Mattarella sulla rissa in Parlamento: “Scena indecorosa”. E sulle nomine dei vertici Ue: “Evitare fratture”
di Concetto VecchioÈ un aggettivo che peserà: indecoroso.
La rissa da saloon dell’altro giorno in Parlamento Sergio Mattarella la giudica così: “indecorosa”. Lo dice a Bucarest, dov’è in visita di Stato. Può essere il granello di sabbia che rende più difficile il nostro ruolo nella formazione del nuovo governo europeo, gli domanda la quirinalista dell’Agi, Barbara Tedaldi. “No, non ha alcun rilievo”, risponde il Presidente. “Non è di rilievo, vista la nobile tradizione delle nostre camere legislative. E del resto tutti l’hanno condannata”.
Non tutti, o non tutti allo stesso modo. Specie a destra. Su come la pensi però il Quirinale ora è chiaro a tutti. “Mi auguro sia una lezione per i partecipanti”.
L’uno due – premierato e autonomia differenziata – con cui il governo Meloni marcia verso una democrazia tecnicamente autoritaria non trova echi nel palazzo presidenziale rumeno. Com’è suo costume Mattarella non entra nelle dinamiche politiche italiane dall’estero. Non cede alla tentazione neanche stavolta. …
È un aggettivo che peserà: indecoroso.
La rissa da saloon dell’altro giorno in Parlamento Sergio Mattarella la giudica così: “indecorosa”. Lo dice a Bucarest, dov’è in visita di Stato. Può essere il granello di sabbia che rende più difficile il nostro ruolo nella formazione del nuovo governo europeo, gli domanda la quirinalista dell’Agi, Barbara Tedaldi. “No, non ha alcun rilievo”, risponde il Presidente. “Non è di rilievo, vista la nobile tradizione delle nostre camere legislative. E del resto tutti l’hanno condannata”.
Non tutti, o non tutti allo stesso modo. Specie a destra. Su come la pensi però il Quirinale ora è chiaro a tutti. “Mi auguro sia una lezione per i partecipanti”.
L’uno due – premierato e autonomia differenziata – con cui il governo Meloni marcia verso una democrazia tecnicamente autoritaria non trova echi nel palazzo presidenziale rumeno. Com’è suo costume Mattarella non entra nelle dinamiche politiche italiane dall’estero. Non cede alla tentazione neanche stavolta. Ma anche qui è facile immaginare come la pensi.
Per il futuro governo europeo confida in una coalizione all’insegna della “serenità e non delle fratture”. Una convergenza ampia, dice, visto la delicatezza delle sfide internazionali che ci attendono. “Quando parlo di velocità, aggiungo, non mi riferisco al fatto che bisogna fare presto per fare la nuova Commissione, non mi riferisco alle nomine, ma alla necessità che i processi decisionali siano più celeri, consoni all’esigenze del nostro tempo”.
Gli chiedono del voto europeo.
Dice: “La coscienza democratica impone di rispettare sempre il voto degli elettori. Ma è importante ricordare che vi è un carattere irrinunciabile dell’Ue nato da un patto di pace e di democrazia”.
Ai sovranisti rinfresca la memoria sui valori della Ue, sul perché non possiamo dirci europeisti: democrazia, Stato di diritto, dignità dei diritti individuali, coesione sociale, pace. “L’Europa unita ci ha garantito 70 anni di pace”. Sono valori irrinunciabili. Ed è la stessa ragione per cui bisogna battersi per l’Ucraina: “Dalla resistenza dell’Europa passa la sicurezza dell’intera Europa”.
Stasera la delegazione italiana tornerà a Roma. Il Paese è già cambiato nel breve volgere delle ultime 48 ore.