Doveva essere il Csm in cui la pattuglia dei laici del centrodestra, a partire dal vicepresidente leghista Fabio Pinelli, avrebbe dovuto mettere “in riga” i magistrati. Bacchettandone il correntismo e le indagini orientate “a sinistra”. Ma d’un colpo, tal Rosanna Natoli, avvocata “larussiana” da Paternò, ha rotto il giocattolo. Che, a palazzo Chigi, aveva costruito con cura il sottosegretario Alfredo Mantovano. Da sempre giudice conservatore e cattolico, buttatosi in politica con An. Ma il castello di carte è crollato. E l’improvvido incontro, nonché le parole («è amica degli amici») della Natoli, giudice disciplinare di Maria Fascetto Sivillo, ribalta tutto. Zittisce i laici di centrodestra. E li manda all’angolo.
Politicamente è un clamoroso autogol. Una partita che da martedì sera, quando Natoli è stata costretta a dimettersi dalla commissione disciplinare, è nelle mani di Sergio Mattarella, capo dello Stato e del Csm. Come dice il segretario di Area Giovanni “Ciccio” Zaccaro «ci …
Doveva essere il Csm in cui la pattuglia dei laici del centrodestra, a partire dal vicepresidente leghista Fabio Pinelli, avrebbe dovuto mettere “in riga” i magistrati. Bacchettandone il correntismo e le indagini orientate “a sinistra”. Ma d’un colpo, tal Rosanna Natoli, avvocata “larussiana” da Paternò, ha rotto il giocattolo. Che, a palazzo Chigi, aveva costruito con cura il sottosegretario Alfredo Mantovano. Da sempre giudice conservatore e cattolico, buttatosi in politica con An. Ma il castello di carte è crollato. E l’improvvido incontro, nonché le parole («è amica degli amici») della Natoli, giudice disciplinare di Maria Fascetto Sivillo, ribalta tutto. Zittisce i laici di centrodestra. E li manda all’angolo.
Politicamente è un clamoroso autogol. Una partita che da martedì sera, quando Natoli è stata costretta a dimettersi dalla commissione disciplinare, è nelle mani di Sergio Mattarella, capo dello Stato e del Csm. Come dice il segretario di Area Giovanni “Ciccio” Zaccaro «ci affidiamo alla sua saggezza perché conosce bene l’importanza del Csm nel quadro costituzionale». Lo stesso Zaccaro, come Magistratura democratica, danno per scontate le dimissioni di Natoli dal Consiglio. Mercoledì i togati hanno accettato di entrare in plenum solo se lei non ci fosse stata. E lì la pattuglia dei laici, capitanata dal catanese Felice Giuffrè, ha subito la prima sconfitta. Senza il voto di Natoli è diventato procuratore di Catania Francesco Curcio che ha battuto per un voto il candidato della destra Francesco Giuseppe Puleio.
La partita che si apre sarà durissima. Pinelli ha imposto il silenzio in attesa che Mattarella torni dal Brasile. Ma nelle chat delle toghe il mantra è uno solo, «via Natoli subito». Ha commesso un abuso d’ufficio, anche se Nordio l’ha cancellato. E questo la mette in rotta di collisione con la legge istitutiva del Csm. La registrazione del colloquio è già stata assegnata a un pm di piazzale Clodio, ma visto che tutto è accaduto a Paternò la competenza finirà per essere proprio di Catania e del neo procuratore Curcio. Ma Natoli, più che pensare al guaio in cui ha cacciato se stessa e i colleghi, visto che cita anche l’ex avvocata di Matteo Salvini Claudia Eccher — «mi ha chiesto un occhio di riguardo su tante cose…» — cerca di mettersi al riparo dai fulmini di Ignazio La Russa, suo notorio sponsor. «Mi preme sottolineare che nessuno degli esponenti politici provinciali, regionali e men che meno nazionali del mio partito di provenienza è mai stato a conoscenza diretta o indiretta di questa vicenda del tutto estranea a ogni riferimento politico», dice alle agenzie. Ma non accenna a dimettersi.
Un passo scontato, soprattutto dopo la richiesta di ricusazione dell’intero collegio disciplinare presentata dal legale di Fascetto, l’avvocato Carlo Taormina, che ha depositato la pennetta con la trascrizione giurata del colloquio. Lì sottolinea come Natoli parli «al plurale», «donde la necessaria conseguenza di dover riferire intenzioni e volontà a tutti i componenti». Taormina ci vede l’obiettivo di «esautorare» pure lui, visto che «la maggior parte della sezione e particolarmente il presidente Pinelli, aveva mostrato ostilità». Un osso duro, Taormina. Mentre si fa strada il sospetto che di registrazioni possa averne in serbo anche altre.
Un duro colpo ai laici di centrodestra che fino al giorno prima, con in testa proprio Eccher e Isabella Bertolini (ex deputata di FI, al Csm in quota Meloni), erano scatenati contro i pm di Genova che non hanno dato i domiciliari a Toti. Hanno chiesto di aprire una pratica contro di loro e Pinelli l’ha messa in mano alla procura generale della Cassazione, anticamera del disciplinare. Eccher non è certo nuova nelle sue intemerate. Ne sa qualcosa la procuratrice di Rovereto Viviana Del Tedesco “colpevole” di aver parlato con un giornalista e che loro vogliono cacciare via. O ancora il pm di Brescia Antonio Bassolino “reo” di aver sostenuto che se ci si occupa di un mussulmano che picchia la moglie bisogna inserire la condotta nel contesto culturale. Tanta severità contro i togati, e poi ecco il caso Natoli che cambia tutto