“Preferisco mia moglie al governo”. Lo sfogo e la rabbia dell’ex ministro
di Matteo PucciarelliGennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini al Festival di Venezia lo scorso 28 agosto
(ansa)«Fra restare al governo e mia moglie, la mia famiglia e la serenità, ho scelto la seconda», è l’unica frase in più che rilascia Gennaro Sangiuliano, oltre alla lettera di dimissioni diffusa nel pomeriggio di ieri. L’ex ministro è scosso, non dorme più la notte, la vicenda personale diventata di dominio pubblico lo ha travolto, la commozione in diretta al Tg1 di tre giorni fa sembra proprio un sincero stato d’animo. Dopo l’annuncio dell’addio, dall’opposizione lo chiamano Giuseppe Conte e Andrea Orlando, beau geste assai apprezzato.
Ma il Sangiuliano che adesso lascia sopraffatto la guida della Cultura e dice di aspirare solo all’anonimato, una vita tranquilla fuori dai riflettori, vive anche dentro il sospetto. Lo stesso che in queste ore sui giornali di destra e diversi esponenti politici d’area stanno prospettando: cioè che Boccia si sia mossa spinta da chissà cosa, o chissà chi. Negli ultimi giorni a Sangiuliano sono arrivate un sacco di voci, indiscrezioni: chiacchiericcio …
«Fra restare al governo e mia moglie, la mia famiglia e la serenità, ho scelto la seconda», è l’unica frase in più che rilascia Gennaro Sangiuliano, oltre alla lettera di dimissioni diffusa nel pomeriggio di ieri. L’ex ministro è scosso, non dorme più la notte, la vicenda personale diventata di dominio pubblico lo ha travolto, la commozione in diretta al Tg1 di tre giorni fa sembra proprio un sincero stato d’animo. Dopo l’annuncio dell’addio, dall’opposizione lo chiamano Giuseppe Conte e Andrea Orlando, beau geste assai apprezzato.
Ma il Sangiuliano che adesso lascia sopraffatto la guida della Cultura e dice di aspirare solo all’anonimato, una vita tranquilla fuori dai riflettori, vive anche dentro il sospetto. Lo stesso che in queste ore sui giornali di destra e diversi esponenti politici d’area stanno prospettando: cioè che Boccia si sia mossa spinta da chissà cosa, o chissà chi. Negli ultimi giorni a Sangiuliano sono arrivate un sacco di voci, indiscrezioni: chiacchiericcio senza fondamento concreto, magari anche calunnie rispetto alla vita e al passato di Maria Rosaria Boccia, storie per ammantare di complessità una storia che in realtà sembra assai banale? Fatto sta che l’ex direttore del Tg2 è dentro questo trip, cosa era vero, cosa era falso?
Dopodiché, la versione di “Genny” — come lo chiamano gli amici e come lo ha salutato il collega dell’Istruzione, Giuseppe Valditara — è tutta sulla difensiva. Giorgia Meloni non gli ha mai chiesto un passo di lato, perché «non ci si dimette per fatti di gossip, senza neanche un’inchiesta aperta», avrebbe detto e ribadito la presidente del Consiglio. Quindi nessun pressing, nessun consiglio, scelta libera di Sangiuliano.
Anche sul fronte delle spese sostenute per i viaggi ai quali ha partecipato Boccia, in virtù di accompagnatrice-consulente, una commistione mai chiarita, l’ex ministro è fermo alle risposte date a Gian Marco Chiocci: nessuna spesa a carico del ministero, nessun rimborso successivamente richiesto, migliaia di euro di pranzi fatti in qualità di ministro pagati di tasca propria in due anni, nessuna autoblu messa a disposizione perché quella invece sarebbe stata l’auto che viene data a tutela dell’incolumità fisica del ministro, nessun documento passato a Boccia. Tutto «scientificamente dimostrabile», a sentire le considerazioni di Sangiuliano. Poi, nessun contratto stracciato all’imprenditrice di Pompei a seguito di un’arrabbiatura della moglie, evidentemente venuta a conoscenza della relazione extraconiugale. E infine, nessun pentimento per l’intervista al Tg1, oggetto di ironie di mezza Italia e non solo, sortita televisiva che invece e probabilmente ha rappresentato la fine della sua avventura al ministero.
Per il ministro in uscita la negazione dei fatti, per come sono stati raccontati da Boccia, per come sono apparsi sui giornali, per come la logica vorrebbe suggerire, è totale. Non appare esserci spazio per un’ammissione, perlomeno di aver avuto un comportamento leggero. Né di consapevolezza, come il non essersi mai accorto di alcuna registrazione fatta con gli occhiali da parte della ex collaboratrice. Anche senza più i galloni di ministro, portati via gli scatoloni dal Collegio Romano, Sangiuliano rimane dentro il proprio bunker, pronto a battagliare contro le “fake news”. Nei prossimi giorni i suoi legali depositeranno una denuncia a carico di Boccia («La pubblicazione in sequenza di foto e altro materiale, avvenuto dopo il rigetto della nomina della Boccia, a noi sembra una forma di pressione indebita, saranno i pm a valutare», fa sapere difensore Silverio Sica), potrebbero arrivare querele anche agli organi di informazione che avrebbero riportato dettagli errati. Insomma, il sipario è praticamente calato ma Sangiuliano resta in trincea.