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“Troppi decreti dal Governo”: rischio ingorgo alle Camere prima dell’estate. In bilico delega fiscale e riforma della scuola

“Troppi decreti dal Governo”: rischio ingorgo alle Camere prima dell’estate. In bilico delega fiscale e riforma della scuola
(ansa)

Alcuni disegni di legge vanno approvati in fretta ma il Parlamento è intasato dai provvedimenti d’urgenza. Il rischio di andare avanti “a fiducie tutte le settimane” e innescare le proteste delle opposizioni

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Troppi provvedimenti da convertire in 60 giorni e il rischio di ingolfare l’attività del Parlamento nelle poche settimane che mancano alla pausa ferragostana. Per questo il Governo avrebbe intenzione di dare una frenata a nuovi decreti e dilazionare le materie meno urgenti.

Scadenze, fretta e corsie preferenziali

Il rischio che restino indietro disegni di legge o proposte di legge che pure stanno a cuore ai partiti starebbe crescendo infatti via via che si avvicina l'estate. "Certo è un momento un po' convulso con tante emergenze", ammette con l’Ansa un ministro, ricordando però che alcune misure possono poi confluire in un unico testo nel corso dell'esame parlamentare, per evitare di oberare troppo le commissioni che potrebbero non avere tempo a sufficienza per esaminare tutto. Ci sono peraltro alcuni disegni di legge che vanno approvati in fretta, come l'ultimo votato in Cdm che sposta la scadenza del 31 agosto della delega fiscale per produrre i testi unici, o il disegno di legge Valditara che andrebbe approvato prima dell'avvio dell'anno scolastico. Gli alleati premono poi per avere l'ok ad alcune leggi senza corsia preferenziale, come il ddl sicurezza o il primo ddl Nordio sull'abuso d'ufficio. Ma la stessa Giorgia Meloni avrebbe ricordato a tutti che inevitabilmente "vengono prima i decreti", che scadono in 60 giorni. Possibile, nel tentativo di fare quadrare il calendario, che si portino al voto i disegni di legge che sono in seconda lettura, come il Valditara appunto, o il primo sulla Giustizia.

Otto decreti in sette settimane

Al momento tra Camera e Senato sono sette i decreti legge già in conversione (coesione, G7, forze armate, il Salva-Casa, il Valditara-Abodi, il dl agricoltura e quello sulle liste di attesa) cui si aggiunge l'ultimo sulle materie prime critiche, le cosiddette terre rare, approvato ieri in Cdm. In totale "otto decreti in sette settimane", fa il conto un altro ministro. Senza considerare che in rampa di lancio ce ne sono già altri due, che andranno in Consiglio dei ministri oggi: il decreto sui Campi Flegrei, che ha rallentato la sua corsa per problemi di coperture e un nuovo dl infrastrutture che imbarcherà anche alcune norme urgenti della Giustizia e dell'Ambiente. Ma ci sarebbe anche un provvedimento sulle carceri annunciato da Carlo Nordio, e in attesa c'è sempre anche un nuovo decreto salva-infrazioni Ue che potrebbe però arrivare a fine luglio. Si rischia di dover andare avanti "a fiducie tutte le settimane", il rischio paventato da un altro ministro, preoccupato di offrire il fianco a facili polemiche da parte delle opposizioni. Intanto si andrà con "10 decreti in 50 giorni", con le Camere che, di questo passo, dovrebbero lavorare fino all'8-9 agosto. A Montecitorio, il calendario dei lavori, lo si deciderà martedì.

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