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Meloni irritata dal voto FI: "L’inciampo non giova. Cessa il fuoco in Libano, perché non sulla Rai?”

La premier Giorgia Meloni (agf)

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Il governo va sotto in commissione Bilancio del Senato: Forza Italia vota con le opposizioni al taglio voluto dalla Lega. Il richiamo di palazzo Chigi
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Pochi minuti dopo il clamoroso tonfo in commissione Bilancio del Senato, col governo mandato sotto da FI sul taglio al canone Rai difeso dalla Lega, Giorgia Meloni decide di intervenire. Non direttamente, ma dettando la linea tramite “fonti di Palazzo Chigi”, come spesso accade quando la questione, per la premier, è imbarazzante: l’ultima volta solo pochi giorni fa, quando il capo dello Stato aveva rimproverato Elon Musk per gli attacchi ai magistrati italiani.

Poi Meloni parla di persona. Una battuta per minimizzare, ma con una metafora guerresca: “Se abbiamo trovato l’accordo per un cessate il fuoco in Libano, possiamo farlo pure sul canone Rai”, dice in un corridoio dell’hotel Cavalieri a Roma, dove è attesa per un vertice internazionale. Frase che poi ripete davanti a telecamere.

Meloni: "Lo sgambetto di Forza Italia sulla Rai? Schermaglie, chiariremo"

Meloni, stavol…

Pochi minuti dopo il clamoroso tonfo in commissione Bilancio del Senato, col governo mandato sotto da FI sul taglio al canone Rai difeso dalla Lega, Giorgia Meloni decide di intervenire. Non direttamente, ma dettando la linea tramite “fonti di Palazzo Chigi”, come spesso accade quando la questione, per la premier, è imbarazzante: l’ultima volta solo pochi giorni fa, quando il capo dello Stato aveva rimproverato Elon Musk per gli attacchi ai magistrati italiani.

Poi Meloni parla di persona. Una battuta per minimizzare, ma con una metafora guerresca: “Se abbiamo trovato l’accordo per un cessate il fuoco in Libano, possiamo farlo pure sul canone Rai”, dice in un corridoio dell’hotel Cavalieri a Roma, dove è attesa per un vertice internazionale. Frase che poi ripete davanti a telecamere.

Meloni: "Lo sgambetto di Forza Italia sulla Rai? Schermaglie, chiariremo"

Meloni, stavolta, non può negare l’ovvio: la maggioranza si è spaccata. La “bella amicizia personale” fra i tre leader del centrodestra, che la leader di FdI sbandiera ad ogni comizio, pare alquanto incrinata. Palazzo Chigi allora parla di “inciampo della maggioranza”. Un modo per ammettere l’intoppo, ma anche per circoscriverne la portata: un incidente di percorso, non una crisi. L’umore della presidente del Consiglio non è comunque dei migliori. “L’inciampo – riportano le fonti di Palazzo Chigi – non giova a nessuno”, mentre “il governo è fortemente impegnato nel sostegno a famiglie e imprese, operando sempre in un quadro di credibilità e serietà”.

È dall’ormai famoso “apericena” di domenica sera che la premier prova a mediare fra i suoi due vice bizzosi. Ha cercato un compromesso, sul canone Rai che FI ha sempre chiarito di non poter sostenere (anche perché va contro gli interessi di Mediaset). E all’inizio FdI ha sposato, non ufficialmente, la linea degli azzurri. “Perché 20 euro all’anno in meno non cambiano la vita a nessuno”, riferiva solo ieri un esponente di peso di via della Scrofa. In commissione, però, stamattina, i Fratelli si schierano col Carroccio. Per non lasciare a Matteo Salvini campo libero, per evitare che sia la Lega a intestarsi, da sola, la crociata per “il taglio delle tasse”. È stata Meloni direttamente a dare ai suoi l’ordine di votare con i leghisti, dopo un giro di telefonate serale con i due vicepremier. Telefonate in cui la leader di FdI ha capito che il nodo non si sarebbe sciolto altrimenti: serviva un voto. E subito. Al prezzo di una spaccatura plateale, avrebbe almeno chiuso la questone. Intestando agli azzurri la bocciatura di una misura che anche FdI non condivideva del tutto.

Resta l’imbarazzo, che trapela anche dalle parole dell’uomo dei conti di Meloni, il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, che a margine di un evento all’auditorium della Conciliazione, sulla vicenda che ha spaccato la maggioranza, commenta così: “Di Rai non parlo”.

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