Spettacoli

David di Donatello, i candidati al Quirinale. Mannino a Cortellesi: “Preparatelo un discorsetto, sei come quello che a Natale compra 22 cartelle a tombola”

Il tradizionale incontro con il presidente Mattarella: “Abbiamo bisogno del cinema. Dobbiamo salvaguardare la libertà d’espressione”. Questa sera la cerimonia in diretta su Rai 1 condotta da Carlo Conti. Con 19 nomination la favorita è Cortellesi con ‘C’è ancora domani’

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È tradizionale ma non per questo meno emozionante, l’incontro che ogni anno dà l’avvio alla giornata dei David di Donatello, l’appuntamento con il presidente Sergio Mattarella che riceve al Quirinale tutti i candidati. Un momento storico, ufficiale e gioioso in cui il presidente rivolge ai cineasti sempre parole di grande intensità: “Abbiamo bisogno del cinema” ha detto, “La storia del nostro Paese, della Repubblica e delle conquiste di libertà e democrazia, è passata dal grande schermo”.

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La mattinata è iniziata con la standing ovation che ha accolto Vincenzo Mollica che verrà premiato questa sera, il cui ingresso è stato salutato da un caloroso applauso. Stasera la cerimonia in diretta da Cinecittà su Rai 1 con una grande favorita e prima di annunciare le candidature Teresa Mannino ha preso in giro con affetto Paola Cortellesi: “Hai 19 candidature, Paola prepara un discorsetto almeno uno lo prenderai… sei come quello che alla tombola di Natale compra 22 cartelle. Conoscendola si sentirà un po' in colpa e ne vorrà dare qualcuno in beneficenza, ma non si può”.

Teresa Mannino: “Siamo cresciuti a pane e cinema”

Teresa Mannino che ha preso il testimone da Geppi Cucciari, ha introdotto la mattinata: "Non è uno sfondo il Quirinale, siamo qui per davvero e sono un po' impressionata, devo dire subito una cosa qui al presidente quando sono stata invitata all'inizio mi sono chiesta 'perché si fa la cerimonia?' Le candidature già si sanno, i premi li danno stasera, ci siamo svegliati presto e tutti hanno dovuto dare il documento anche se sono famosi. Poi arrivata qui ho capito che la cerimonia è impostante perché sottolinea l’importanza della cultura e del cinema per il nostro paese, strumento di persuasioni e seduzione incredibile. Ci sono film che condizionano la vita, c'è gente che non fa il bagno perché ha visto Lo squalo di Spielberg e schizza fuori dall'acqua anche se è alle terme di Bormio appena sente la musichetta, io a Palermo ho ballato il balletto di Flashdance con le mie amiche per anni. Non conviene essere la protagonista, meglio essere la migliore amica, perché alla protagonista succedono tutte le disgrazie mentre alla migliore amica no: nessuno la picchia, il vampiro lo vede ma la salta. C'è il cinema che ci ha insegnato a fare il bagno nella fontana, a volare sulla città di Milano, c’è poco da fare: noi italiani siamo cresciuti a pane e cinema”.

Alice e Alba Rohrwacher
Alice e Alba Rohrwacher (ansa)

Piera Detassis: “Più registe ma non ci illudiamo: la strada per l’equilibrio di genere è ardua”

"È sempre un'emozione l'incontro con lei, presidente il momento più atteso del mondo del cinema, l’Accademia del cinema non è solo la serata scintillante delle statuette – ha detto Piera Detassis – è stato un anno importante per il nostro cinema. Le cinquine ci parlano di film belli e potenti che hanno fatto la novità, per la prima volta il film dello spettatore è anche candidato al David come miglior film, è C’è ancora domani di Cortellesi. Ogni cosa è in movimento e il nostro cinema va amato e sostenuto, un cinema femminile e tre David già annunciati vanno a tre registe: Paola Cortellesi, Margherita Giusti e Justine Triet, ma non ci illudiamo la strada per l'equilibrio di genere è ancora ardua ma dobbiamo invertire la tendenza non solo nel cinema, un cinema di memoria e valori civili, di grandi autori riconosciuti e insieme di tanti esordi, nel segno di una generazione formidabile di interpreti, attrici, attori sempre più attratti dalla regia”.

Josh O'Connor candidato per La chimera
Josh O'Connor candidato per La chimera (ansa)

Vincenzo Mollica: “Lello Bersani mi regalò la sua agendina”

Un momento emozionante quello dedicato a Vincenzo Mollica con Teresa Mannino che ha chiesto al grande cronista e critico: “Ma quanti film brutti hai visto? “Qualcuno – ha risposto – ma non sono necessari, non parliamone. Lello Bersani mi disse quando ho iniziato questa professioni ho visto la tua passione per il cinema, non posso fare niente per te finché non vado in pensione, ma una cosa sì: copiati i numeri della mia agendina e c'erano i numeri Loren, Fellini, Mastroianni. Copiati anche quelli dei morti – mi ha detto – non si sa mai”. Ai giovani critici un consiglio: “essere curiosi metterci passione e non riempire le domande di precisismo. Camilleri mi ha insegnato l'arte di non vedere mi ha detto: ‘I film li vedrai nella tua memoria più belli’, e poi ‘Vieni che ti voglio abbracciare”.

Milena Vukotic: “Il mio sogno al cinema grazie a Fellini”

Nel salutare Milena Vukotic, che questa sera avrà il David alla carriera, Mannino ha chiesto all’attrice dei tanti registi con cui ha lavorato: “Il più difficile? Son tutti difficili è stata una vita costellata di grandi emozioni grandi esperienze, speciali come aver potuto avvicinare Fellini, la ragione per cui io ho cambiato strada, il mio inizio era la danza ma il giorno che ho visto La strada ho avuto uno sconvolgimento che mi ha portato al cinema per realizzare il sogno di incontrarlo. Avevo ricevuto una lettera di presentazione e mi ero preparata anche se non sapevo bene come presentarmi, non ero abituata, sono entrata nell'ufficio e lui mi ha messo la mano in testa e la lettera non gliel'ho mai data, è iniziata una meravigliosa amicizia. L'incontro con Luis Buñuel la prima volta chiamai Federico per dirglielo, lui era molto contento, è l’unico artista capace di trasformare i sogni sullo schermo, mi disse, poi mi chiese di salutarglielo e aggiunse: quanti anni ha? Arrivo a Parigi, vado da Don Louis, così si faceva chiamare, gli dissi ‘la saluto tanto da parte di Fellini’, e lui ‘io lo ammiro molto. Poi mi disse: ma senta un po' ma quanti anni ha Fellini?”

Seydou Sarr, protagonista di 'Io capitano'
Seydou Sarr, protagonista di 'Io capitano' (ansa)

Moroder compone in diretta e parla di Bowie, Streisand, Donna Summer

Applausi anche a Giorgio Moroder, cui verrà assegnato il David alla carriera, che ha improvvisato una versione a cappella di What a feeling e composto un ritmo in diretta con i musicisti venuti a fare da colonna sonora alla cerimonia. Ha risposto alle curiosità di Mannino e raccontato i suoi grandi incontri: “Donna Summer con cui ho fatto settantina di canzoni, David Bowie con cui ho inciso un brano in una mezz’oretta perché era un grande artista, Barbra Streisand”.

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Mattarella: "Abbiamo bisogno del cinema. Tre donne premiate, deve essere la normalità”

"La storia è sempre un percorso – ha detto Sergio Mattarella nel suo discorso conclusivo – Memoria e cambiamenti si rincorrono e si alimentano. Le novità e le rotture non rimuovono il passato, ma lo possono reinterpretare selezionando esperienze e chiavi di lettura". Poi ha ricordato le tre registe già premiate: “In attesa di sapere i vincitori faccio i complimenti a tre donne premiate, un bel segnale ma non lo farò perché quello che è avvenuto rientra nella normalità”.

Mattarella ha proseguito: "Grande attenzione va rivolta in particolare all'espressione dei giovani artisti, che devono poter provare, sperimentare, dunque formarsi e crescere. L'ingresso di nuove generazioni produce nuova ricchezza. Esprime libertà, quella libertà da assicurare anche a chi non condivide i nostri gusti, a chi la pensa diversamente". Il presidente però non ha nascosto le problematiche: "Molte sale cinematografiche continuano a soffrire" anche dopo il Covid "e non sono poche le città" che "non dispongono più di sale accessibili. È un tema che presenta evidenti risvolti sociali e non può essere considerato solo dal punto di vista degli equilibri commerciali. Le sale sono un luogo di incontro. Con il medesimo impegno per assicurare costante vitalità al tessuto civile vanno preservate le librerie" e "va posta attenzione a quei settori artistici e dello spettacolo che si propongono a pubblici più limitati, ma esprimono contenuti di alto valore e qualità".

Sangiuliano: “Farò la mia parte in questo governo per il cinema”

"La settima arte, che per me è diventata la prima perché la più vicina alle giovani generazioni, restituisce visibilità anche alle arti più antiche – ha detto il ministro Gennaro Sangiuliano – Perciò molto semplicemente vi esorto: continuate ad emozionarci, a commuoverci, a farci piangere e a farci ridere, continuate a far conoscere l'Italia le sue bellezze, la sua storia, i suoi drammi e anche le sue storture e la sua mentalità. Il vostro lavoro va oltre le due ore della durata del film. Il germe dell'arte che praticate è altamente contagioso e nessuno di noi desidera vaccinarsi per evitarlo. Io sono qui ad assicurarvi come ministro della Cultura di questo governo che farò la mia parte fino in fondo".

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