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Mattarella, il discorso per i David è un monito sul pluralismo: “Assicurare libertà a chi non condivide gli stessi gusti”

(ansa)
Al Quirinale la cerimonia che precede la premiazione. Il Capo dello Stato elogia il ruolo del cinema: “Ne abbiamo bisogno per la sua sensibilità e le sue visioni”
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ROMA – “Abbiamo bisogno del cinema. Della sua sensibilità, della sua arte, delle sue visioni plurali”, ricorda Sergio Mattarella ricevendo il cinema italiano al Quirinale nel tradizionale appuntamento che precede la premiazione per i David di Donatello. Un concetto ribadito poco dopo con quest’altra frase: “La libertà è da assicurare anche a chi non condivide i nostri gusti, a chi la pensa diversamente”

Un monito all’equilibrio mentre la destra meloniana occupa tutti i gangli vitali della tv e dello spettacolo. In sala c’è anche il ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, che promette “farò la mia parte fino in fondo”. Gli attori dopo un lungo silenzio si sono fatti sentire dopo il caso Scurati, grazie alla chiamata alle armi di Nicola Lagioia. A margine della cerimonia, i giornalisti hanno chiesto a Nanni Moretti: ridirebbe oggi, come fece nel 2002 dopo la vittoria di Silvio Berlusconi, che con questa classe di dirigente di centro sinistra non vinceremo mai? E lui risponde: “Non s…

ROMA – “Abbiamo bisogno del cinema. Della sua sensibilità, della sua arte, delle sue visioni plurali”, ricorda Sergio Mattarella ricevendo il cinema italiano al Quirinale nel tradizionale appuntamento che precede la premiazione per i David di Donatello. Un concetto ribadito poco dopo con quest’altra frase: “La libertà è da assicurare anche a chi non condivide i nostri gusti, a chi la pensa diversamente”

Un monito all’equilibrio mentre la destra meloniana occupa tutti i gangli vitali della tv e dello spettacolo. In sala c’è anche il ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, che promette “farò la mia parte fino in fondo”. Gli attori dopo un lungo silenzio si sono fatti sentire dopo il caso Scurati, grazie alla chiamata alle armi di Nicola Lagioia. A margine della cerimonia, i giornalisti hanno chiesto a Nanni Moretti: ridirebbe oggi, come fece nel 2002 dopo la vittoria di Silvio Berlusconi, che con questa classe di dirigente di centro sinistra non vinceremo mai? E lui risponde: “Non sarei così definitivo”.

Mattarella è da sempre un grande appassionato di cinema. Dice: “La storia del nostro Paese, la storia della Repubblica e delle conquiste di libertà e democrazia, è passata dal Grande schermo. È stata narrata attraverso emozioni, volti, sentimenti, attraverso le vicende drammatiche e speranze che sorgevano, attraverso la quotidianità del vivere e l’eccezionalità di tante storie personali”.

(ansa)

Doveroso l’omaggio alle donne. “Vorrei rivolgere i miei complimenti a chi ha ricevuto i premi già assegnati: Paola Cortellesi, Margherita Giusti, Justine Triet. Si potrebbe dire: tre donne premiate, un bel segnale; ma non lo farò: mi apparirebbe improprio e riduttivo, perché quanto avvenuto va considerato nella normalità”. Il Capo dello Stato ha ricordato che molte città non dispongono più di sale e ha sottolineato l’importanza delle librerie, entrambi luoghi di cultura e di incontro. Luoghi dove si coltiva il pluralismo, viene da aggiungere.

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