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Al Senato i primi voti sul premierato: 3mila emendamenti, le opposizioni sono pronte alla battaglia

(agf)
In Aula si chiude oggi la discussione sulla riforma di Meloni. Restano i nodi sul testo e la grande incognita della legge elettorale
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Al Senato il premierato, alla Camera l'Autonomia: a distanza di poche ore partono i primi voti sulle riforme care alla destra, con le opposizioni pronte alla battaglia, anche se difficilmente si arriverà a dama prima delle Europee, come pure Salvini e Meloni – ciascuno per il proprio pezzo – avevano sperato. Il gioco dei veti incrociati fra alleati ha infatti frenato sia l’approvazione definitiva del disegno di legge Calderoli a Montecitorio, sia il via libera in prima lettura del ddl Casellati a Palazzo Madama. “Due riforme complementari” le ha definite ieri il vicepremier leghista a mo’ di avvertimento, giusto per far capire che o vanno avanti insieme o non se ne fa nulla.

Oggi pomeriggio l'Aula del Senato concluderà la discussione generale sull’elezione diretta del premier, al termine della quale il relatore Alberto Balboni e la ministra Maria Elisabetta Casellati interverranno per rintuzzare le obiezioni sollevate, oltre che dalla minoranza, dalle due senatrici a vita Liliana Segr…

Al Senato il premierato, alla Camera l'Autonomia: a distanza di poche ore partono i primi voti sulle riforme care alla destra, con le opposizioni pronte alla battaglia, anche se difficilmente si arriverà a dama prima delle Europee, come pure Salvini e Meloni – ciascuno per il proprio pezzo – avevano sperato. Il gioco dei veti incrociati fra alleati ha infatti frenato sia l’approvazione definitiva del disegno di legge Calderoli a Montecitorio, sia il via libera in prima lettura del ddl Casellati a Palazzo Madama. “Due riforme complementari” le ha definite ieri il vicepremier leghista a mo’ di avvertimento, giusto per far capire che o vanno avanti insieme o non se ne fa nulla.

Oggi pomeriggio l'Aula del Senato concluderà la discussione generale sull’elezione diretta del premier, al termine della quale il relatore Alberto Balboni e la ministra Maria Elisabetta Casellati interverranno per rintuzzare le obiezioni sollevate, oltre che dalla minoranza, dalle due senatrici a vita Liliana Segre ed Elena Cattaneo, entrambe nettamente contrarie alla riforma. Tra gli interventi, c'è molta attesa per quelli di Marcello Pera, che in commissione non ha mai lesinato critiche, e del leghista Paolo Tosato, che ha spesso espresso dubbi sulla cosiddetta norma anti-ribaltone. Balboni e Casellati replicheranno ai rilievi avanzati dalle opposizioni ma anche da gran parte dei costituzionalisti. Ribadendo, come Casellati ha già fatto domenica scorsa, che molte delle criticità sollevate verranno risolte nella legge elettorale, a partire dal premio di maggioranza che viene costituzionalizzato nel ddl senza però prevedere una soglia minima, fino al tema degli italiani all'estero che verrà risolto nella legge elettorale. Anche se l'Ufficio studi del Senato ha già detto che tali argomenti andrebbero affrontati nella riforma costituzionale e non nella legge elettorale che è ordinaria.

Concluse le repliche inizieranno le votazioni sui circa 3mila emendamenti: salvo forzature del governo, è difficile che si riesca a votare il testo prima delle elezioni europee. Il senatore del Pd Dario Parrini avverte: “La riforma costituzionale va nella direzione sbagliata, perché rende ancora più sbilanciato il rapporto governo-Parlamento e più schiacciante e priva di seri contrappesi la preponderanza dell'esecutivo sul legislativo". A riprova delle barricate su cui le opposizioni sono pronte a salire per fermare un ddl che però, anche per la sorella della premier, Arianna Meloni, serve per dire “basta ai giochi di palazzo”.

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