Dopo l’Autonomia Salvini accelera: subito il “Federale” della Lega. E la ricandidatura alla guida del partito
di Lorenzo De CiccoMatteo Salvini vuole accelerare, per blindarsi a via Bellerio. È convinto che il clima, nella Lega, sia cambiato, dopo il voto sull’autonomia, diventata legge, pur tra mal di pancia e distinguo forzisti (e persino dei suoi colonnelli nel Centro-Sud). Dunque sentendo di avere, dopo anni travagliatissimi, finalmente un po’ di vento a favore, superato lo scoglio delle Europee, in cui lo spadone di Alberto da Giussano ha subito sì l’onta del sorpasso di Forza Italia, ma non è crollata e anzi ha guadagnato un paio di decimali, il segretario è pronto a convocare il Consiglio federale. Subito. Tra martedì e mercoledì della prossima settimana. Dopo i ballottaggi nei Comuni. In questa sede, oltre a brindare per la riforma Calderoli (ma lo ha già fatto a Montecchio Maggiore, provincia di Vicenza, insieme a Luca Zaia), il segretario, trapela dalla sua cerchia, potrebbe annunciare quello che i fedelissimi danno per scontato: che si ricandiderà al timone del partito, per il terzo mandato di fila. …
Matteo Salvini vuole accelerare, per blindarsi a via Bellerio. È convinto che il clima, nella Lega, sia cambiato, dopo il voto sull’autonomia, diventata legge, pur tra mal di pancia e distinguo forzisti (e persino dei suoi colonnelli nel Centro-Sud). Dunque sentendo di avere, dopo anni travagliatissimi, finalmente un po’ di vento a favore, superato lo scoglio delle Europee, in cui lo spadone di Alberto da Giussano ha subito sì l’onta del sorpasso di Forza Italia, ma non è crollata e anzi ha guadagnato un paio di decimali, il segretario è pronto a convocare il Consiglio federale. Subito. Tra martedì e mercoledì della prossima settimana. Dopo i ballottaggi nei Comuni. In questa sede, oltre a brindare per la riforma Calderoli (ma lo ha già fatto a Montecchio Maggiore, provincia di Vicenza, insieme a Luca Zaia), il segretario, trapela dalla sua cerchia, potrebbe annunciare quello che i fedelissimi danno per scontato: che si ricandiderà al timone del partito, per il terzo mandato di fila. Il congresso per ora è stato solo annunciato, ma non fissato.
Manca la data, ma si terrà a fine anno. Dopo quello, certamente complicato, della Lombardia, dove ai blocchi di partenza c’è il commissario attuale, iper salviniano, Fabrizio Cecchetti, che vorrebbe il bis, ma è insidiato dal capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, decisamente freddo negli ultimi tempi per alcune mosse del leader, vedi la candidatura di Roberto Vannacci. Sarà un antipasto dell’assise nazionale. Forse un test per capire gli equilibri, quanto cioè il “Capitano” abbia ancora presa fra le truppe della sua regione. Poi, si passerà alla conta nazionale. Salvini ci sarà. Il fedelissimo Andrea Crippa, vicesegretario, l’ha già annunciato: “Se si candida Matteo, io lo voto di sicuro”. Dopo l’autonomia, resta da capire chi ci sarà a sfidarlo.