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Ius scholae, mossa di Azione ma Forza Italia chiude

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Il partito di Calenda: emendamento con la proposta forzista al ddl sicurezza. Barelli: “No”
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Azione sfida Forza Italia sullo Ius Scholae. Il partito di Carlo Calenda annuncia che presenterà un emendamento al ddl Sicurezza, che all’articolo 9 già reca una norma di modifica della legge 91/92 in materia di cittadinanza degli stranieri. «Si tratta della traduzione normativa della proposta avanzata, ma non ancora formalizzata, da Forza Italia», precisano dalla formazione centrista. Ossia il riconoscimento della cittadinanza ai minori stranieri che abbiano completato un percorso di studio di 10 anni nel territorio nazionale, fino all’assolvimento dell’obbligo scolastico.

E poiché il termine per la presentazione degli emendamenti è il prossimo 9 settembre, «c’è tempo e modo per raccogliere suggerimenti di modifiche e integ…

Azione sfida Forza Italia sullo Ius Scholae. Il partito di Carlo Calenda annuncia che presenterà un emendamento al ddl Sicurezza, che all’articolo 9 già reca una norma di modifica della legge 91/92 in materia di cittadinanza degli stranieri. «Si tratta della traduzione normativa della proposta avanzata, ma non ancora formalizzata, da Forza Italia», precisano dalla formazione centrista. Ossia il riconoscimento della cittadinanza ai minori stranieri che abbiano completato un percorso di studio di 10 anni nel territorio nazionale, fino all’assolvimento dell’obbligo scolastico.

E poiché il termine per la presentazione degli emendamenti è il prossimo 9 settembre, «c’è tempo e modo per raccogliere suggerimenti di modifiche e integrazioni», a partire, ovviamente, da Forza Italia.

Evidente da parte di Azione il tentativo di andare a vedere le carte del leader FI Antonio Tajani che nei giorni scorsi aveva aperto una riflessione sul tema mostrando una disponibilità, poi invero riposta, dopo le reazioni piuttosto negative degli alleati di governo, Lega in testa.

La proposta di Azione viene così rispedita al mittente. Il presidente dei senatori azzurri Maurizio Gasparri parla di «compitino malfatto» e di «metodo ridicolo al quale non ci prestiamo e non ci presteremo». «Non abbiamo bisogno di interpreti per spiegare le nostre proposte», aggiunge, bocciando “lo zelo” dei colleghi che «non sono abilitati a tradurre le nostre tesi». Insomma, «quando sarà il momento opportuno saremo noi ad avanzare le nostre proposte», in primis «all’interno della coalizione di cui siamo membri e fondatori».

Chiude anche il capogruppo forzista alla Camera Paolo Barelli che accusa Azione di «strumentalizzare un tema così delicato per cercare di dividere la maggioranza». Tentativo «destinato a fallire», aggiunge, «perché noi siamo stabilmente dentro il centrodestra e la nostra sensibilità non va confusa con possibili inciuci con la sinistra». Per il deputato FI, la materia «che invece va maneggiata con grande tatto e richiede una grande convergenza», non è all’ordine del giorno. «Le priorità per il governo ora sono altre — continua — a partire dalla prossima manovra di bilancio e dai rapporti con l’Unione europea». Inoltre, conclude, «usare il tema della cittadinanza a scopi “tattici” rischia di andare proprio contro gli interessi dei giovani volenterosi che la meritano».

Ma Calenda tira dritto presentando il testo dell’emendamento di Azione: «Invitiamo tutte le forze politiche a considerarlo senza pregiudizi pensando ai ragazzi che vogliono essere italiani e che studiano nelle nostre scuole. Basta rumore. Vediamo chi ci sta», posta sui suoi social.

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