Anche dal volto del ministro della Cultura Alessandro Giuli, fermato sotto casa dall’inviato delle Iene Filippo Roma, traspare un evidente imbarazzo: la sua nomina a capo di gabinetto di Francesco Spano sta diventando sempre più una via crucis: «È un bravissimo tecnico, quella vicenda è un’era geologica fa», tenta di spiegare. Ecco, la vicenda è nota: Spano nel 2017 si dimise dal ruolo di direttore dell’Unar, l’ufficio antidiscriminazione della presidenza del Consiglio, accusato da un servizio proprie delle Iene di aver finanziato per ragioni culturali un’associazione legata al mondo omosessuale che ahimé faceva tutt’altro, dietro la quale cioè si faceva anche sesso a pagamento. Realtà alla quale Spano era tesserato. All’epoca Giorgia Meloni — che si trovava all’opposizione — si disse scandalizzata e attaccò pesantamente Spano. La Corte dei Conti aprì un’istruttoria che finì in un nulla di fatto: sia perché Spano si era per l’appunto dimesso, sia perché Palazzo Chigi tolse i fondi con…
Anche dal volto del ministro della Cultura Alessandro Giuli, fermato sotto casa dall’inviato delle Iene Filippo Roma, traspare un evidente imbarazzo: la sua nomina a capo di gabinetto di Francesco Spano sta diventando sempre più una via crucis: «È un bravissimo tecnico, quella vicenda è un’era geologica fa», tenta di spiegare. Ecco, la vicenda è nota: Spano nel 2017 si dimise dal ruolo di direttore dell’Unar, l’ufficio antidiscriminazione della presidenza del Consiglio, accusato da un servizio proprie delle Iene di aver finanziato per ragioni culturali un’associazione legata al mondo omosessuale che ahimé faceva tutt’altro, dietro la quale cioè si faceva anche sesso a pagamento. Realtà alla quale Spano era tesserato. All’epoca Giorgia Meloni — che si trovava all’opposizione — si disse scandalizzata e attaccò pesantamente Spano. La Corte dei Conti aprì un’istruttoria che finì in un nulla di fatto: sia perché Spano si era per l’appunto dimesso, sia perché Palazzo Chigi tolse i fondi concordati all’associazione.
Nel servizio andato in onda ieri sera, la trasmissione tira fuori un’altra sentenza del 30 maggio 2024. Spano aveva intentato causa contro le Iene, accusando quel servizio di averne leso la reputazione. Solo che dal lavoro giornalistico emerse «l’oggettiva verità del racconto, al netto di inesattezze irrilevanti, riferite a particolari privi di valore informativo», si legge nel dispositivo. E poi, «non pare revocabile in dubbio che l’intero servizio andato in onda avesse ad oggetto una indagine volta a svelare fatti di indubbia gravità, coinvolgenti denaro pubblico in forma di finanziamento ad una associazione dedita, per tramite dei propri circoli, ad attività illecite, ciò che consente di ravvisare un chiaro interesse della generalità dei cittadini».
Insomma, il tribunale di Grosseto rigettò il ricorso di Spano, condannandolo a pagare le spese legali della parte avversa. Giusto per buttare un po’ di benzina sul fuoco, le Iene hanno allegato al servizio il parere di Nicola Porro nella sua nota “zuppa”, giornalista che a destra conta parecchio: «Mi dovete spiegare come un governo di destra si mette come capo di gabinetto di un ministro di destra uno che la destra all’epoca lo considerava inopportuno». Il tutto si conclude con Giuli che consiglia alle Iene: «Anche voi dovreste farvi ispirare dal pensiero solare...».