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Tajani: “Su Ius scholae non impongo niente a nessuno ma non voglio imposizioni”

Tajani: “Su Ius scholae non impongo niente a nessuno ma non voglio imposizioni”
(fotogramma)

Il ministro degli Esteri è al Meeting di Rimini: “Essere italiano, europeo e patriota non è legato a sette generazioni”. Apertura da Lupi. Foti (Fdi): “Non c’è nel programma di governo”. E la Lega rilancia un video del 2017 con Berlusconi: “Non era per lo Ius soli”

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Sullo Ius scholae, le differenze di vedute con Matteo Salvini ci sono, dato che "siamo partiti diversi, sennò saremmo un partito unico". Noi "siamo per il programma di governo, quello che ci vincola è il programma" e quindi "noi possiamo esprimere il nostro giudizio e ne parleremo anche con i nostri alleati". Così il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, arrivando al Meeting di Rimini.

Così "come ci sono altri punti che non sono nel programma di governo che vengono sottolineati da altri alleati, ne parliamo. Però non è che perché un tema non è nel programma di governo non se ne può parlare – aggiunge Tajani -. Ognuno ha diritto di dire" quello che pensa. "Io non impongo niente a nessuno, ma non voglio neanche che nessuno imponga qualche cosa a me, quindi sono libero di parlare", sottolinea.

Il ministro degli Esteri spiega: “Avere delle idee e discutere non significa essere contro, né essere ai ferri corti, né fare polemiche. Ognuno ha le sue idee, noi abbiamo la nostra identità e non rinunceremo mai alla nostra identità. Siamo parte di una coalizione, siamo leali. Io ho tanti difetti, ma certamente la lealtà è uno dei pochissimi pregi che ho".

"Sono sempre stato leale al centrodestra - continua - , dal 1994 ad oggi. Quindi da questo punto di vista il governo può dormire sonni tranquilli per quanto riguarda Forza Italia. Siamo parte integrante del centro-destra, noi vogliamo però allargare i confini del centro-destra per far avere più voti al centro-destra".

Più tardi Tajani, ancora dal Meeting di Rimini, è tornato sul tema: "Essere italiano, essere europeo, ed essere patriota non è legato a sette generazioni, ma a quello che sei tu. Non sono né un pericoloso sovversivo né un estremista di sinistra, ma dico che bisogna guardare alla realtà per quella che è. Io insisto sulla formazione, sull'identità, sulla cultura, perché se tu accetti di essere europeo nella sostanza, sei italiano ed europeo non perché hai la pelle bianca, gialla, rossa o verde, ma perché dentro di te hai quelle convinzioni, perché vivi quei valori", ha affermato.

Lupi: "Centrodestra non è spaccato, sullo Ius scholae confronto senza pregiudizi”

Sulla questione cittadinanza interviene anche Maurizio Lupi, leader di Noi moderati: "Siamo favorevoli allo Ius scholae – afferma -, riteniamo che sia giusto concedere la cittadinanza dopo due cicli di studio completi. Non c'è nessuna spaccatura nella maggioranza, si può affrontare il tema senza pregiudizi sia nella coalizione sia con un dialogo aperto in Parlamento. Invitiamo, per questo, l'opposizione a confrontarsi nel merito senza strumentalizzazioni".

Foti (FdI): “Non c’è nel programma di governo e dei partiti”

Una chiusura arriva dal capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti: "Ci sia consentito dire una cosa agli alleati – afferma -: nel programma di governo non c'è questo argomento e non c'è neanche nei singoli programmi dei partiti. Gli elettori hanno votato un programma: è legittimo discutere di questioni esterne al programma, ma c'è il fondato dubbio che questo sia un argomento speculare dell'opposizione per creare confusione nella maggioranza"

E la Lega rilancia un video di Berlusconi: “Diceva no a Ius Soli e Ius Scholae”

Rilanciando sui propri social un video del Cavaliere ospite da Fabio Fazio nel 2017, la Lega scrive: "Ascoltate le parole - inequivocabili - del grande Silvio. Ius soli e Ius scholae? No, grazie". Nei giorni scorsi vari dirigenti di Forza Italia avevano sostenuto che Berlusconi fosse invece favorevole.

A stretto giro arriva la risposta di Tajani: “"Non faccio polemiche. Credo di conoscere bene il pensiero di Berlusconi e non credo che Berlusconi debba essere utilizzato per fare polemiche politiche. Io non ha fatto e non intendo fare polemica politica con nessuno. So quello che diceva Berlusconi e lui si riferiva a un percorso di studi di 5 anni. Noi diciamo che serve un corso di studio completo, quindi la scuola dell'obbligo fino a 16 anni con il raggiungimento del titolo. Questa è una linea che garantisce molta più integrazione di quella prevista dalla legge attuale".

Fini: “Non ho cambiato idea. Favorevole come 15 anni fa”

"Sulla cittadinanza io non ho cambiato idea e confermo tutto quello che dicevo allora". A dirlo all’Ansa è Gianfranco Fini, ex presidente della Camera e storico leader di Alleanza nazionale. Nel 2009 a Palazzo Chigi c'era Silvio Berlusconi con il suo quarto governo di centrodestra (Forza Italia, Alleanza nazionale e Lega nord) e Fini, terza carica dello Stato, si espresse apertamente e nettamente a favore di una modifica della legge in chiave di 'ius scholae', con il riconoscimento della cittadinanza ai minori stranieri che abbiano completato un percorso scolastico che va dalle elementari alle medie, accompagnato dal consenso dei genitori e dalla volontà reale di diventare cittadini.

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