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Meloni con Macron e Sanchez: “Israele fermi gli attacchi a Unifil”. Ma sul no all’export di armi a Tel Aviv la premier si sfila

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La presidente del Consiglio a Cipro per il Med9, il vertice dei nove Paesi mediterranei dell'Unione europea
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PAPHOS – Nei padiglioni del Minthis Resort di Paphos, sulla costa sud di Cipro, tra laghetti artificiali e campi da golf (Giorgia Meloni, durante la foto dei leader, simula pure uno swing) Italia, Francia e Spagna siglano una dichiarazione congiunta per condannare gli attacchi israeliani contro le basi dell’Unifil in Libano: “Inaccettabili, siamo indignati”, mette a verbale il terzetto. Ma nel testo finale firmato da Meloni con Emmanuel Macron e Pedro Sanchez non c’è un passaggio su cui sia il presidente francese che il primo ministro spagnolo insistono, nelle dichiarazioni finali rese alla stampa. Macron e Sanchez chiedono all’Ue di fermare l’esportazione di armi a Israele, anche in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre. Meloni non accenna nemmeno al tema, nel suo intervento. È vero che l’Italia, come spiegano sia fonti della Farnesina che della Difesa, ha già sospeso da tempo le nuove forniture, fin dallo scoppio del conflitto, e le commesse precedenti si sarebbero esaurit…

PAPHOS – Nei padiglioni del Minthis Resort di Paphos, sulla costa sud di Cipro, tra laghetti artificiali e campi da golf (Giorgia Meloni, durante la foto dei leader, simula pure uno swing) Italia, Francia e Spagna siglano una dichiarazione congiunta per condannare gli attacchi israeliani contro le basi dell’Unifil in Libano: “Inaccettabili, siamo indignati”, mette a verbale il terzetto. Ma nel testo finale firmato da Meloni con Emmanuel Macron e Pedro Sanchez non c’è un passaggio su cui sia il presidente francese che il primo ministro spagnolo insistono, nelle dichiarazioni finali rese alla stampa. Macron e Sanchez chiedono all’Ue di fermare l’esportazione di armi a Israele, anche in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre. Meloni non accenna nemmeno al tema, nel suo intervento. È vero che l’Italia, come spiegano sia fonti della Farnesina che della Difesa, ha già sospeso da tempo le nuove forniture, fin dallo scoppio del conflitto, e le commesse precedenti si sarebbero esaurite tra gennaio e febbraio di quest’anno.

Ma dal summit cipriota, a cui ha partecipato anche Ursula von der Leyen, emerge una diversità di approccio rispetto alle scelte dell’Ue: Spagna e Francia lanciano in sostanza un messaggio a tutti gli stati dell’Unione per bloccare l’export di armi verso Tel Aviv. L’Italia non si associa. Resta però la condanna, nettissima, per gli attacchi israeliani contro i caschi blu in Libano. Meloni, Macron e Sanchez esprimono “indignazione dopo che diversi operatori di pace sono rimasti feriti a Naqoura”. Gli attacchi, aggiungono, “costituiscono una grave violazione degli obblighi di Israele ai sensi della risoluzione Onu 1701 e del diritto internazionale umanitario. Questi attacchi sono ingiustificabili e finiranno immediatamente”. I tre tornano poi a chiedere un cessate il fuoco immediato, sia a Gaza che in Libano. “Il governo italiano ha protestato con decisione con le autorità israeliane”, riferisce Meloni dal podio. Gli attacchi, anche per il governo di Roma, “sono inaccettabili”.

La presidente del Consiglio è atterrata a Paphos per il Med9, il vertice dei 9 Paesi mediterranei dell'Unione europea (Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Slovenia e Spagna). Senza sottoporsi alle domande dei giornalisti – “mi seguono sempre, sono fortunata”, scherza col presidente cipriota, padrone di casa – la premier ha annunciato che durante il G7 della Difesa, in calendario tra pochi giorni, proporrà di rafforzare le forze armate libanesi. “Un tema sul quale l'Italia si spende da tempo”, dice Meloni. Nella trasferta cipriota, la premier ha tempo per un paio di bilaterali: uno col re giordano Abdullah II, per discutere dei rifugiati siriani in Libano e Giordania, prodromico a una visita ad Amman; l’altro con von der Leyen, focus sempre sul Medio Oriente e sull’Ucraina, ma anche sulla migrazione, chiodo fisso della premier. E sul punto la presidente della Commissione continua a dare l’idea di un gioco di sponda: “Continueremo a sostenere i nostri Stati membri – dice durante un punto stampa - nel rafforzare la sorveglianza delle frontiere, combattere i trafficanti e lavorare sui rimpatri”.

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