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Bonelli: “Per i Verdi è una vittoria, fuori la destra dalla maggioranza e abbiamo puntellato il Green deal”

Il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli durante il Consiglio Federale Nazionale di Europa Verde presso il Centro Congressi Cavour, Roma, 14 luglio 2024. ANSA/ANGELO CARCONI (ansa)

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Intervista al leader di Europa verde e promotore di Alleanza verdi sinistra
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Angelo Bonelli, leader di Europa verde e promotore di Alleanza verdi sinistra, i Greens di cui fanno parte i vostri eletti di Ev hanno votato Sì al bis di von der Leyen. Il forzista Martusciello dice che non siete stati decisivi, cosa risponde?

«Penso che abbia un problema col pallottoliere. Lo dica a FdI che ha motivato il proprio voto contrario per via del sostegno dei Verdi. Per noi strategicamente è una vittoria: abbiamo tenuto fuori la destra di Meloni dalla maggioranza europea. E poi è stata respinta l’offensiva al Green Deal della destra, ma non solo: lo abbiamo puntellato e ampliato».

Comunque, come Greens siete a tutti gli effetti nella nuova maggioranza Ursula?

«Chiamiamola come vogliamo. Io questo voto lo rivendico, lo ritengo un successo politico. Chiaramente ora dovremmo presidiare alcuni campi che storicamente ci contraddistinguono, in particolar modo sui diritti dei migranti, sul portare democrazia e non un piano di colonizzazione nei paesi del Mediterraneo. E poi la ne…

Angelo Bonelli, leader di Europa verde e promotore di Alleanza verdi sinistra, i Greens di cui fanno parte i vostri eletti di Ev hanno votato Sì al bis di von der Leyen. Il forzista Martusciello dice che non siete stati decisivi, cosa risponde?

«Penso che abbia un problema col pallottoliere. Lo dica a FdI che ha motivato il proprio voto contrario per via del sostegno dei Verdi. Per noi strategicamente è una vittoria: abbiamo tenuto fuori la destra di Meloni dalla maggioranza europea. E poi è stata respinta l’offensiva al Green Deal della destra, ma non solo: lo abbiamo puntellato e ampliato».

Comunque, come Greens siete a tutti gli effetti nella nuova maggioranza Ursula?

«Chiamiamola come vogliamo. Io questo voto lo rivendico, lo ritengo un successo politico. Chiaramente ora dovremmo presidiare alcuni campi che storicamente ci contraddistinguono, in particolar modo sui diritti dei migranti, sul portare democrazia e non un piano di colonizzazione nei paesi del Mediterraneo. E poi la negoziazione di pace necessaria in Ucraina, e ho visto che è un argomento che divide in due tutti i gruppi parlamentari. Noi come Verdi sull’argomento saremo fedeli al programma di Avs».

Meloni però adesso, tirandosi fuori, potrà incolpare l’Europa per qualsiasi cosa...

«Lo ha sempre fatto, sta di fatto che oggi gestisce i fondi del Pnrr che arrivano proprio dall’Europa e non per merito suo. La destra ne esce sbrindellata, il suo non aver dichiarato il voto prima è stato l’atto di debolezza di chi ha trattato fino all’ultimo, senza essere riuscita a portare a casa quel che voleva».

La destra sta già dicendo che il voto delle europee è stato tradito. Come si contrasta questa propaganda?

«È una narrazione tossica, falsa e ridicola, i cittadini hanno votato, se avessero avuto la maggioranza la avrebbero esercitata. Ma non ce l’hanno. Vogliono nascondere la loro deflagrazione, questa è la realtà».

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Cosa pensa di sinistra e M5S che, anche loro, hanno votato contro?

«Rispetto la scelta, penso però che anche in relazione a ciò che è avvenuto oggi, con Meloni fuori dalla maggioranza, possiamo concordare che è una bella notizia. E poi, lo sto dicendo a tutti: con l’unità possiamo costruire l’alternativa in Italia e combattere una destra che nega la realtà sotto ai nostri occhi: mentre parliamo in Sicilia le aziende chiudono perché non c’è l’acqua».

Sul tema della pace, come verdi italiani, continuerete a votare in dissenso col gruppo? Von der Leyen ha appena detto che bisogna investire di più sulla difesa.

«Lo abbiamo dimostrato ieri (mercoledì, ndr), sulla pace non arretreremo di un millimetro. In quella risoluzione si parlava di un aumento di spese militari per l’Ucraina. Russia, Cina e Usa stanno facendo lo stesso: mancano le politiche che possano risolvere i conflitti, nel mentre ci sono 750 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo».

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