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Grillo lancia la sfida a Conte: “Riprendiamo le nostre battaglie, riprendiamoci tutto”

Beppe Grillo

 

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Il fondatore del M5S scrive un lungo post sul proprio blog in vista dell’assemblea costituente. Il garante sul blog. Casalino: sto con l’ex premier, nessun incarico di mediatore
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Sempre più lontani, sempre più lacerati. Il blog di Beppe Grillo è ormai, giorno dopo giorno, un continuo cannoneggiare il quartier generale del M5S, il partito di cui è stato fondatore e di cui è garante. L’ultimo post — che si aggiunge alle lettere aperte a Giuseppe Conte, a pubblicazione di scambi di mail, allo spazio dato alle proteste della base contro l’evoluzione del Movimento, all’attacco verso la presidente della Sardegna, la 5 Stelle Alessandra Todde — si intitola “Riprendiamoci le nostre battaglie!”. «Le nostre belle battaglie — quelle per l’ambiente, per i cittadini, per un mondo senza privilegi e con più giustizia — sono state ingoiate dal mostro burocratico», scrive Grillo. Poi: «Nei corridoi dei palazzi, tra le stanze ovattate, le nostre lotte hanno cominciato a perdere i contorni» e perciò «è arrivato il tempo di riprenderci tutto. Le nostre battaglie, i nostri sogni, quel futuro che ci aspetta», si conclude la sua riflessione.

Ora, come detto, non è più una novità che…

Sempre più lontani, sempre più lacerati. Il blog di Beppe Grillo è ormai, giorno dopo giorno, un continuo cannoneggiare il quartier generale del M5S, il partito di cui è stato fondatore e di cui è garante. L’ultimo post — che si aggiunge alle lettere aperte a Giuseppe Conte, a pubblicazione di scambi di mail, allo spazio dato alle proteste della base contro l’evoluzione del Movimento, all’attacco verso la presidente della Sardegna, la 5 Stelle Alessandra Todde — si intitola “Riprendiamoci le nostre battaglie!”. «Le nostre belle battaglie — quelle per l’ambiente, per i cittadini, per un mondo senza privilegi e con più giustizia — sono state ingoiate dal mostro burocratico», scrive Grillo. Poi: «Nei corridoi dei palazzi, tra le stanze ovattate, le nostre lotte hanno cominciato a perdere i contorni» e perciò «è arrivato il tempo di riprenderci tutto. Le nostre battaglie, i nostri sogni, quel futuro che ci aspetta», si conclude la sua riflessione.

Ora, come detto, non è più una novità che Grillo direttamente o meno punti dritto contro l’attuale presidente del Movimento, la sua leadership e la sua linea politica. Il 23 e 24 novembre il percorso congressuale post voto europeo si concluderà con un’assemblea fisica a Roma e lì potrebbe esserci lo show in presenza, per così dire, del comico che assieme a Gianroberto Casaleggio si era inventato le 5 Stelle. Ma quello rischia di essere l’epilogo, nel senso che il voto degli iscritti potrebbe confermare il nuovo corso contiano, collocato nel campo progressista, bocciando il richiamo alle origini fuori dagli schemi del comico genovese. Che quindi a quel punto dovrebbe accettare di non avere più il boccino in mano, ma di possedere solo un titolo puramente onorifico.

Uno dei pochi ufficiali di collegamento tra il prima e il dopo, tra Grillo e Conte, poteva essere Rocco Casalino, ancora adesso capo della comunicazione del M5S. «Smentisco categoricamente di avere qualsiasi incarico per trattare con Grillo. Lavoro a fianco di Conte da sempre, senza alcuna discontinuità e con pieno impegno», fa sapere di risposta a indiscrezioni che lo vedevano come incaricato dall’ex presidente del Consiglio a trovare una sorta di pace con il fondatore. Il problema è che dopo lo scontro del 2021 fra i due si era instaurata una specie di tregua, facilitata anche da un super contratto di consulenza del M5S a Grillo da 300 mila euro l’anno (per fare poco o nulla). Ma poi la “minaccia” di Conte di cambiare simbolo ha rotto ogni equilibrio, visto che avrebbe tolto il vero potere di Grillo, cioè il detenere il logo, concesso in questi anni in cambio della tutela legale del partito, viste le numerose cause ricevute negli anni da irruente politico. Il calcolo politico di Conte adesso è quello di chiudere la faccenda una volta per tutte: dopo Davide Casaleggio e dopo Luigi Di Maio, gli manca l’ultimo scalpo, quello più importante.

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