv - la considero una fortuna, un dono che la vita mi ha concesso e che purtroppo è terminato troppo presto perché papà è morto a 62 anni appena compiuti, quando ne avevo 24, mia sorella 22, mio fratello 21 e la mia ultima sorella 13, la nostra vita per la maggior parte è trascorsa senza papà". A queste parole scatta l'applauso della platea e la standing ovation: "Questo applauso e questa standing ovation cui mi unisco - chiude l'omaggio La Russa - è la coerente continuazione dell'omaggio che il capo della destra rese a Enrico Berlinguer nel giorno della sua scomparsa", quando il leader del Msi Giorgio Almirante partecipò ai funerali.