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Toniato nuovo segretario generale del Senato: nominato per acclamazione

Federico Silvio Toniato

Federico Silvio Toniato

 

Prende il posto di Serafin diventata presidente di Saipem. I vice aumentano da tre a quattro

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Si è concluso con un lungo applauso il voto unanime per acclamazione in Consiglio di presidenza di Palazzo Madama che ha portato all'elezione di Federico Toniato, nuovo segretario generale del Senato. Prenderà, com’era stato anticipato da Repubblica, il posto dell'uscente Elisabetta Serafin diventata presidente di Saipem.

Toniato ha ricoperto dal 2014 l'incarico di vice segretario generale dell'area parlamentare ed è dal 2005 al servizio dell'assemblea. Attualmente dirige l’Area A, vale a dire l’Assemblea e le Commissioni permanenti. Ricopre l'incarico di capo ufficio stampa dal 2016. Tra gli altri incarichi, è stato segretario generale a Palazzo Chigi all’epoca del governo di Mario Monti.

Padovano, classe 1975, si è laureato in Giurisprudenza con 110 e lode con dignità di stampa e bacio accademico presso l'Università degli studi di Roma 'La Sapienza'. È esperto di valutazione delle politiche pubbliche e componente dell'advisory board del dipartimento di Economia dell'Università Ca’ Foscari di Venezia. Da sempre vicino a Sant’Egidio, è attivo nel volontariato nell'ambito del disagio minorile. Ora per lui la prestigiosa nomina che non ha scadenza.

Contestualmente sono stati eletti anche i vicesegretari, che passano da tre a quattro: sono Edoardo Sassoli, Alfonso Sandomenico, Alessandro Goracci e Grazia Maniscalco. Tre entreranno subito in possesso delle funzioni, il quarto dopo il necessario confronto con la rappresentanza sindacale di palazzo Madama.

“Sono molto contento, dopo il grande lavoro della dottoressa Serafin, che lasci un compito così importante a una persona di cui tutto il Senato ha piena fiducia. I vicesegretari passano da tre a quattro come in passato, la composizione credo sia tale da assicurare un lavoro ancora più collegiale”, ha commentato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine del consiglio di presidenza.

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