Chico Forti, “innocente per Meloni”. L’infatuazione della destra e la missione per riportarlo in Patria (con photo opportunity in aeroporto)
di Gabriella CeramiGiorgia Meloni e Chico Forti
Nel nome della nazione e della patria. Il partito di Giorgia Meloni fa di Chico Forti una bandiera politica da sventolare in campagna elettorale. È la bandiera del “compatriota” riportato a casa, ed è a casa sua, quindi in Italia, che “se lo vorrà potrà chiedere una riduzione della pena”. L’idea di Fratelli d’Italia, illustrata dal presidente della commissione Affari istituzionali del Senato, Alberto Balboni, è chiara. E risuona un po’ come il voler fare breccia su quegli elettori che chiedono uno Stato sovrano, uno Stato che riesce a riportare in patria una persona ritenuta colpevole e condannata all’ergastolo da un Paese straniero.
Nella narrazione sul rientro in Italia di Forti, condannato in Florida per l’omicidio di Dale Pike, figlio…
Nel nome della nazione e della patria. Il partito di Giorgia Meloni fa di Chico Forti una bandiera politica da sventolare in campagna elettorale. È la bandiera del “compatriota” riportato a casa, ed è a casa sua, quindi in Italia, che “se lo vorrà potrà chiedere una riduzione della pena”. L’idea di Fratelli d’Italia, illustrata dal presidente della commissione Affari istituzionali del Senato, Alberto Balboni, è chiara. E risuona un po’ come il voler fare breccia su quegli elettori che chiedono uno Stato sovrano, uno Stato che riesce a riportare in patria una persona ritenuta colpevole e condannata all’ergastolo da un Paese straniero.
Nella narrazione sul rientro in Italia di Forti, condannato in Florida per l’omicidio di Dale Pike, figlio di un australiano con il quale era in affari, ci sono quindi il nocciolo identitario del melonismo e il refrain tanto caro a Fratelli d’Italia. Mancano tre settimane al voto delle elezioni europee e per effetto di un lavoro iniziato con il suo insediamento a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni accoglie il 65enne trentino all’aeroporto militare di Pratica di Mare tra sorrisi e foto pubblicata su X.
Lo prevedono gli accordi internazionali, è vero, ma ciò che non prevede il protocollo è la passerella in aeroporto, contestata dalle opposizioni che, quando erano al governo, avevano anche loro lavorato al ritorno in Italia di Forti. Tuttavia, è la photo opportunity, ritenuta poco opportuna con una persona condanna all’ergastolo, ad aver spiazzato tutti. Tutti, tranne Fratelli d’Italia.
“Credo che un italiano che rientra in patria per scontare la sua pena, seppur condannato, sia un fatto positivo. Per questo Meloni è andata ad accoglierlo, per la soddisfazione di aver portato a termine un lavoro durato anni”, non ha dubbi Balboni.
Come una voce dal sen fuggita, il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani, quindi non di un esponente distante da questo dossier, ha rivelato in tv che Meloni sarebbe “convinta dell’innocenza di Chico Forti”. Balboni parla di “certezza della pena”, a cui si appella Fratelli d’Italia, e il ritorno nel Paese di origine sarà l’occasione per chiedere una revisione o eventuali benefici. In generale, secondo il presidente della prima commissione del Senato, “è giusto che, dopo tanti anni, un condannato torni dove ha i suoi parenti e i suoi amici che potranno assisterlo in modo umano”. Per tutte queste ragioni “non mi sembra che sia un atto fuori dal normale ricevere un connazionale che torna in patria, anzi è nell’ordine normale delle cose, significa rallegrarsi e se ha sbagliato pagherà il suo prezzo con la giustizia”.
Il ritornello meloniano, che spazia tra il “connazionale” e la “patria”, è sempre lo stesso, come se Chico Forti fosse un’icona dell’italianità. In Fratelli d’Italia compulsano i social per verificare reazioni e riscontri a questa mossa a cui è stata abbinata la foto. “Numeri da capogiro”, è il commento più in voga tra i parlamentari, ma da più parti c’è sorpresa e sconcerto per come una persona, ritenuta colpevole Oltreoceano, sia diventata, come in un paradosso, un simbolo del Made in Italy.