Avs si divide sul bis di von der Leyen: Ignazio Marino con i Greens voteranno sì, contrari i Left con Lucano e Salis
di Matteo PucciarelliIn altri tempi, una spaccatura del genere avrebbe provocato sconquassi. Non in questi. Il progetto politico di Alleanza verdi sinistra andrà avanti comunque e anzi, questa estate per la prima volta i due partiti promotori del cartello rossoverde - Sinistra Italiana ed Europa verde - dovrebbero organizzare assieme la loro prima festa nazionale. Comunque, stiamo parlando di quel che faranno i sei eletti eletti di Avs in Europa: salvo colpi di scena, quattro di loro voteranno sì alla riconferma di Ursula von der Leyen, due voteranno no.
I quattro europarlamentari che si sono accasati nei Greens sono Ignazio Marino, Leoluca Orlando, Benedetta Scuderi e Cristina Guarda. Il gruppo dei verdi europei in sostanza questa settimana dovreb…
In altri tempi, una spaccatura del genere avrebbe provocato sconquassi. Non in questi. Il progetto politico di Alleanza verdi sinistra andrà avanti comunque e anzi, questa estate per la prima volta i due partiti promotori del cartello rossoverde - Sinistra Italiana ed Europa verde - dovrebbero organizzare assieme la loro prima festa nazionale. Comunque, stiamo parlando di quel che faranno i sei eletti eletti di Avs in Europa: salvo colpi di scena, quattro di loro voteranno sì alla riconferma di Ursula von der Leyen, due voteranno no.
I quattro europarlamentari che si sono accasati nei Greens sono Ignazio Marino, Leoluca Orlando, Benedetta Scuderi e Cristina Guarda. Il gruppo dei verdi europei in sostanza questa settimana dovrebbe dare il via libera al bis della presidente della commissione europea, entrando più o meno ufficialmente nell'alleanza continentale tra popolari, socialisti e liberali. Incontrandola cinque giorni fa, i Greens hanno chiesto a von der Leyen un piano di investimenti per l'industria verde da realizzare entro i primi 100 giorni del nuovo mandato della Commissione europea. E rassicurazioni politiche: cioè il non allargare l'alleanza anche ai conservatori dell'Ecr, guidati da Giorgia Meloni.
I due eletti in quota Si e iscritti a The Left (di cui fa parte anche il M5S), cioè Mimmo Lucano e Ilaria Salis, faranno una scelta diversa. Ieri von der Layen ha avuto un colloquio col gruppo rossoverde a Bruxelles, ma al di là dei buoni rapporti formali e personali con diversi rappresentanti del gruppo le distanze politiche non sembrano colmabili. In primis sul tema del pesante riarmo promosso dall'attuale guida europea in chiave anti-russa, ma anche sulla lotta alle diseguaglianze sociali.
Insomma, la contraddizione è quella di una lista che ha raccolto i voti per poi fare delle scelte diverse su un passaggio così delicato. Ma era un rischio calcolato e soprattutto noto ai promotori, specie sul conflitto in Ucraina, con i Greens a trazione tedesca che hanno da tempo messo un po' da parte la propria tradizione pacifista. Nonostante l'alleanza strutturale tra Si e Ev, non esiste un organo politico di compensazione, per così dire, tra le due forze. «Ci saremmo aspettati, oltre a un confronto più coordinato, almeno un'astensione dei colleghi nel gruppo Greens», è il ragionamento che si fa in Sinistra Italiana. Angelo Bonelli, leader di Ev, ha affrontato la questione durante il Consiglio nazionale del partito, domenica: «Lo abbiamo detto in campagna elettorale: i nostri voti sarebbero stati necessari per evitare uno spostamento della maggioranza a destra, la peggiore destra che abbiamo mai avuto in Europa. Penso che di fronte a questo rischio non possiamo rimanere indifferenti. La posizione che assumo, dopo averne parlato con gli europarlamentari, è la seguente: un sì condizionato (per von der Leyen, ndr) a vari punti». Mentre per quanto riguarda la questione della guerra, «assumeremo gli impegni programmatici di Avs, nel caso votando anche in dissenso col nostro gruppo».