TERNI - La piccola folla che si raduna davanti all’ospedale Santa Maria di Terni urla: “Unità!”. Davanti, stretti dalla ressa di telecamere e taccuini, ecco i leader dell’ex campo largo: Elly Schlein, Giuseppe Conte, i rossoverdi Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Si ritrovano a favore di flash, l’ultimo giorno di campagna elettorale in Umbria, tutti insieme. Sorrisi, pacche sulle spalle, Fratoianni solleva “Elly” alla Benigni, “tanto lei è leggera”.
Sull’assenza di questo comizio con tutti i big della sinistra la destra ci ha ricamato un pezzo di campagna elettorale. Anche Giorgia Meloni, ieri a Perugia con Salvini e Tajani. “Insieme ci siamo eccome - ribatte allora Schlein - È Meloni che è chiusa da due anni nel palazzo e ha perso contatto con le persone, con la realtà. Se vinciamo lunedì in Umbria, diamo un segnale anche a lei”.
Pure Conte oggi è in versione ultra accomodante. “Alla fine, cosa conta? L’incontro c’è o non c’è? C’era per caso una puntualità da rispettare? Lasciamo stare le polemiche di Meloni”. I 5S sono alleati del Pd qui in Umbria, ma anche in Emilia Romagna. “A Bologna per continuare, qui per voltare pagina”, sintetizza l’ex premier, che farà votare agli iscritti l’adesione del M5S al campo progressista (e qualora perdesse su questo quesito, trapela dai suoi, ne trarrebbe le conseguenze). “Si può costruire un’alternativa”, è ottimista Fratoianni, accanto al socio di Avs Bonelli.
Questo chiedono anche gli attivisti arrivati qui con le bandiere di quasi tutti i partiti dell’opposizione (mancano Azione e Iv, che però sono in coalizione, in forme diverse). “Insieme! Insieme!”, è il coretto che intonano quando parla Stefania Proietti, la sindaca di Assisi che corre da governatrice, sperando nel colpaccio: riportare l’Umbria a sinistra, dopo la stagione leghista di Donatella Tesei.
Le ultime arringhe sono incentrate sulla sanità, “che la destra sta smantellando, come la scuola”, dice Schlein. E chissà se proprio un ospedale ternano sanerà le ferite vecchie di anni del centrosinistra. Il comizio finisce, i leader ripartono. “Ci vediamo lunedì. Forse.”