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Meloni: “Basta bugie sulla sanità”. Schlein attacca: ecco i veri numeri

(ansa)

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La leader Pd: “Non ci sono soldi”. I valori assoluti nascondono la realtà: per la Corte dei Conti il rapporto spesa-Pil è al 6,3%. E il ministro Schillaci studia quali progetti rinviare
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ROMA – Deve essersi resa conto ieri mattina presto che i dati diffusi dal Mef riguardo ai fondi stanziati dalla manovra per la sanità sono piaciuti a pochi. Forse non se lo aspettava. Gli attacchi al governo, infatti, non sono arrivati solo dall’opposizione ma anche dal mondo dei medici e degli altri professionisti sanitari, cioè proprio da coloro per i quali il ministro Orazio Schillaci aveva costruito alcune misure importanti. E così, intorno alle 8, Giorgia Meloni ha affidato ai social la sua rabbia, magari già sfogata con i suoi. «Sento molte falsità in queste ore su sanità e legge di Bilancio - ha scritto - E allora facciamo ancora più chiarezza: +6,4 miliardi in 2 anni (+2,37 miliardi nel 2025 e +4,12 miliardi nel 2026). Record della storia d’Italia per il Fondo sanitario nazionale: 136,48 miliardi nel 2025 e 140,6 miliardi nel 2026. Questi i numeri. Il resto sono mistificazioni».

ROMA – Deve essersi resa conto ieri mattina presto che i dati diffusi dal Mef riguardo ai fondi stanziati dalla manovra per la sanità sono piaciuti a pochi. Forse non se lo aspettava. Gli attacchi al governo, infatti, non sono arrivati solo dall’opposizione ma anche dal mondo dei medici e degli altri professionisti sanitari, cioè proprio da coloro per i quali il ministro Orazio Schillaci aveva costruito alcune misure importanti. E così, intorno alle 8, Giorgia Meloni ha affidato ai social la sua rabbia, magari già sfogata con i suoi. «Sento molte falsità in queste ore su sanità e legge di Bilancio - ha scritto - E allora facciamo ancora più chiarezza: +6,4 miliardi in 2 anni (+2,37 miliardi nel 2025 e +4,12 miliardi nel 2026). Record della storia d’Italia per il Fondo sanitario nazionale: 136,48 miliardi nel 2025 e 140,6 miliardi nel 2026. Questi i numeri. Il resto sono mistificazioni».

A parte che il fondo ogni anno batte il record storico, visto che ha comunque degli incrementi, i numeri assoluti non bastano per spiegare cosa sta succedendo, anche se aumenti di 3 o 4 miliardi l’anno ci sono stati anche in passato.

Premesso che uno dei miliardi per il 2025 era stato stanziato nella manovra precedente, Meloni non tiene conto di due dati chiave: il rapporto tra la spesa sanitaria e quello tra il fondo sanitario nazionale con il Pil. Se si osservano quelli si capisce che in realtà i soldi per l’assistenza pubblica in Italia continuano a non essere tantissimi. È vero che la sanità ha sempre avuto problemi di finanziamento, anche con i governi precedenti, ma adesso si vola davvero bassi. Secondo la Corte dei Conti, nel 2024 il rapporto spesa-Pil è al 6,3%, dato che non cambierà molto nei prossimi due anni. In passato era stato sempre più alto, comunque entro il 7%, superato solo una volta in dieci anni. Stesso discorso vale per il rapporto fondo sanitario-Pil. Oggi è al 6,12%, dovrebbe andare al 6,05, quindi scendere pure un po’. Anche qui siamo al record negativo dal 2014.

La segretaria del Pd Elly Schelin batte proprio su questi dati per attaccare la premier. «In tutto il mondo la spesa sanitaria si calcola sul Pil e non in valori assoluti. I numeri che ha pubblicato dimostrano che abbiamo ragione. Il fondo sanitario nazionale in rapporto al Pil scenderà nel 2025 e nel 2026 al 6,1%. È il minimo storico degli ultimi 15 anni. Se ne rendono conto i 4,5 milioni di italiani che hanno rinunciato a curarsi perché non possono permetterselo».

Il ministro Schillaci, dopo aver detto martedì di aspettarsi una bella iniezione di fondi, mercoledì avrebbe sfogato con Giancarlo Giorgetti la sua rabbia per come sono andate poi le cose. Ieri, comunque, ha risposto molto sinteticamente, con un «sì», a chi gli ha chiesto se è soddisfatto della manovra. I suoi lavorano per capire quali dei vari provvedimenti annunciati si riusciranno a fare.

Quando si pensava di avere, oltre al miliardo stanziato l’anno scorso, altri 3 o addirittura 4 miliardi, era stato fatto un progetto, che ora va rivisto. Il piano assunzioni da 30 mila persone dovrebbe partire e come già ipotizzato nel 2025 ne verranno reclutate 6 mila. O meglio potrebbero essere reclutate, visto che in Italia c’è un problema a convincere i medici a lavorare nel servizio pubblico. Spesso i concorsi vanno deserti perché i professionisti non ci sono, In certe specialità, oppure vogliono lavorare fuori, nel privato o all’estero. Gli infermieri invece mancano proprio, tanto che lo stesso Schillaci lavora per arruolarli in India.

Un’altra misura è l’aumento degli stipendi per gli specializzandi delle discipline in crisi di organico, come la medicina di urgenza, e una parziale riduzione della tassazione su una voce dello stipendio di tutti i professionisti sanitari. Più di questo, però, sarà difficile fare nel 2025, altri progetti andranno rimandati. E bisognerà anche far capire alle Regioni che tolti i soldi per dottori e infermieri probabilmente a loro resterà solo un miliardo. Molto poco per affrontare i tanti problemi di un sistema sanitario che ha a che fare con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento dei prezzi, soprattutto dei farmaci.

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