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Grillo, scontro con Conte sulla costituente M5S: “Mi devi consultare”. La replica: “Non si torni al passato”

(ansa)

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Scambio di lettere sul sito dei 5 Stelle. Il leader: “Il futuro lo decide la nostra comunità”
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Infiocchettando il carteggio con sapide carinerie nelle formule di saluto - «con amicizia e affetto», scrive Beppe Grillo; «con pari amicizia e affetto», si congeda Giuseppe Conte - fondatore e presidente del M5S riprendono a suonarsele. Non come nell’agosto di tre anni fa, quando il comico liquidò l’ex premier così: «Non ha né visione politica, né capacità manageriali». Salvo poi ingranare la retro. Però anche stavolta la distanza, politica, umana, tra i due è palpabile. Così come le rispettive recriminazioni sugli inciampi che hanno portato quello che per una stagione fu il primo partito italiano al 9,99%, «percentuale Lidl» (copyright di Marco Travaglio) delle ultime Europee. Ognuno, questo traspare dalle due lettere diffuse in contemporanea sul sito del Movimento, attribuisce il flop alle scelte, sbagliate, dell’altro. E anche su come arrivare alla Costituente annunciata da Conte dopo il tonfo elettorale di un mese fa, le strategie divergono.

Infiocchettando il carteggio con sapide carinerie nelle formule di saluto - «con amicizia e affetto», scrive Beppe Grillo; «con pari amicizia e affetto», si congeda Giuseppe Conte - fondatore e presidente del M5S riprendono a suonarsele. Non come nell’agosto di tre anni fa, quando il comico liquidò l’ex premier così: «Non ha né visione politica, né capacità manageriali». Salvo poi ingranare la retro. Però anche stavolta la distanza, politica, umana, tra i due è palpabile. Così come le rispettive recriminazioni sugli inciampi che hanno portato quello che per una stagione fu il primo partito italiano al 9,99%, «percentuale Lidl» (copyright di Marco Travaglio) delle ultime Europee. Ognuno, questo traspare dalle due lettere diffuse in contemporanea sul sito del Movimento, attribuisce il flop alle scelte, sbagliate, dell’altro. E anche su come arrivare alla Costituente annunciata da Conte dopo il tonfo elettorale di un mese fa, le strategie divergono.

Stasera, poco prima dell’ora di cena, il Movimento ha divulgato sul suo portale due lettere. Una di Grillo, l’altra di Conte. Solo che quella del fondatore risale a quattro-cinque giorni fa. E con una chiosa di formidabile comicità, il garante aveva chiesto al leader di pubblicarla proprio per «sfatare le nostre presunte divergenze». Conte, trovandosi a maneggiare kryptonite politica, si è preso qualche giorno, e ha pubblicato la missiva solo dopo avere vergato una replica anodina, sì, nella forma, ma puntuta e per nulla arrendevole nella sostanza.

Grillo denuncia «un’evidente crisi di consenso» del M5S e vi aggiunge una «crisi di identità», perché a suo dire le 5 Stelle, cioè i pochi capisaldi delle origini, ora sarebbero diventate un confusionario «firmamento» e «appaiono indistinguibili l’una dall’altra». Il garante chiede di «tornare alla semplicità e alla chiarezza di un tempo». Senza addossare esplicitamente la colpa a Conte, Grillo sostiene che i temi sposati dal nuovo corso, «la pace e la tutela dei più deboli», siano avvolti da «una vaghezza di cui sfugge la declinazione pratica» e che non bisogna essere «così ecumenici». Chiede alla sua creatura di investire di più nella transizione ecologica e digitale (che Conte a dire il vero ha sposato da tempo, tanto da far cadere il governo Draghi per un inceneritore a Roma) e soprattutto ribadisce l’intoccabilità del tetto dei due mandati. Anche se questi paletti «incontrano resistenza da parte di chi è stato già eletto». Anche sul piano umano, si notano attriti. Grillo lamenta di avere concordato con Conte alcuni tête-à-tête, «con un gruppo ristretto dei nostri», per discutere del rilancio dei 5S. E si dice quasi spiazzato dall’apprendere che «vorresti indire un’assemblea costituente», ma «non ne abbiamo mai parlato». Grillo, in sostanza, sembra rimproverare il leader di non consultarlo abbastanza. Ma «sono il custode dei valori del Movimento e dovremmo quantomeno discuterne».

Conte, nella lunga risposta, non solo imputa il ridimensionamento del M5S a scelte di Grillo (ma anche lui evita di fare nomi), ricordando l’errore dell’appoggio a Draghi, che «ha spianato la strada a Meloni», e la «non felice» nomina di Cingolani ministro, suggerita proprio da Beppe. Ma al di là dei risentimenti sul passato, garante e presidente dei 5S non condividono la traiettoria, il percorso verso la Costituente, che per Conte sarebbe «il più grande esperimento di democrazia “partecipativa” mai realizzato» e che dovrebbe coinvolgere non solo gli iscritti, ma pure i simpatizzanti, «anche minorenni». A Grillo che sogna di tornare «alla forma fisica del 2018», Conte suggerisce di non «indugiare in un passato che non ritorna». E se l’ex premier naturalmente accetta di ascoltare «i suggerimenti» del fondatore, gli rinfaccia quasi la richiesta di “caminetti” vecchio stile. «Con grande schiettezza – scrive Conte - devo informarti che non posso accogliere la tua proposta di discutere “preventivamente” i temi da sottoporre all’Assemblea Costituente. E’ una richiesta diametralmente opposta al progetto che stiamo avviando». Per Conte, non possono essere in due ad «arrogarsi la scelta di indicare i temi su cui l’Assemblea è legittimata a pronunciarsi». L’ex premier, almeno formalmente, vorrebbe un processo dal basso. Con una preconsultazione online, dove chiunque voglia possa dare spunti. Su tutto: dal cambio del nome, ai due mandati, all’alleanza col Pd. Alla sua leadership: «Non dobbiamo avere paura di metterci tutti in discussione. Io per primo». A fare una cernita delle proposte dei militanti, sarà un «gruppo di esperti indipendenti». Una società privata specializzata in mediazione con la Pa, dovrebbe essere “Avventura Urbana”.

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