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Mattarella: “La Cina si adoperi per porre fine all’aggressione russa in Ucraina”

(agf)

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Il capo dello Stato nella lectio magistralis all'università di Pechino affronta anche la questione mediorientale. Senza tralasciare il tema dei dazi e dei diritti umani: “Ribadirlo non esprime interferenza nei confronti di alcuno”
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PECHINO – Un fermo appello alla Cina: “Si adoperi per porre termine alla brutale aggressione russa all’indipendenza e all’integrità territoriale dell’Ucraina, primo passo per una pace giusta”. Lo dice Sergio Mattarella in visita di Stato a Pechino.

Xi e Putin sono buoni amici. Pechino si è schierata con Mosca nel conflitto in Ucraina. Anche Xi e Mattarella però vantano eccellenti rapporti. Lo si è capito in questi giorni in Cina: è un viaggio all’insegna del dialogo. E ora Mattarella, facendo leva su questa consonanza, esprime “l’aspettativa” che Xi “faccia uso della sua grande autorevolezza sul proscenio internazionale per ribadire la sua tradizionale posizione a sostegno delle norme di convivenza della comunità internazionale, adoperandosi per porre termine alla brutale aggressione russa all’indipendenza e alla integrità territoriale dell’Ucraina”.

Sulle ragioni dell’invasione Mattarella è lontanissimo da Xi. Lo ripete qui, a scanso di equivoci. “Non è pensabile che un membro perman…

PECHINO – Un fermo appello alla Cina: “Si adoperi per porre termine alla brutale aggressione russa all’indipendenza e all’integrità territoriale dell’Ucraina, primo passo per una pace giusta”. Lo dice Sergio Mattarella in visita di Stato a Pechino.

Xi e Putin sono buoni amici. Pechino si è schierata con Mosca nel conflitto in Ucraina. Anche Xi e Mattarella però vantano eccellenti rapporti. Lo si è capito in questi giorni in Cina: è un viaggio all’insegna del dialogo. E ora Mattarella, facendo leva su questa consonanza, esprime “l’aspettativa” che Xi “faccia uso della sua grande autorevolezza sul proscenio internazionale per ribadire la sua tradizionale posizione a sostegno delle norme di convivenza della comunità internazionale, adoperandosi per porre termine alla brutale aggressione russa all’indipendenza e alla integrità territoriale dell’Ucraina”.

Sulle ragioni dell’invasione Mattarella è lontanissimo da Xi. Lo ripete qui, a scanso di equivoci. “Non è pensabile che un membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu violi, come ha fatto la Russia, norme fondamentali del diritto internazionale usando la forza contro un suo vicino più piccolo per imporgli la propria volontà. Accondiscendere a un tale comportamento significherebbe consegnare alla barbarie la comunità internazionale”. La Cina a giugno si era tenuta lontana dalla conferenza di pace in Svizzera.

L’appello di Mattarella cade durante la lectio che il capo dello Stato tiene all’università di Beida. Sala piena di studenti e docenti: Mattarella ha inaugurato la cattedra Agnelli dedicata alla cultura italiana, finanziata dalla Fondazione Agnelli, e affidata come primo titolare a Romano Prodi, presente in sala. Insieme a Pier Ferdinando Casini nuovo presidente onorario del forum filantropico Cina-Italia. In sala anche l’ex ministro Diliberto, che insegna in Cina.

La stessa mediazione invocata in Ucraina Mattarella se la augura anche per il Medio Oriente. “Occorre fermare subito la guerra per avviare soluzioni anche all’immane crisi umanitaria che ne è derivata. Confido che la Cina vorrà aggiungere la sua voce affinché i diversi attori regionali esercitino moderazione e possa essere applicata una soluzione a due Stati tra Israele e la Palestina”. Va mantenuto “libero e sicuro il transito navale nei mari della regione, come avviene in Mar Rosso”.

No alle iniziative unilaterali nell’area Indo-Pacifico.

C’è poi la questione dazi. Ne va della solidità della nostra economica. Un tema enorme. Qui l’appello all’amico cinese è a rivedere le proprie rigidità. “Nessuno in Europa, men che meno in Italia, immagina una stagione di protezionismo. In coerenza con questa impostazione riteniamo che situazioni e procedure riguardanti un settore commerciale – volte al raggiungimento di un’equa e corretta concorrenza e nell’intendimento di giungere a intese reciprocamente vantaggiose - non debbano ripercuotersi sulle pratiche commerciali di altri comparti”.

Pesano le tensioni per i dazi dell’automotive cinese adottati dalla Ue. Che sono una reazione alle pesanti barriere (e incentivi pubblici) decise da Pechino. Con Trump il protezionismo potrebbe assumere un’importanza ancora maggiore.

Che fare?

“La Ue e Cina devono sedersi ad un tavolo per un dialogo “fluido, responsabile e approfondito”, spiega Mattarella.

Infine, ribadisce che la cultura è il primo passo per evitare le guerre.

C’è anche un accenno ai diritti umani che in Cina non sempre vengono rispettati: “Ribadirlo non esprime interferenza nei confronti di alcuno”. Amici sì, ma senza rinunciare alla franchezza.

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