“Meloni merita rispetto, per ora”. Bloomberg dà credito alla premier italiana: “Non è Orbán, un errore snobbarla nella partita delle nomine Ue”
di Stefano Baldolini“Meloni merita il rispetto” dei leader europei. Almeno per ora. Dacché la premier italiana non è Orbán, e anzi è “in competizione” con il presidente ungherese. Quindi non regaliamo ai populisti colei che potrebbe costruire un modello alternativo per costruire l’estrema destra in Europa. Questo il senso dell’analisi apparsa su Bloomberg. “La leader con radici neofasciste è per ora il minore dei mali populisti”, spiega il sito del network globale specializzato in news di economia e finanza.
“Cos'è Giorgia Meloni? Per chi crede nell'importanza della stabilità economica e nei valori fondamentali della democrazia, è una risorsa o una minaccia?”. Questa la “dura” domanda che si pone Bloomberg, che per spiegare la possibile parabola di quella che definisce “l’…
“Meloni merita il rispetto” dei leader europei. Almeno per ora. Dacché la premier italiana non è Orbán, e anzi è “in competizione” con il presidente ungherese. Quindi non regaliamo ai populisti colei che potrebbe costruire un modello alternativo per costruire l’estrema destra in Europa. Questo il senso dell’analisi apparsa su Bloomberg. “La leader con radici neofasciste è per ora il minore dei mali populisti”, spiega il sito del network globale specializzato in news di economia e finanza.
“Cos'è Giorgia Meloni? Per chi crede nell'importanza della stabilità economica e nei valori fondamentali della democrazia, è una risorsa o una minaccia?”. Questa la “dura” domanda che si pone Bloomberg, che per spiegare la possibile parabola di quella che definisce “l’enigma politico dei nostri tempi” passa in rassegna l’evoluzione al potere di Putin ed Erdogan. Da alfieri del business ad autocrati. “Il loro dna è entrato in azione quando i loro interessi si sono scontrati con quelli degli Stati Uniti e dell’Europa”.
Stesso rischio – avverte Bloomberg – potremmo correre con Meloni, che “si è spostata verso il centro”, decisamente più “rispettabile” delle posizioni del suo partito, Fratelli d’Italia, con “radici neofasciste e un’ala giovanile che riesce ancora a farsi riprendere dalle telecamere mentre elogia Mussolini e fa il saluto nazista”.
Ma per ora – e le sue politiche con la Cina (l’uscita dalla Via della Seta), con l’Ucraina e con lo stesso Orbán sembrano dimostrarlo – “i leader europei dovrebbero fare tutto il possibile” e “darle il rispetto che merita”. Non trattarla insomma come nel recente giro di consultazioni sulle nomine top in Ue.
"La reazione furiosa della Meloni dopo essere stata esclusa dai pre-negoziati” – scrive Bloomberg – dimostra “che si aspetta in cambio di essere trattata come un giocatore di alto livello, non come un emarginato. Ha sicuramente ragione. I leader dei partiti centristi del continente sono stati arroganti e tatticamente miopi nel snobbarla”. “Meloni non sarà mai un Putin e un Erdogan, così come l'Italia non sarà mai la Russia o la Turchia. Eppure potrebbe cambiare in modi che sarebbero dannosi per l'Europa”, il monito.
Un cambio di registro rispetto alla bocciatura a caldo registrata dopo l’affermazione alle Politiche di settembre 2022.
Quando, con il trionfo di Meloni prima donna nel "macho world" della politica italiana, non c'è nulla da festeggiare – scriveva allora la stessa Bloomberg – perché "ha portato l'estrema destra nel mainstream europeo, esattamente 100 anni dopo la presa del potere da parte del suo antenato Benito Mussolini".
"Quello che è certo è che ha rotto una intesa nella politica europea portando un partito con radici nel neofascismo per la prima volta al potere dalla Seconda guerra mondiale in uno dei paesi fondatori dell'Unione europea. Dopo il successo dell'estrema destra in Svezia dove i Democratici svedesi sono divenuti ago dela bilancia, la questione è: quale sarà il nuovo pezzo del domino a cadere?".
Ora invece un’apertura di credito politico, da parte di un media sicuramente “business-oriented” ma attento alla politica internazionale e agli interessi di Washington.
Nei giorni scorsi proprio il magnate Mike Bloomberg ha donato venti milioni di dollari alla campagna di Joe Biden per le presidenziali di novembre. "Sono stato al fianco di Joe Biden nel 2020 e sono orgoglioso di farlo di nuovo", ha detto l'ex sindaco di New York al Washington Post.