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Giannuli, consigliere di Casaleggio: “Conte padrone del M5S, fa manfrine senza rendersi conto del precipizio. Grillo si è svegliato solo ora”

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Parla lo storico e politologo: “Il Movimento da un punto di vista politico non esiste, non ha più idee, è un'altra cosa. Il Pd gli mangerà l'anima”
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Lo storico e politologo Aldo Giannuli un pezzo di storia del M5S lo ha vissuto da dentro, per così dire. A un certo punto - lui che culturalmente era ed è di sinistra - diventò amico e consigliere di Gianroberto Casaleggio. "Mi spiace che Grillo si sia accorto solo ora che il Movimento è cambiato, già l'era Di Maio fu un taglio con le origini", dice.

Partiamo da lontano: come entrò in contatto con i 5 Stelle?

"Mi avvicinai un po' per caso, in quel momento l'addetto stampa del Movimento alla Camera era Nicola Biondo, che lavorò con me sulle inchieste sulla strategia della tensione. Avevo più che altro un rapporto di amicizia, che fu circoscritto nel tempo, con Gianroberto Casaleggio. Ero uno dei pochissimi autorizzati a sfotterlo".

Cosa le piacque di quel Movimento?

"Guardai a loro con inte…

Lo storico e politologo Aldo Giannuli un pezzo di storia del M5S lo ha vissuto da dentro, per così dire. A un certo punto - lui che culturalmente era ed è di sinistra - diventò amico e consigliere di Gianroberto Casaleggio. "Mi spiace che Grillo si sia accorto solo ora che il Movimento è cambiato, già l'era Di Maio fu un taglio con le origini", dice.

Partiamo da lontano: come entrò in contatto con i 5 Stelle?

"Mi avvicinai un po' per caso, in quel momento l'addetto stampa del Movimento alla Camera era Nicola Biondo, che lavorò con me sulle inchieste sulla strategia della tensione. Avevo più che altro un rapporto di amicizia, che fu circoscritto nel tempo, con Gianroberto Casaleggio. Ero uno dei pochissimi autorizzati a sfotterlo".

Cosa le piacque di quel Movimento?

"Guardai a loro con interesse ma senza aderire, anche se nel 2014 volevano candidarmi alle Europee. Vedevo grande slancio e generosità ma anche molta confusione. Casaleggio era un genio ma anche un personaggio con idee confuse. A me interessava scardinare il bipolarismo, perché centrodestra e centrosinistra non mi sembravano così alternativi fra loro. Lo si poteva fare tornando a un sistema proporzionale".

E invece?

"Finché era in vita Casaleggio, il modello fu quello di una certa carica di populismo abbinata ad una spinta libertaria alla democrazia diretta. Più una contrarietà di fondo ad ogni professionismo politico. Dopo la sua morte cambiò tutto. Prima le cariche come i capigruppo erano a rotazione, invece poi prese il potere Di Maio. Era vicepresidente della Camera ed era considerato il più responsabile. Nel frattempo il M5S stava diventando un partito giolittiano, dove comandava tutto il gruppo parlamentare".

Anche Grillo e Casaleggio comandavano parecchio.

"Né Grillo né Gianroberto si nominarono mai capi del Movimento. Si facevano molte votazione sul blog, man mano la prassi è andata sparendo. Teorizzavano entrambi che non ci si dovesse alleare con nessuno, invece nel 2018 ci fu la trattativa simultanea con Lega e Pd e alle Europee successiva nel 2019 il M5S perse 6 voti su 10".

Di Conte cosa pensa?

"Si tratta di un personaggio estraneo dalla storia del M5S che infatti veniva da una cultura completamente diversa. Ora è riuscito a diventare il padrone, ma per fare che cosa? Dove lo porta? Non lo sa manco lui. Fa un po' di manfrine senza rendersi conto del precipizio".

Lei pensa quindi che il Movimento sia al capolinea?

"In realtà è qualcosa che sopravvive a sé stesso e non è più tale da almeno otto anni. La morte di Casaleggio è stata un duro colpo, Grillo si è fidato troppo e probabilmente è stato molto assorbito dalla vicenda del figlio. Comincio a pensare che di questo passo non raggiungeranno il 5 per cento a livello nazionale. Da un punto di vista politico non esistono, non hanno più idee. Non è più quel progetto, è un'altra cosa, è la sopravvivenza di un ceto politico, per un po' di tempo la macchinetta andrà avanti ma poi...".

Però rispetto al passato ha risolto un'ambiguità: si sono collocati a sinistra.

"Ma adesso cosa può fare se non si allea al Pd? Partecipare a un progetto di grande centro? Impossibile. A destra? Nemmeno. Tornano alle origini? E chi ci crede più. Solo che ora persino il Pd gli mangerà l'anima".

Cambiare simbolo e nome può essere una soluzione?

"Sarebbe onesto, ma bisognerà vedere chi è più disponibile a votare questo ufo che non si capisce che spazio politico vuole occupare e con quale prospettive".

Rimane una domanda: perché Grillo si sveglia solo adesso?

"Lo conosco, è una persona di grande generosità, geniale e casinista, sa fare la satira politica ma non la politica. Il pensiero di tutto era di Casaleggio, senza di lui non ci avrebbe neanche pensato a fondare un movimento".

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