Ponte sullo Stretto, un’altra voce di spesa a carico dello Stato: 100 milioni ai privati per aprire i cantieri
di Antonio FraschillaRoma. Dopo la stima di 215 milioni di euro per procedere agli espropri, e i 360 milioni di euro necessari per ricapitalizzare le vecchia società e a carico dei ministero dell’Economia, trapela un’altra cifra dei costi che a breve saranno affrontati dallo Stato, attraverso la controllata Stretto di Messina, per il Ponte: in particolare costi relativi alla progettazione esecutiva affidata al consorzio Eurolink partecipato al 45 per cento dalla Webuild.
A oggi non si conosce il reale costo dell’operazione messa in piedi dal governo Meloni e soprattutto dal ministro Matteo Salvini che hanno fatto rivivere la società Stretto di Messina e rimesso in ballo i privati che avevano vinto la gara per re…
Roma. Dopo la stima di 215 milioni di euro per procedere agli espropri, e i 360 milioni di euro necessari per ricapitalizzare le vecchia società e a carico dei ministero dell’Economia, trapela un’altra cifra dei costi che a breve saranno affrontati dallo Stato, attraverso la controllata Stretto di Messina, per il Ponte: in particolare costi relativi alla progettazione esecutiva affidata al consorzio Eurolink partecipato al 45 per cento dalla Webuild.
A oggi non si conosce il reale costo dell’operazione messa in piedi dal governo Meloni e soprattutto dal ministro Matteo Salvini che hanno fatto rivivere la società Stretto di Messina e rimesso in ballo i privati che avevano vinto la gara per realizzare l’opera ormai quasi 17 anni fa. Di certo c’è che al pronti via il ministero dell’Economia ha dovuto ricapitalizzare la Stretto di Messina con 360 milioni (dei quali 85 persi subito per coprire perdite da svalutazioni): soldi serviti per fare assunzioni in comando da Anas e Ferrovie, consulenze, e per far vivere insomma la spa. Sono stati stimati anche i costi per gli espropri, pari a 215 milioni. Sul fronte più delicato, quella della progettazione i privati, in base al decreto Salvini, si impegnavano ad aggiornare il vecchio progetto definitivo senza compensi aggiuntivi: la prima documentazione aggiornata e inviata in commissione Via Vas però non è stata dichiarata sufficiente per dare un parere, anzi dal ministero dell’Ambiente hanno presentato circa 270 richieste di chiarimenti su cose fondanti come le prove del vento, la tenuta in caso di sisma, il tipo di acciaio, il rispetto delle norme cambiate rispetto a quasi venti anni va. Costringendo i privati, e la spa pubblica, a chiedere sei mesi per rispondere: adesso dovranno presentare la nuova documentazione entro il 15 settembre. Ma dopo la progettazione definitiva, occorre quella esecutiva che consente l’avvio dei cantieri. E questa progettazione costerà per la Stretto di Messina circa 100 milioni di euro.
La cifra è stata calcolata, e resa nota, nei documenti inviati alla commissione Europea per chiedere un cofinanziamento su questa spesa per la progettazione: il cofinanziamento ha avuto un via libera da Bruxelles per 25 milioni di euro. "Il finanziamento del progetto esecutivo - ha detto l’ad Pietro Ciucci - è un importante segnale da parte dell'Unione Europea. Si tratta di una quota di 25 milioni di euro, pari al 50 per cento dell'importo relativo alla parte ferroviaria dell'intera opera. L'Unione Europea conferma in questo modo la strategicità del Ponte all'interno delle reti Ten".
Questa è la prima volta che emergono all’esterno cifre sulla progettazione, essendo stati secretati i contratti, alcuni dei quali ancor in fase di definizione, con il consorzio Eurolink. Una procedura contestata dal presidente dell’Anac Giuseppe Busia, che ha sottolineato i rischi di aumento dei costi a carico Stato: a oggi la stima del costo dell’opera a carico del bilancio pubblico è pari a 14 miliardi di euro. Cifra calcolata con un emendamento “politico” della Lega: senza nessun confronto sul mercato e senza un coinvolgimento di organismi dello Stato, come la Corte dei conti, sulla congruità della cifra. Intanto il contatore della spesa a carico della parte pubblica per l’opera è già partito, eccome: senza ancora progetto definitivo approvato.