✕

Dai balneari all’elogio della sovranità europea, venti mesi di frizioni tra governo e Quirinale

Roma - Festa della Repubblica Parata militare a via dei Fori Imperiali nella foto Giorgia Meloni Ignazio La Russa Sergio Mattarella Giancarlo Giorgetti Guido Crosetto (Roma - 2024-06-02, Stefano Carofei) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate (fotogramma)
La richiesta di dimissioni del leghista Borghi solo l’ultimo e più eclatante atto di un rapporto non privo di tensioni tra esecutivo e Colle
2 minuti di lettura

La richiesta di dimissioni di Sergio Mattarella da parte del leghista Borghi dopo le parole sulla “sovranità europea” è il culmine di una guerriglia a bassa intensità tra governo e Quirinale che va avanti da settembre 2022: balneari, carne sintetica, decretazione d'urgenza, premierato, scontro con la Francia sui migranti, la strage di Cutro, le manganellate agli studenti, fascismo e antifascismo.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Attacco a Mattarella, la Lega: “Si dimetta”. Forza Italia si smarca]]

Dalle scorse elezioni politiche alle prossime Europee. Venti mesi, nemmeno due anni in cui non sono mancate le divergenze tra il governo di destra a trazione Fratelli d’Italia–Lega e il Colle.

Novembre 2022, sono pass…

La richiesta di dimissioni di Sergio Mattarella da parte del leghista Borghi dopo le parole sulla “sovranità europea” è il culmine di una guerriglia a bassa intensità tra governo e Quirinale che va avanti da settembre 2022: balneari, carne sintetica, decretazione d'urgenza, premierato, scontro con la Francia sui migranti, la strage di Cutro, le manganellate agli studenti, fascismo e antifascismo.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Attacco a Mattarella, la Lega: “Si dimetta”. Forza Italia si smarca]]

Dalle scorse elezioni politiche alle prossime Europee. Venti mesi, nemmeno due anni in cui non sono mancate le divergenze tra il governo di destra a trazione Fratelli d’Italia–Lega e il Colle.

Novembre 2022, sono passate poche settimane dal voto e Mattarella, per salvaguardare il patto del Quirinale tra Roma e Parigi, è costretto a intervenire per ricomporre con Macron una lite furibonda tra il ministro Piantedosi e l’omologo agli Interni francese Darmanin sulla gestione dei migranti sulla Ocean Viking. La telefonata all’Eliseo non fu apprezzata dai vertici di FdI, e il presidente del Senato Ignazio La Russa commentò: «Credo che l’opera del presidente Mattarella sia sempre utile, ma credo anche che la fermezza del nostro governo possa e debba essere condivisa».

Restando sulla questione dei migranti, un altro momento di frizione tra Quirinale e Palazzo Chigi fu la gestione dell’emergenza dopo il tragico naufragio di Cutro. Con il capo dello Stato costretto a lanciare un monito al governo – “Servono scelte concrete di Italia e Ue” – e un messaggio di forte solidarietà a chi “parte con sofferenza”. Parole in netta contrapposizione con quelle di Piantedosi: “Irresponsabilità di quei genitori che mettono in pericolo la vita dei loro figli”. Differente anche il comportamento, Mattarella omaggiò di presenza le bare dei naufraghi, Meloni no.

Non sono mancati i contrasti sui temi economici.

A inizio 2024, promulgando la legge sulla concorrenza, Mattarella ha scritto una lettera ai presidenti di Camera e Senato esprimendo la sua contrarietà nei confronti della proroga delle concessioni dei commercianti ambulanti per altri 12 anni decisa dal governo. Proteste della Lega, storicamente battagliera sulla questione: “Impegnata, come da anni anche in questi giorni, per garantire diritti e futuro alle migliaia di lavoratori e imprenditori del commercio ambulante e del settore balneare. Non ci arrendiamo a chi, nel nome dell'Europa, ha provato a svendere lavoro e sacrifici di migliaia di italiani".

La destra è contraria alla messa a gara delle concessioni balneari, un altro tema su cui Mattarella aveva criticato le scelte del governo: nel febbraio 2023 promulgando la conversione del “Milleproroghe”, aveva contestualmente inviato un’altra lettera ai presidenti delle Camere per segnalare «specifiche e rilevanti perplessità» sulla proroga delle concessioni balneari inserita dal governo in quel provvedimento.

Poi c’è stata la querelle sulla “carne sintetica”, con il capo dello Stato che tarda a firmare il ddl promosso dal ministro Lollobrigida. C’era l'esultanza di Coldiretti e della destra, ma mancava l’approvazione dell’Unione europea. Mentre sulle tasse, definite “pizzo di Stato” da Meloni, il Colle parlava di “dovere per tutti pagarle”.

Non solo il merito dei provvedimenti, ma il Quirinale è arrivato anche a contestare “la forma” scelta dal governo Meloni. Ricorso eccessivo alla decretazione d’urgenza rispetto alle leggi ordinarie, e come ricordato direttamente a Fontana e La Russa nella primavera del 2023, troppi emendamenti nei decreti che diventano omnibus e finiscono per essere stravolti nei contenuti.

Altra questione, la gestione dell’ordine pubblico: un'escalation che culmina a febbraio scorso con Mattarella che bacchetta mezzo governo per le cariche di Pisa agli studenti: “I manganelli sui ragazzi sono un fallimento”. FdI non gradisce ma cambia obiettivo: “La sinistra spalleggia i violenti”. Silenzi e imbarazzi, gelo, seguirono invece al richiamo antifascista nel giorno della Memoria: “I fascisti colpevoli della strage di ebrei. No al culto del capo”. Parole che molti videro anche come un riferimento alla riforma del premierato, e alla strisciante tensione tra istituzioni sul ruolo futuro del Quirinale, messo in ombra da Palazzo Chigi nella visione di Giorgia Meloni.

Leggi i commenti