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Metsola rieletta presidente del Pe con una maggioranza record, dai vicepresidenti esclusa l‘ultradestra dei patrioti. Ce la fanno Picierno (Pd) e Sberna (FdI)

L'eurodeputata maltese ha ricevuto 562 voti. Continuano le trattative sul bis di von der Leyen alla Commissione: contrari i polacchi del Pis, sì dei belgi e apertura degli indipendentisti fiamminghi dell'N-Va. Eletti primi 11 dei 14 vice presidenti; tra loro Picierno e Sberna

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La votazione (a scrutinio segreto) dell'Eurocamera ha confermato presidente Roberta Metsola con una maggioranza record della Plenaria. È stata rieletta con 562 sì su 699 votanti. L'altra candidata, Irene Montero del gruppo The Left, ha preso 61 preferenze. "Grazie della vostra fiducia. Sarà un parlamento per tutti in Europa, che vuole costruire, non distruggere e rispettare le promesse dei padri fondatori – le parole di Metsola, dopo la sua rielelezione – La nostra dev'essere un'Europa di cui sarebbero orgogliosi Falcone e Borsellino. La nostra dev'essere un'Europa che li onora”. Cita Alcide de Gasperi, ex primo ministro italiano, fondatore della Democrazia cristiana ed ex presidente del Parlamento europeo: "L'Europa è una delle costanti della storia". E ricorda Giulia Cecchettin, uccisa dal suo ex fidanzato nel novembre del 2023, e altre donne vittime di femminicidio.

In mattinata si è svolto l’incontro tra la presidente uscente della Commissione europea incaricata per un secondo mandato, Ursula von der Leyen, e il gruppo Ecr: "È stata un'ora intensa", commenta la leader. La giornata di trattative in previsione del voto di giovedì continua.

Metsola cita Giulia Cecchettin

Nel suo discorso dopo la rielezione Roberta Metsola cita il caso italiano di femminicidio di Giulia Cecchettin, quello spagnolo di Ana Vanessa, e l'assassinio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. "Se troppe donne sono ancora vittime di abusi, vengono uccise e lottano per rivendicare i propri diritti, non possiamo rendere l'Europa migliore. Dobbiamo costruire l'Europa sognata da Simon Weil e Nicole Fontaine. Un'Europa che Giulia, Vanessa e Daphne non potranno mai vedere ma che sarà costruita sulle loro lotte".

I polacchi del Pis contro von der Leyen

Le trattative sulla riconferma di von der Leyen alla guida della Commissione europea vanno avanti. La delegazione del Pis, a quanto riferito da alcune fonti, ha confermato il suo voto contro. "La scorsa volta avevamo votato a favore, ma in questi cinque anni ci ha mentito, quindi non lo rifaremo", ha precisato un membro del Pis. Aggiungendo che con ogni probabilità, "la maggior parte delle delegazioni voterà contro". Un eurodeputato polacco è uscito protestando perché a suo dire durante l'incontro von der Leyen non avrebbe risposto ad alcune questioni e ha tentato ripetutamente di consegnarle un fascicolo di fogli: "Mi risponda, per favore, risponda alle mie domande. Questo è per lei", ha detto. Alla fine von der Leyen ha preso il fascicolo.

Ecr: ancora nessuna decisione sul bis di Ursula

Il gruppo dei Conservatori in Europa che fa capo a Giorgia Meloni giovedì si presenterà nell’emiciclo di Strasburgo spaccato. I belgi di N-Va e i cechi di Ods sono già passati al fronte pro-Ursula. Cosa che non si può dire, appunto, dei polacchi del Pis. Quello con Ecr è stato l'ultimo dei gruppi che la leader tedesca ha incontrato prima del voto di conferma di giovedì prossimo. "Non vi aspettate che usciamo con una decisione", ha detto entrando il co-presidente del gruppo Nicola Procaccini, precisando che ci saranno altre due riunioni del gruppo nel corso della giornata. Il capodelegazione di Fratelli d'Italia, Carlo Fidanza, a chi fa notare che ormai l'Ecr nel Parlamento è la sinistra della destra, avendo due gruppi alla propria destra, risponde: "Stiamo calmi. Sinistra a me non me l'ha mai detto nessuno".

Apertura degli indipendentisti fiamminghi dell'N-Va alla riconferma

Johan van Overtveldt dell'N-Va fiammingo, alla domanda se il suo partito sia pronto a votare von der Leyen, spiega che "prima dobbiamo ascoltarla. Il mood sta andando nella direzione giusta. Le risposte" di Ursula "non sono state veramente soddisfacenti, ma andavano nella giusta direzione", prosegue Johan van Overtveldt, dell'N-Va, dopo l'incontro a Strasburgo tra il gruppo dei Conservatori e la presidente della Commissione, in corsa per la riconferma. Finora, oltre all'N-va, l'unico tra le fila di Ecr ad avere preannunciato un voto positivo è stato il premier ceco Petr Fiala che può portare in dote i 3 eurodeputati del suo Ods. Le delegazioni di Polonia, Romania e Francia hanno invece indicato che si esprimeranno contro il bis della tedesca.

Meloni cosa farà?

Ora resta da capire che farà Meloni. La presidente uscente è arrivata puntuale, intorno alle 9. L'eurodeputato Sergio Berlato, di FdI, dice che "la posizione ufficiale la esprimeremo con la riunione di gruppo". Mario Mantovani, eurodeputato di Fratelli d'Italia, riferisce che durante l'incontro con la presidente della Commissione europea "ha presentato il proprio programma e i propri progetti. Quindi, ora faremo le nostre debite valutazioni". E, al momento, non è previsto un punto stampa del partito di Meloni a Strasburgo post-incontro con Ursula. Ma in una nota del partito riporta che Fidanza ha chiesto durante l’incontro con von der Leyen un “radicale cambio di passo sul Green Deal, il superamento dell’approccio ideologico che ha caratterizzato la legislatura appena conclusa, il rispetto della neutralità tecnologica, la salvaguardia della competitività delle nostre imprese”. Fidanza, parlando di immigrazione, ha poi dato atto alla leader di “aver saputo resistere alle pressioni delle sinistre che hanno cercato di boicottare gli accordi con la Tunisia e con l’Egitto” e ha auspicato che si prosegua “sulla strada tracciata da Giorgia Meloni, con nuovi accordi con i Paesi africani per fermare le partenze e sconfiggere le mafie dei trafficanti”.

Sberna di FdI proposta come vice presidente del Pe

Gli europarlamentari di Ecr, che hanno sostenuto la popolare Roberta Metsola, hanno indicato due candidati a vicepresidente. Un polacco del Pis, Roberts Zile, e la meloniana Antonella Sberna. Nelle ultime ore circola l’idea di provare a far votare Sberna da tutto l’arco a destra dei Liberali (Popolari, Patrioti e i sovranisti capeggiati da Afd). La manovra che se riuscisse dimostrerebbe che un asse tra Ppe ed Ecr può saldarsi. E potrebbe poi condizionare FdI sull’Ursula Bis giovedì.

Eletti primi 11 dei 14 vice presidenti; tra loro Picierno

Il Parlamento europeo ha eletto i primi 11 dei 14 vice presidenti. I tre rimanenti verranno eletti in una nuova votazione alle 18.

Gli eurodeputati eletti vice presidenti sono: Sabine Verheyen (Ppe, Germania; 604 voti); Ewa Kopacz (Ppe, Polonia; 572); Esteban Gonzàlez Pons (Ppe, Spagna; 478); Katarina Barley (S&d, Germania; 450); Pina Picierno (S&d, Italia; 405); Victor Negrescu (S&d, Romania; 394); Martin Hojsik (Renew, Slovacchia; 393); Christel Schaldemose (S&d, Dinamarca; 378); Javi Lòpez (S&d, Spagna; 377); Sophie Wilmès (Renew, Belgio; 371); Nicolae Stefanuta (Verdi, Romania; 347).

Dai vicepresidenti Pe fuori l'ultradestra, eletta Sberna

lI Parlamento europeo ha eletto i restanti 3 dei 14 vicepresidenti che comporranno l'ufficio di presidenza del nuovo emiciclo. Al secondo turno di voto sono stati eletti due eurodeputati di Ecr, il polacco Roberts Zile con 490 preferenze e l'italiana Antonella Sberna con 314 preferenze, e l'eurodeputato francese della Sinistra (The Left), Younous Omarjee, con 311 preferenze.

Regge quindi il 'cordone sanitario' attuato da popolari, socialisti e liberali per escludere dalla carica di vicepresidenze i due nuovi gruppi sovranisti dei Patrioti per l'Europa e dell'Europa delle Nazioni Sovrane.

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