Forza Italia tira dritto sullo Ius scholae, il riconoscimento della cittadinanza ai minori stranieri che abbiano completato un percorso di studio nel territorio nazionale. Tema che ha tenuto banco questa estate e diviso il centrodestra. Il segretario azzurro Antonio Tajani ha trasmesso l'input ai capigruppo di Camera e Senato di iniziare a lavorare su una proposta organica che dovrebbe essere completata entro fine mese, come hanno annunciato fonti all'Ansa.
La proposta degli azzurri, nelle sue premesse, punterebbe a rendere possibile la richiesta della cittadinanza italiana dopo un percorso di 10 anni di studio con profitto che attesti, tra le altre cose, la conoscenza della lingua e della storia italiana. Questo criterio si sostituirebbe a quello dei 18 anni di età, per "abolire automatismi nella concessione della cittadinanza". Ed è proprio con questa argomentazione che il partito di Tajani intenderebbe convincere gli alleati.
La proposta sarà infatti presentata al resto della maggioranza per un confronto interno alla coalizione. Interpellate sulle dichiarazioni di alcuni esponenti di FdI e Lega secondo cui lo ius scholae è stato "un tema estivo", le stesse fonti rispondono: "Non lo è, è un tema che vogliamo affrontare".
Non la pensa così Tommaso Foti, capogruppo di FdI alla Camera che a Skytg24 dice: “Se è necessaria una riflessione sullo Ius scholae? In realtà vi è un Parlamento che ha riflettuto a lungo su questo tema. Il problema non è discutere, è di cosa si discute, perché fino ad oggi si è discusso del titolo della legge non della norma. Io me le sono lette le proposte presentate dall'opposizione e vi posso garantire che non c'è né una che vada nella stessa direzione dell'altra. Non è una priorità di governo, non è un argomento che fino ad oggi è stato posto all'ordine del giorno, è un tema estivo".
Dall’opposizione, il leader di Azione Carlo Calenda fa sapere su X che "il testo della nostra proposta" emendativa sullo ius scholae "è pubblico, lo trovate sul nostro sito e verrà depositato il 9 settembre”. E spiega di "sforzarsi molto" ma non riuscire a capire "la posizione di Tajani e Schlein sullo ius scholae".