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A Pontida delusione degli ultras di Vannacci: finiscono ai margini. Ma il generale pensa a scalare la Lega

Roberto Vannacci a Pontida 

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Niente simboli e bandiere. Erano una ventina, capitanati dal solito Fabio Filomeni. Ma se mezza piazza leghista alla fine ha dato comunque ampio credito all'eurodeputato, loro a cosa servono? A fare la mini corrente nera dentro la Lega?
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«Il coraggio vinceeeee», ma declamato con un rutto. Scena vera, vista ieri a Pontida: davanti allo stand con i libri di Roberto Vannacci in vendita (il secondo si intitola appunto Il coraggio vince) si aggirava Ruttovibe, che su Instagram è una piccola celebrità per la sua particolare arte, cioè fare dei lunghissimi e articolati rutti nelle situazioni più improbabili. Scena trash tra risate e imbarazzo, certo, una plateale presa in giro che assume tutta una sua validità simbolica. Sì perché il "manipolo" dei fedelissimi del generale sospeso dall'esercito che hanno dato vita al comitato politico ‘Il mondo al contrario’ avranno probabilmente saggiato una certa irrilevanza.

Intanto perché gli organizzatori del Carroccio, a loro che volevano arrivare con i propri simboli e bandiera (e magari qualche cam…

«Il coraggio vinceeeee», ma declamato con un rutto. Scena vera, vista ieri a Pontida: davanti allo stand con i libri di Roberto Vannacci in vendita (il secondo si intitola appunto Il coraggio vince) si aggirava Ruttovibe, che su Instagram è una piccola celebrità per la sua particolare arte, cioè fare dei lunghissimi e articolati rutti nelle situazioni più improbabili. Scena trash tra risate e imbarazzo, certo, una plateale presa in giro che assume tutta una sua validità simbolica. Sì perché il "manipolo" dei fedelissimi del generale sospeso dall'esercito che hanno dato vita al comitato politico ‘Il mondo al contrario’ avranno probabilmente saggiato una certa irrilevanza.

Intanto perché gli organizzatori del Carroccio, a loro che volevano arrivare con i propri simboli e bandiera (e magari qualche camicia nera), hanno spiegato che non funziona così. Al massimo avrebbero avuto un piccolo gazebino per la vendita dei volumi del loro beniamino, accanto ad altri dove si vendevano altri libri (quello di Armando Siri sulla flat tax, quello di Matteo Salvini, quello di Aurora Lussana su Umberto Bossi) e accanto a un gruppo di evangelici. Le ambizioni di farsi partito a immagine e somiglianza del grande capo per ora si stanno infrangendo davanti ai numeri. A Pontida gli ultras vannacciani erano una ventina, capitanati dal solito Fabio Filomeni. Ma se mezza piazza leghista alla fine ha dato comunque ampio credito all'eurodeputato, loro a cosa servono? A fare la mini corrente nera dentro la Lega?

Le ultime settimane sono state pessime per i più esagitati fan del generale. Ad agosto era stata annunciata l'apertura della prima sezione, non se n'è saputo più nulla. La festa a Viterbo di Noi con Vannacci, altro soggetto guidato dall'ex leghista Umberto Fusco, è stato un flop, poi c'è stata la lotta intestina con quelli del nord-est che potrebbe finire in tribunale e che ha tolto pezzi qua e là del comitato, infine le sortite pubbliche di Filomeni e company non fanno altro che cucire attorno al loro generale l'aura di santino del neofascismo italiano. Non esattamente quel che ora fa comodo al generale, degradato perfino dal gruppo europeo dei Patrioti. Il 23 novembre a Grosseto è prevista la seconda assemblea nazionale del Mondo al contrario, ma gli 8 mila iscritti annunciati ad agosto sembrano più che altro un numero tirato a caso. Un conto è Facebook, un conto è il mondo reale. E nel mondo reale, nonostante le difficoltà e nonostante una Pontida a corto di pubblico, la Lega resta comunque un partito vero. Al generale converrà più tentare di scalare "amichevolmente" quello?

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